Lunedi 4 ottobre 2010, proprio con l'inizio dell'autunno astronomico Genova e la Liguria hanno purtroppo vissuto l'ennesima pagina di storia meteo-climatica, da tregenda, che non potrà che rimanere impressa nella mente e nei ricordi di molti abitanti, specie dei residenti dei quartieri più a ponente del capoluogo e delle zone rivierasche immediatamente prossime alla città comprese tra Savona e Sestri Ponente-Cornigliano...
Ebbene, cosa è successo: una vasta depressione, la cosiddetta semi-permanente canado-groenlandese, quasi tutti gli anni in questo periodo tende per naturale evoluzione termo-dinamica a rinvigorirsi ed estendersi, muovendosi verso est/sud-est ha cominciato a coinvolgere sempre più decisamente le aree più meridionali del Continente Euro-Asiatico, dirottando una intensa perturbazione che ha portato precipitazioni con ingenti accumuli che la particolare conformazione geo-morfologica non hanno saputo trattenere e scaricare.
Il riscaldamento globale degli ultimi anni, realizzatosi puntualmente anche nei mesi scorsi, con un'estate che per la nostra regione è stata di ca. 0.75° più calda degli ultimi 30 anni, assieme alle elevate temperature superficiali delle acque marine antistante la nostra città e la Liguria, ha generato un importante accumulo di energia sottoforma di calore, che il mare tende a rilasciare molto più gradualmente rispetto alla terra ferma, con anomalie delle Sea Surface Temperature(SST) che non poteva quindi che essere sfruttato dalle prime vere perturbazioni autunnali inducendo una fase perturbata tipica degli inizi dell'autunno. La depressione in esame, ha iniziato a indebolire l'area di altapressione di origine sub-tropicale presente durante la stagione estiva sul Mediterraneo Centrale dapprima già in agosto, quindi ancor più in settembre provocando una prima fase perturbata,per quanto relativamente piuttosto localizzata nello spazio. La situazione già “esplosiva” è stata aggravata poi dalla presenza di un'importante ed ancora forse anomalamente insistente figura barica di altapressione presente tra i Balcani e l'Europa Centro-Meridionale.Tutto ciò ha prodotto pertanto, una classica fase di maltempo equinoziale che ha generato di fronte alle coste colpite un'azione propulsiva dell'area instabile, che ha poi interessato la Liguria, Toscana e che muoverà in seguito verso il Centro-Sud per quanto gradualmente sempre più attenuata.

La particolare conformazione del territorio ligure che vede ostacoli orografici quali l'Appennino Ligure già a pochissimi chilometri dal mare, ha accentuato il fenomeno di sbarramento (STAU) con la formazione di azione bloccante alle condizioni di vorticità che si creano in queste situazioni di instabilità marcata, con il rischio di assistere proprio come nel caso della mattinata di lunedi tra Varazze e Sestri Ponente, a condizioni di perturbabilità atmosferica estrema con temporali marittimi autorigeneranti.
Dopo tali eventi, ci si domanda, se si fossero potuti evitare certi danni, o addirittura tutto il disastro: la risposta potrebbe essere forse si e forse no: soltanto una migliore e più responsabile gestione del territorio attraverso una sua più accurata conservazione, unitamente alla pulizia dei corsi d'acqua e della rete fognaria, potrebbero limitare gli effetti devastanti di questi eventi, senza dimenticare il disboscamento selvaggio e ripensando a talune strategie di urbanizzazione delle aree edificabili costiere.








