Sul pianeta rosso esiste una montagna che supera ogni riferimento terrestre. Il vulcano Olympus Mons, con dimensioni titaniche e una storia geologica lunga miliardi di anni, rappresenta una delle strutture più impressionanti dell’intero Sistema Solare.

Esplorare Marte significa imbattersi in paesaggi che sfidano l’immaginazione. Tra distese di polvere rossastra e canyon immensi emerge una struttura che supera ogni altra formazione nota sui pianeti rocciosi. È il maestoso Olympus Mons, un vulcano marziano così vasto da non poter essere osservato interamente dalla superficie, poiché la curvatura del pianeta ne nasconde i confini. Il suo nome richiama la mitologia, ma la realtà supera di gran lunga il simbolismo: si tratta della montagna più grande mai individuata nel Sistema Solare.
Dimensioni che superano ogni confronto terrestre
I numeri che descrivono Olympus Mons sembrano usciti da un racconto di fantascienza. Situato nella regione vulcanica di Tharsis, vicino all’equatore di Marte, questo immenso vulcano a scudo raggiunge oltre 25 chilometri di altezza rispetto al livello medio del pianeta. Per avere un riferimento familiare, è quasi tre volte più alto del Monte Everest.
Anche la base impressiona: il diametro sfiora i 600 chilometri. Un’area paragonabile alla superficie della Francia o a gran parte dell’Italia. L’enorme struttura è delimitata da spettacolari scarpate che possono arrivare fino a 10 chilometri di altezza, una sorta di gigantesco gradino roccioso che separa la pianura marziana dal corpo principale del vulcano.
Un vulcano a scudo dalle pendici sorprendenti
Dal punto di vista geologico, Olympus Mons appartiene alla categoria dei vulcani a scudo. Questa tipologia nasce da eruzioni di lava molto fluida, povera di silice, che scorre per lunghe distanze prima di solidificarsi. Il risultato è una montagna vasta e dalle pendenze moderate.
Chi camminasse sulle sue pendici probabilmente non percepirebbe una salita ripida: l’inclinazione media è di appena 5 gradi. Tuttavia, sulla sommità si apre una complessa caldera vulcanica. Non si tratta di un unico cratere, ma di sei caldere sovrapposte che formano una depressione larga circa 80 chilometri. Alcune di queste cavità raggiungono profondità di circa 3 chilometri, testimonianza delle grandi eruzioni che hanno segnato la storia del vulcano.

Perché su Marte i vulcani diventano giganti
Le dimensioni straordinarie di Olympus Mons derivano da caratteristiche uniche di Marte. La gravità del pianeta è circa il 38% di quella terrestre, permettendo alle strutture geologiche di crescere molto più in altezza senza collassare. Ma il fattore decisivo riguarda l’assenza di tettonica a placche.
Sulla Terra, la crosta si muove continuamente sopra i cosiddetti hotspot, creando catene di vulcani distribuiti nel tempo. Su Marte, invece, la crosta rimane sostanzialmente immobile. Il punto caldo sotto la regione di Tharsis ha quindi alimentato lo stesso vulcano per miliardi di anni, accumulando strati di lava nello stesso luogo. Il risultato è questo immenso edificio vulcanico che continua ad affascinare scienziati e appassionati di geologia planetaria.

