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Pianeta errante svelato: misure e distanza di un Globo Senza Stella

Pianeta errante svelato: misure e distanza di un Globo Senza Stella
Photo by theartofsounds2001 – Pixabay
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Per la prima volta nella storia, scienziati sono riusciti a misurare con precisione la massa e la distanza di un pianeta senza stella, chiamato “pianeta errante”, utilizzando innovative tecniche di osservazione spaziale.

Pianeta errante svelato: misure e distanza di un Globo Senza Stella
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Nel vasto oceano dell’universo, esistono pianeti che si muovono solitari senza essere legati a una stella madre. Uno di questi pianeti, che fino a poco tempo fa risultava invisibile e remoto, è stato finalmente “misurato” grazie alla combinazione del fenomeno delle lenti gravitazionali e all’osservazione da diversi telescopi. Questo avanzamento scientifico eccezionale, dettagliato su Science, ha permesso per la prima volta di determinare la massa e la distanza di un pianeta errante a circa 10.000 anni luce dalla Terra.

Dove si trova e quanto pesa il pianeta canaglia?

Conosciuto con le designazioni KMT-2024-BLG-0792 e OGLE-2024-BLG-0516, questo pianeta canaglia è situato quasi 10.000 anni luce lontano da noi, in direzione del centro della Via Lattea. Dopo calcoli dettagliati, la sua massa è stata stimata essere circa 70 volte quella del nostro pianeta, avvicinandosi a quella di Saturno, il quale pesa 95 volte più della Terra. Gavin A. L. Coleman, rinomato ricercatore della Queen Mary University of London, suggerisce che tali pianeti potrebbero essere più comuni nella nostra galassia di quanto ipotizzato finora.

Un universo di pianeti erranti

Pianeta errante svelato: misure e distanza di un Globo Senza Stella
Photo by LoganArt – Pixabay

Detti anche pianeti interstellari o orfani, questi enigmatici corpi celesti sono stati probabilmente espulsi dai loro sistemi solari originari a causa di eventi cosmici significativi come il passaggio ravvicinato di altre stelle. Privi di un legame gravitazionale stabile, questi pianeti vagano per lo spazio interstellare e risultano notoriamente difficili da scoprire. A differenza dei normali esopianeti, identificati attraverso il metodo dei transiti – che rileva le oscillazioni luminose di una stella madre – i pianeti erranti non offrono segni luminosi facilmente percepibili data la loro natura solitaria.

Svelare l’invisibile con la microlente gravitazionale

L’assenza di una stella madre complica l’uso di molti metodi tradizionali di scoperta. Tuttavia, il fenomeno della microlente gravitazionale, che sfrutta la distorsione della luce della stella a causa della gravità del pianeta, si è dimostrato fondamentale. Osservando questa distorsione luminosa da due punti vantaggiosi – dalla Terra con telescopi multipli e dallo Spazio tramite il satellite Gaia dell’ESA – gli scienziati sono riusciti a stimare la distanza del pianeta errante e, successivamente, la sua massa. Questa tecnica promette, con l’aiuto di futuristici telescopi spaziali, di rivelare altri pianeti vagabondi nascosti nel vasto teatro della nostra galassia.