
Il 20 luglio 1969, il modulo lunare dell’Apollo 11 toccò per la prima volta il suolo lunare, un evento storico che continua ad affascinare e suscitare scetticismo tra i teorici del complotto. Tuttavia, la superficie lunare, caratterizzata dalla sua natura unica, conserva ancora inalterate le tracce delle missioni umane, inclusi i resti del primo contatto umano sulla Luna: la sonda russa LUNA-2.
Verità e Mistero della Superficie Lunare
Nella celebre serie televisiva “The Big Bang Theory”, i protagonisti replicano un esperimento per misurare la distanza tra la Terra e la Luna, circa 384.400 km. Questo obiettivo si raggiunge inviando un laser verso specchi speciali posizionati durante l’Apollo 11. Anche se questi esperimenti richiedono attrezzature particolari e non si possono eseguire dall’osservatorio di casa, l’esistenza dei retroriflettori rappresenta una prova tangibile della presenza umana sulla Luna. Un altro metodo per confermare le tracce delle missioni Apollo è osservare i segni lasciati dai rover lunari, visibili grazie ai satelliti in orbita.
L’Atterraggio dell’Apollo 11 e i Retroriflettori

Neil Armstrong e Buzz Aldrin, i primi uomini a camminare sulla Luna, non solo raccoglievano campioni di suolo lunare, ma installavano anche retroriflettori rivoluzionari. Questi peculiari specchi, capaci di riflettere la luce direttamente da dove è partita, permettono di misurare con precisione la distanza tra Luna e Terra. Due settimane dopo l’allunaggio, il Lick Observatory in California condusse il primo esperimento con successo, misurando il tragitto del raggio laser in 2,5 secondi e confermando la distanza di circa 384.400 km. L’elevata precisione delle moderne tecniche di laser ranging, ora di circa 0,1 mm, ha rivelato che la Luna si allontana lentamente dalla Terra. Non solo la NASA, ma anche l’URSS e l’India con la missione Chandrayaan-3 hanno contribuito a posizionare retroriflettori simili sulla superficie lunare.
Sfide e Limiti nell’Osservazione Diretta
Molti si chiedono se sia possibile individuare i retroriflettori con strumenti più semplici. La realtà è che i moderni telescopi con laser, come quelli dell’Apache Point Observatory in New Mexico, sono necessari per questi esperimenti. Le interferenze nell’atmosfera terrestre amplificano il raggio di luce, riducendo l’efficienza del riflesso e rendendo l’impresa impossibile per telescopi amatoriali. Anche con le maggiori attrezzature, solo una frazione infinitesimale di fotoni ritorna dopo aver colpito i retroriflettori, rendendo l’esperimento complesso e lontano dalla portata delle comuni apparecchiature.
Osservazione delle Impronte Lunari e Altre Strutture
E se volessimo osservare le orme degli astronauti? Anche questo risulta improbabile dalla Terra. I telescopi terrestri sono limitati nella risoluzione a causa delle interferenze atmosferiche. Tuttavia, il Lunar Reconnaissance Orbiter, orbitando a circa 33 km dalla Luna, ci offre immagini dettagliate con una risoluzione di circa 50 cm per pixel. Sebbene questi dati suggeriscano forme delle impronte, non possiamo ancora visualizzarle direttamente. Tuttavia, le immagini catturano chiaramente macchinari e altre strutture significative, come i moduli di atterraggio.