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Litio in Arkansas: svolta USA nella corsa all’energia pulita

Litio in Arkansas: svolta USA nella corsa all’energia pulita
Photo by Mikael Damkier- Shutterstock
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Tecnologie satellitari e intelligenza artificiale svelano risorse nascoste nel sottosuolo americano, ridefinendo il futuro energetico globale.

Litio in Arkansas: svolta USA nella corsa all’energia pulita
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L’intelligenza artificiale riscrive le regole dell’estrazione mineraria

Un cambio di passo epocale nell’esplorazione delle risorse naturali. In Arkansas, sotto la Formazione Smackover, è stato localizzato un vastissimo giacimento di litio grazie all’unione tra algoritmi predittivi e osservazione satellitare. Il risultato? Una mappatura di risorse finora invisibili, che potrebbe trasformare gli Stati Uniti in un protagonista chiave nella transizione energetica mondiale.

Per anni, la ricerca di metalli critici ha proceduto a tentoni, tra trivellazioni dispendiose e scarsi risultati. Oggi, invece, l’intelligenza artificiale elabora dati geologici storici, immagini spettrografiche dallo spazio e rilevazioni termiche, individuando pattern compatibili con salamoie ricche di litio. L’algoritmo ha isolato con precisione aree ad alta concentrazione, rivelando un vero e proprio tesoro nascosto.

Un tesoro giurassico nel cuore degli Stati Uniti

La Formazione Smackover non è un nome nuovo nell’industria energetica: un tempo epicentro dell’estrazione di petrolio e bromo, oggi torna sotto i riflettori per ben altri motivi. Secondo le stime, il sottosuolo potrebbe custodire tra i 5 e i 19 milioni di tonnellate di litio. Una cifra capace di coprire, da sola, la domanda globale di batterie per veicoli elettrici per diversi decenni.

Il litio si trova disciolto in acque salate, intrappolate in profondità all’interno di rocce calcaree risalenti all’era giurassica. L’impresa non consiste soltanto nell’individuarle, ma nel riuscire a estrarne il metallo in modo sostenibile ed economicamente vantaggioso. Un compito che richiede tecnologie sofisticate e un controllo accurato dell’impatto ambientale.

Dalle salamoie all’elettrificazione: un potenziale da record

Le analisi geochimiche confermano: la concentrazione di litio nelle salamoie dell’Arkansas è tra le più elevate mai registrate in giacimenti di questo tipo. Un dato fondamentale, perché più alta è la concentrazione, più semplice ed efficiente risulta l’estrazione. Meno passaggi, meno energia, meno costi.

Gli esperti non escludono che la capacità produttiva di quest’area possa superare quella dei giacimenti sudamericani storicamente dominanti. Se ciò si confermasse, il Nord America si troverebbe improvvisamente in prima linea nella filiera globale delle batterie, riducendo la dipendenza da forniture estere e aumentando la resilienza delle catene produttive.

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Tecnologia verde e sovranità energetica: un modello per il futuro

Il vero punto di forza di questo progetto è il metodo di estrazione. A differenza dei bacini di evaporazione usati altrove, qui si punta su un sistema chiuso noto come Direct Lithium Extraction (DLE). Questa tecnologia consente di separare il litio dalla salamoia in poche ore, restituendo l’acqua purificata al sottosuolo. Un processo più rapido, meno invasivo e con un’impronta ecologica decisamente ridotta.

Con una risorsa strategica localizzata in territorio nazionale, gli Stati Uniti potranno ridurre le emissioni legate al trasporto e stabilizzare l’offerta di litio per le giga factory del Paese. L’effetto a catena è già visibile: gli investimenti aumentano, le case automobilistiche osservano da vicino e il dibattito sulla sostenibilità industriale si arricchisce di nuove prospettive.