Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino STORIA DELLA CLIMATOLOGIA ITALIANA REPORTAGE NEVICATA 18-19 DICEMBRE 2009 IN VENETO
REPORTAGE NEVICATA 18-19 DICEMBRE 2009 IN VENETO PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo Zanetti   
Sabato 16 Gennaio 2010 19:42

Le prime dodici ore del 19 dicembre verranno per sempre ricordate grazie all'abbondante e inusuale nevicata che ha colpito tutto il Nord-Est e accanendosi in particolare sul Veneto Orientale e il Polesine.

Riguardo la nostra zona, come documenteremo in seguito, accumuli variabili tra i 15 e i 25 cm che hanno mandato letteralmente in tilt meteofili e pendolari per opposti ma ovvi motivi.

Quindi partiamo con ordine analizzando la situazione in media atmosfera e cercando di capire le cause che hanno portato alla realizzazione dell'evento.

 

 

 

La situazione in quota:

Partiamo con la situazione in quota a 500 hpa (5200 m circa) centrata per la mattina di venerdì 18 dicembre.

 

Le figure sullo scacchiere europeo ci mostrano una vasta saccatura gelida presente su tutta l'Europa Centrale con l'interessamento quasi totale anche della nostra penisola. La suddetta depressione può essere imputata allo split e quindi alla divisione del vortice polare solitamente presente a latitudini prossime al Polo Nord; questa divisione unita all'erezione dell'anticiclone sub-tropicale denominato solitamente come Anticiclone delle Azzorre verso la Groenlandia determina questa discesa in movimento anti-zonale, quindi da est verso ovest, della depressione gelida in scorrimento grazie alla possente figura dell'anticiclone russo-siberiano presente nella Russia europea.

La figura in particolare mostra un minimo relativo di pressione (1005 hpa) centrato sulla Francia in successivo movimento verso sud e destinato ad entrare sul Mediterraneo dalla valle del Rodano; la particolare orografia e rotazione delle correnti permetterà come vedremo in suguito un approfondimento del suddetto minimo sul golfo ligure

Una citazione particolare meritano le temperature alla significativa quota di 850 hpa (1400 m circa):

E' evidentissimo il lago gelido su quasi tutto il nostro continente; isoterme di  - 20°C occupano buona parte delle pianure centro-orientali investite da intensi blizzard. Anche il Nord-Italia è interessato da temperature molto rigide (-10°C) e questo sarà determinante sulla qualità della precipitazione nevosa e sulla tenuta della stessa sotto i colpi del fisiologico richiamo caldo imposto dal minimo barico; infatti è possibile notare come le isoterme siano leggermente maggiori sulla Francia dove è in azione la depressione che ci interesserà nelle ore immediatamente successive.

 

La situazione al suolo:

Con l'aiuto della analisi sinottica al livello del mare possiamo seguire passo passo l'evoluzione del minimo e delle annesse precipitazioni:

Questa analisi fa riferimento alle 00 UTC ( 01 locale); si nota il minimo ben strutturato sul Mar Ligure in corrispondenza del ramo ascendente della saccatura sopracitata (tratteggio rosso), con precipitazioni deboli moderate che interessanto Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana in trasferimento verso levante. Sul nostro settore di interesse la situazione è ti attesa, infatti la vicinanza delle isobare ci suggerisce un vento moderato di bora su tutto l'Alto Adriatico con temperature ampiamente negative ( Musile di Piave, vento medio 16.09 km/h : Temperatura -1.9°C).

Le ore immediatamente successive saranno determinanti data la traslazione del minimo barico verso l'Alto Adriatico.

La carta è riferita alle ore 06 UTC (07 locali).

Il minimo 6 ore dopo risulta approfondito e traslato leggermente a sud del golfo di Venezia. Ne consegue un'intensificazione dei fenomeni collegata al fronte occluso in seno al minimo.

La neve cominciata a cadere sul veneto orientale tra le 2.00 e le 2.30 aumenta notevolmente la sua intensità e spessore al suolo, cadendo sotto forma di mini-bufera in stile blizzard americano. Come si può vedere dalll'immagine la pressione raggiunge un minimo di 991 hpa causando un gradiente barico notevole in distanze ristrette, che richiama venti gelidi direttamente dalla porta della bora a Trieste.

I fenomeni invece sono in esaurimento al nord-ovest lasciando al suolo una media di 5-15 cm.

Come citato in precedenza in queste configurazioni le zone più penalizzate (più interessate) dalle precipitazioni sono tutta la costa veneta da Trieste fino al basso polesine e l'Emilia orientale.

Si registrano infatti accumuli anche superiori ai 30 cm in alcune zone di pianura a cavallo del Pò.

La situazione nel nostro territorio è d'altri tempi : 30 km/h il vento medio e Temperatura -3.7°C

 

Diamo uno sguardo alla situazione dal satellite posticipata di qualche ora per favorire la funzionalità della finestra del visibile:

 

Si nota molto bene il minimo con la sua rotazione antioraria nella zona serena in pieno mare Adriatico tra l'Istria e la costa veneto-romagnola e il fronte occluso sopra il Veneto centrale e orientale nel pieno della sua forza. Notevole anche la dispensa di neve regalata alle regioni nord-occidentali anche in pianura.

Questo fu il momento in cui la pressione all'interno del "buco" barico raggiunse la pressione minore di 989 hpa. Da questo momento in poi la perturbazione cominciò a colmarsi e a traslare ulteriormente verso sud-est, esaurendo i suoi fenomeni nella nostra zona intorno a mezzogiorno e a scoprire il cielo verso metà pomeriggio.

Qui sotto il grafico di temperatura e velocità del vento medio della mia stazione a Musile di Piave, il secondo grafico si riferisce alla pressione e alla direzione del vento.

 

 

 

Dal primo grafico è evidente lo sbalzo di temperatura in corrispondenza dell'inizio della nevicata tra le 2.00 e le 2.30, e un successivo rinforzo del vento fino a punte medie (vento medio) di 33 km/h; infatti la raffica massima registrata della giornata è di 56 km/h! La temperatura come si può vedere ha mantenuto un valore durante l'evento quasi costante di -3.5° C , aumentando leggermente in concomitanza della cessazione delle precipitazioni e precipitando verso la minima dell'anno -11.9°C quando il cielo si è fatto sereno.

Nel secondo grafico qui sotto possiamo apprezzare l'avvicinamento del minimo di pressione e quindi il forte calo ad esso annesso, con pressione minima di 994 hpa circa verso le 8.00 del mattino. La direzione del vento in si è mantenuta quasi sempre dai 20° ai 45°, quindi da est, nord-est.

 

Queste sono le foto più significative dell'evento che ha portato per quanto riguarda la nostra zona accumuli medi su prato di 20 cm, con punte di 60 cm nelle zone esposte al vento.

Questa può essere tranquillamente definito una situazione sicuramente rara per il nostro territorio con tempi di ritorno di circa 20 anni, anche se occorsa all'inizio di questo inverno 2009-2010 può auspicare speriamo a una stagione record per quanto riguarda il freddo e la neve.

Potrete trovare questo bellissimo reportage anche su:
http://meteopiave.altervista.org/foto_reportage.html 

Sito in via di ultimazione che tratterà temi meteo inerenti la regione Veneto. 

 

 

 

 



Ultimo aggiornamento Domenica 17 Gennaio 2010 21:07
 
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