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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino STORIA DELLA CLIMATOLOGIA ITALIANA "TLC" E MEDICANES: L'ESEMPIO DI UN CICLONE TROPICALE MEDITERRANEO PARTE SECONDA
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"TLC" E MEDICANES: L'ESEMPIO DI UN CICLONE TROPICALE MEDITERRANEO PARTE SECONDA

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La media degli ultimi decenni vede la formazione di un "Medicane" almeno una volta ogni 3-4 anni.

Nell’ultimo secolo il servizio meteorologico nazionale ha catalogato diversi casi di "Medicanes" e più precisamente nel Settembre 1947, Settembre 1969, Settembre 1973, Agosto 1976, Gennaio 1982, Settembre 1983, Dicembre 1984, Dicembre 1985, Ottobre 1994, Gennaio 1995, Ottobre 1996, Settembre 1997 e Dicembre 2005.

Tra i casi più "recenti" ai nostri tempi non possiamo non parlare delle distruzioni portate dal "Medicane Cornelia" nell’Ottobre del 1996.

"Cornelia" si formò a sud delle Isole Baleari fra il 6 e il 7 Ottobre del 1996, la tempesta dopo aver attraversato il sud della Sardegna, come "tropical storm", giorno 8 si riversò sul Tirreno centro-meridionale, qui a contatto con le calde acque superficiali tirreniche il ciclone si intensifico divenendo un piccolo uragano mediterraneo, in questo caso un "Medicane".

Giorno 9 ottobre il "Medicane Cornelia" passerà con il suo occhio vicino l’arcipelago eoliano devastando letteralmente le sette isole con venti furiosi di 140-145 km/h che hanno abbattuto le linee elettriche, sradicando decine di alberi, mentre le impressionanti mareggiate che hanno flagellato le coste isolane hanno affondato numerose barche e yacht.

L'uragano "Cornelia" in procinto di colpire le isole Eolie nell'immagine dal satellite del 9 ottobre 1996.


Durante il suo passaggio dal basso Tirreno allo Ionio il ciclone "Cornelia" riusci a richiamare su tutta Italia un flusso di umidissime correnti meridionali che hanno innescato dei fenomeni alluvionali fra Piemonte, Emilia, Calabria (alluvione a Crotone) e sul nord-est della Sicilia (messinese), con precipitazioni molto abbondanti e spesso sotto lo sfogo temporalesco.

"Cornelia" dopo aver devastato le Eolie, la Calabria e il messinese si è portata sullo Ionio dove si è rapidamente indebolita prima di toccare le coste di Creta sul Mediterraneo orientale.

Andando indietro di un anno nel Gennaio del 1995 fu la volta del "Medicane Celeno", uno dei pochi casi studiati di "Mediterranean Hurricane", seppur con mille difficoltà.

"Celeno" si formò in mezzo al Mar Ionio, fra Grecia e Sicilia, il 14 Gennaio 1995.

Giorno 15 Gennaio, la nave di ricerca Meteor, si trovava molto vicino alla tempesta, qui gli studiosi riuscirono a misurare raffiche di vento talmente forti da lambire i 135-140 km/h, ossia 1^ categoria della Saffir-Simpson, mentre il barometro a bordo segno un valore di 975 hpa al livello del mare, cifra impressionante.

Fu impossibile per i ricercatori della Meteor lanciare dei palloni meteorologici causa la violenza del fortunale in corso.

Il 16 Gennaio il ciclone "Celeno" spostandosi verso est si rafforzerà ulteriormente, con venti stimati sui 140-150 km/h, rimanendo fortunatamente in azione in mare aperto sul Mediterraneo centro-orientale.

Il giorno dopo "Celeno" muovendosi verso sud-sud/est tenderà rapidamente a perdere potenza prima di fare il "landfall" definitivo sulla costa libica, con venti di tempesta a 100 km/h che hanno prodotto furiose mareggiate e tempeste di sabbia sulle zone interne (non si hanno notizie di vittime da parte delle autorità libiche, ma i danni materiali furono ingenti).

Tra i più recenti "Medicane" "Zeo" fu uno dei più violenti nel Dicembre 2005.

Si formò tra Canale di Sicilia e mar Libico dall’evoluzione di un potente "MSC" e portò forti venti orientali e piogge alluvionali con vittime sulla Sicilia, malgrado il suo occhio era posizionato più vicino alle coste africane.

 

Immagine dal satellite dell' Uragano "Zeo" in prossimità delle coste di Creta.


"Zeo" poi proseguirà la sua corsa su tutto il Mediterraneo centro-orientale sfiorando dapprima le coste libiche e l’isola di Creta con furiose tempeste di vento fino a 100 km/h.

La tempesta effettuerà il "landfall" definitivo lungo le coste dell’Asia minore come una tempesta tropicale.

Un’altro esempio recente è la tempesta "Maria" che spazzò il Salento il 26 Settembre 2006, con venti prossimi i 100 km/h capaci di sradicare alberi e insegne pubblicitarie fra leccese e brindisino.

Il Medicane responsabile di ingenti danni nel brindisino e leccese alla fine di settembre del 2005 in allontanamento a largo delle coste della Sicilia.


Come abbiamo visto sono diversi i casi di "Medicane", purtroppo molto spesso il loro passaggio ravvicinato alle terre emerse ha determinato ingentissimi danni materiali e alle volte anche delle vittime per alluvioni, frane, tempeste di vento o grosse mareggiate.

Malgrado tutto questo ancora il fenomeno dei "Medicanes" continua ad essere sottovalutato da tutti gli enti preposti che spesso si trovano impreparati nell’affrontare simili emergenze con tutte le conseguenze del caso (abbiamo visto pure di che portata).

Eppure per studiare e prevenire meglio tali fenomeni atmosferici di estrema violenza basterebbe solo una sinergica azione di collaborazione tra i vari servizi meteorologici nazionali dei paesi dell’area mediterranea, sia sulla sponda europea che africana, al fine di evitare il ripetersi, come in passato, di nuovi eventi calamitosi che potrebbero risultare distruttivi per le aree interessate dal passaggio di questi "mostri mediterranei".

Si spera che quanto prima anche i paesi dell’area mediterranea, cosi come si fa negli USA, in Cina, Giappone o Taiwan per difendersi da uragani e tifoni, si dotino di una rete di monitoraggio più all’avanguardia per cercare di svelare i tanti misteri che ancora si celano dietro queste impressionanti quanto spettacolari perturbazioni tropicali.



Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Ottobre 2010 12:43  
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