Home » Curiosità » Panama, terremoto 7.7: perché la faglia dormiente ha sorpreso i geologi

Panama, terremoto 7.7: perché la faglia dormiente ha sorpreso i geologi

Panama, terremoto 7.7: perché la faglia dormiente ha sorpreso i geologi
Photo by Angelo_Giordano – Pixabay
Lettura: 4 minuti

Il violento evento tellurico ha sorpreso gli abitanti e la comunità scientifica, interessando una faglia considerata inattiva.

Panama, terremoto 7.7: perché la faglia dormiente ha sorpreso i geologi
Photo by Angelo_Giordano – Pixabay

Un terremoto a Panama di portata storica ha scosso violentemente il settore meridionale della penisola di Azuero, innescando attimi di puro terrore tra la popolazione locale. Il movimento tellurico, registrato con una potenza sismica impressionante, si è propagato tanto rapidamente da risultare percettibile in nazioni limitrofe come la Costa Rica e la Colombia. L’impatto distruttivo ha immediatamente catalizzato l’attenzione degli esperti mondiali, poiché l’epicentro del sisma si colloca in un’area precedentemente ritenuta a basso rischio geologico.

Danni e infrastrutture colpite

L’entità del terremoto a Panama ha sollevato un’immediata e profonda preoccupazione per la stabilità delle infrastrutture civili presenti sul territorio. Molte delle aree abitate più vicine all’epicentro non sono mai state progettate per tollerare sollecitazioni meccaniche di questa incredibile portata, rendendo il tessuto urbano ed edilizio locale estremamente vulnerabile. Nelle città e nei piccoli centri agricoli, gli strumenti di rilevazione hanno registrato intensità comprese tra l’ottavo e il nono grado della scala Mercalli. Questo parametro specifico certifica un livello di distruzione da forte a violento, che risulta ampiamente sufficiente per compromettere in modo irreparabile le abitazioni più datate e danneggiare severamente anche le architetture moderne.

Nelle ore immediatamente successive alla violenta scossa, i residenti dei centri maggiori hanno descritto scene di caos generalizzato, caratterizzate da blackout diffusi, caduta di oggetti pesanti e crolli parziali degli edifici. Tuttavia, l’elemento di maggiore allarme per i soccorritori e per la protezione civile riguarda il totale silenzio radio proveniente dalle località più isolate e direttamente prossime alla rottura sotterranea. Mentre i media internazionali si sono concentrati quasi esclusivamente sugli effetti percepiti nella lontana capitale, cittadine di modeste dimensioni come Tonosí o piccoli insediamenti rurali come Los Atrales sono rimasti completamente tagliati fuori. L’assenza prolungata di comunicazioni da queste aree remote suggerisce la concreta possibilità di danni catastrofici alle reti viarie e infrastrutturali di base.

Sismicità storica panamense

Questo recente cataclisma naturale rappresenta quasi certamente il terremoto a Panama più violento mai documentato sulla terraferma nell’intera storia moderna del paese. Per rintracciare dei parallelismi significativi nell’evoluzione geologica della regione centramericana, gli studiosi devono risalire a un colossale evento del 1882 che, tuttavia, si scatenò sotto le acque profonde del Mar dei Caraibi generando all’epoca un violento maremoto. Più recentemente, nel 1974, un grave e intenso sisma di magnitudo 7.3 colpì il confine montuoso con la Colombia, localizzandosi però in una zona morfologicamente del tutto differente da quella attuale.

I complessi scavi paleosismici effettuati in passato lungo l’area strategica del celebre Canale avevano già portato alla luce le tracce evidenti di antichi sommovimenti di magnitudo vicina al grado sette, intimamente legati a strutture di faglia note in letteratura come Pedro Miguel e Limón. L’attuale e preoccupante emergenza ricalca fedelmente il pericoloso comportamento di una tipica faglia dormiente. Queste specifiche formazioni sotterranee possono rimanere completamente inattive per secoli in un silenzio apparentemente rassicurante, senza mai generare microscosse utili a scaricare la pressione, per poi liberare brutalmente tutto lo stress meccanico accumulato nel corso dei decenni in un singolo, apocalittico evento tellurico.

Panama, terremoto 7.7: perché la faglia dormiente ha sorpreso i geologi
Photo by Angelo_Giordano – Pixabay

Monitoraggio e assestamento

In seria considerazione della natura estremamente superficiale dell’ipocentro sismico e del conseguente, imponente rilascio di pura energia cinetica, i numerosi team di ricerca internazionali si aspettano concretamente di individuare a brevissimo termine delle chiare e vistose evidenze della spaccatura apparse direttamente sulla nuda superficie terrestre. Nelle delicate e impegnative settimane a venire, i preziosi e insostituibili dati digitali forniti costantemente dai satelliti radar attualmente in orbita si riveleranno di vitale importanza per misurare con un’assoluta precisione millimetrica l’estensione esatta dello scorrimento del terreno e per mappare nel dettaglio le drammatiche deformazioni subite dal suolo colpito. Nel frattempo, un intenso, estenuante e preoccupante sciame sismico non accenna minimamente a fermare la propria violenta attività.

Le pericolose scosse di assestamento continuano a martoriare letteralmente e senza alcuna tregua il martoriato territorio centroamericano, raggiungendo in alcuni casi specifici dei picchi di intensità che hanno già ampiamente e paurosamente superato la severa magnitudo sei, complicando in modo inevitabile e purtroppo severo le delicatissime e già difficili operazioni di ricognizione logistica e di primo soccorso medico all’interno di un ambiente rurale ed urbano già portato allo stremo delle proprie forze strutturali e civili.