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L’aurora boreale incanta le Dolomiti: il cielo del Cadore si accende di rosso e verde

L’aurora boreale incanta le Dolomiti: il cielo del Cadore si accende di rosso e verde
Photo by Art Konovalov- Shutterstock
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Un fenomeno spettacolare ha tinto di colori artici le cime alpine: l’aurora boreale ha illuminato il cielo del Cadore, regalando un evento raro e indimenticabile.

L’aurora boreale incanta le Dolomiti: il cielo del Cadore si accende di rosso e verde
Photo by Art Konovalov- Shutterstock

Un cielo artico nel cuore delle Alpi

Uno spettacolo raro e sorprendente ha recentemente acceso l’orizzonte delle Dolomiti. Nella zona del Cadore, alcuni fortunati osservatori hanno assistito a un fenomeno che solitamente si manifesta alle latitudini estreme del Nord Europa: l’aurora boreale. L’evento ha trasformato il panorama montano in una scena surreale, con intense sfumature di rosso e verde che si riflettevano sulla neve, offrendo un contrasto visivo mozzafiato.

Non si è trattato di un fenomeno appena percepibile, ma di un’aurora chiaramente visibile a occhio nudo, che ha attirato l’attenzione di astrofili e fotografi da tutta Italia. La manifestazione è legata all’attuale intensificazione dell’attività solare, che sta raggiungendo livelli significativi nel suo ciclo undecennale. Un’occasione rara, che ha unito scienza e bellezza naturale in una cornice d’eccezione.

Scie luminose tra le vette

Chi ha assistito al fenomeno racconta di un cielo inizialmente buio che, poco alla volta, si è acceso di una luce cremisi nella parte superiore, sfumando verso il verde all’orizzonte. A rendere straordinaria questa aurora è la sua comparsa a latitudini così meridionali: episodi simili in Italia sono rari, ma l’altitudine del Cadore, unita all’aria tersa e all’assenza di inquinamento luminoso, ha permesso una visione nitida e coinvolgente.

Il colore rosso, protagonista della serata, si manifesta quando le particelle solari interagiscono con l’ossigeno a quote superiori ai 200 chilometri. Ed è proprio questa caratteristica a rendere visibile l’aurora anche lontano dal polo magnetico. Nelle notti limpide e senza luna, il cielo si trasforma in un teatro naturale per uno degli spettacoli più suggestivi offerti dal nostro pianeta.

Cosa scatena un’aurora boreale?

Per comprendere l’origine di un’aurora a queste latitudini, bisogna volgere lo sguardo al Sole. Le aurore si formano quando le particelle cariche del vento solare, spesso spinte da espulsioni di massa coronale (CME), colpiscono la magnetosfera terrestre. In prossimità dei poli, queste particelle riescono a penetrare gli strati superiori dell’atmosfera, dove interagiscono con atomi di ossigeno e azoto, rilasciando energia sotto forma di luce.

Il verde, colore più comune, si genera tra i 100 e i 150 chilometri di altitudine. Il rosso, invece, emerge da collisioni più rare a oltre 250 chilometri. La curvatura terrestre fa sì che dall’Italia si riesca a scorgere solo la parte più alta delle aurore, che appare dunque in tonalità rossastre. Questo dettaglio spiega perché, in occasioni particolarmente intense, anche il cielo italiano possa tingersi di bagliori artici.

L’aurora boreale incanta le Dolomiti: il cielo del Cadore si accende di rosso e verde
Photo by PaoloBruschi- shutterstock

Massimo solare e tecnologia al servizio della scienza

L’attività solare segue un ciclo di circa undici anni: l’attuale, il numero 25, si avvicina al suo picco tra il 2024 e il 2025. In questa fase, le eruzioni solari si fanno più frequenti e potenti, aumentando la possibilità che le aurore si spingano verso latitudini più basse. Tempeste geomagnetiche classificate come G3 o superiori possono generare fenomeni visibili anche in Italia, a condizione che il cielo sia sereno e l’orizzonte nord privo di ostacoli.

Le moderne tecnologie fotografiche hanno amplificato la risonanza dell’evento: sensori avanzati riescono a catturare la luce aurorale anche quando l’occhio umano fatica a percepirla. Grazie alla citizen science, molti appassionati hanno contribuito a documentare il fenomeno, offrendo ai ricercatori dati preziosi per comprendere meglio la dinamica delle aurore in zone temperate. Una collaborazione tra scienza e pubblico che rende ogni avvistamento non solo spettacolare, ma anche utile alla conoscenza.