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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino STORIA DELLA CLIMATOLOGIA ITALIANA NEVE E GELO IN SICILIA: IL REPORTAGE DI UNO DEGLI EPISODI PIU' VIOLENTI DEGLI ULTIMI ANNI
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NEVE E GELO IN SICILIA: IL REPORTAGE DI UNO DEGLI EPISODI PIU' VIOLENTI DEGLI ULTIMI ANNI

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Come previsto gelo e neve nei giorni scorsi hanno fatto visita pure alla Sicilia che si è trovata a vivere scenari suggestivi, davvero d’altri tempi per tutti i siciliani, sovente abituati a condizioni climatiche relativamente più miti nel periodo invernale.

Il blocco d’aria gelida che dall’Ucraina e dalla regione carpatico-danubiana è scivolato verso i settori adriatici e il sud peninsulare nel corso del pomeriggio di sabato, dopo aver attraversato il basso Tirreno, si è riversato nell’isola, portando condizioni di tempo fortemente instabile o perturbato con precipitazioni a carattere diffuso su gran parte del territorio isolano.

Poco prima di raggiungere la Sicilia il piccolo vortice depressionario in quota (circolazione ciclonica chiusa) era riuscito ad "incubare" un nocciolo di aria gelida, di vecchie origini artiche-continentali, alla quota di 500 hpa, con isoterme sotto i -32° -33°, condite da geopotenziali particolarmente bassi, anche al di sotto dei 538 Dam.

 


Tali condizioni hanno accresciuto notevolmente l’azione destabilizzante della "minuta" goccia fredda che ha cosi raggiunto la Sicilia dispensando precipitazioni a carattere diffuso, spesso anche di moderata o forte intensità, e temperature particolarmente rigide fino al livello del mare.

In verità gran parte del freddo che ha interessato la regione nel pomeriggio di ieri è stato indotto proprio dalle persistenti precipitazioni che hanno buttato, molto velocemente, verso gli strati più bassi della troposfera, i nuclei di aria gelida presenti in alta quota, nella libera atmosfera.

In poche parole nel giro di qualche ora sulla Sicilia, durante il passaggio della piccola goccia fredda in quota, che dal basso Tirreno ha attraversato la parte centrale dell’isola per allontanarsi tra Malta e il basso Ionio, si è creata la giusta situazione di "equilibrio" fra basse temperature e abbondanti precipitazioni.

Un mix quasi perfetto che ha saputo regalare tante "sorprese nevose" in zone e località molto spesso snobbate o ignorate dalla "dama bianca".

Stavolta infatti le nevicate non hanno favorito solo le coste settentrionali, fra palermitano e messinese tirrenico, in genere le più esposte (soprattutto dal punto di vista orografico) durante le irruzioni gelide da Nord o da NE, ma anche il versante ionico catanese, il siracusano, il nisseno e il ragusano dove la neve è tornata a fare la sua comparsa fin dai 400 metri di altezza dopo vari anni di latitanza.

Vedere fiocchi bianchi sulle zone collinari pedemontane al versante orientale dell’Etna o sul lato orientale degli Iblei non è una roba che si vede ogni Santo inverno, tanto per intenderci.

Ieri tutto questo si è verificato nel giro di poche ore durante il passaggio di quel piccolo vortice gelido che nei giorni precedenti era stato tanto  sottovalutato da decine di meteoappassionati isolani che già rivendicavano l’ennesima beffa modellistica.

In realtà i fatti hanno detto tutto l’opposto.


Cosi nella giornata di sabato, dopo svariati anni, con l’avvento del nucleo di aria gelida e dell’annesso vortice depressionario in quota, la neve è tornata ad imbiancare in modo consistente tutti i comprensori montani dell’isola fino a quote di bassa collina.

Per risalire ad un episodio cosi freddo e nevoso per la Sicilia orientale e meridionale bisogna andare indietro agli inizi degli anni 90, anche se nel 1988 si è visto di meglio sino alle coste.

Le nevicate più abbondanti si sono registrate proprio tra gli Iblei, il versante orientale etneo, i Peloritani meridionali e i Nebrodi, con accumuli già a partire dai 400-500 metri.

Una fitta nevicata ha completamente coperto di bianco i tetti e le strade della città di Ragusa, sul capoluogo ibleo la "dama" mancava dal Dicembre 2007.

Ben fitte le nevicate che hanno ammantato di bianco gli Iblei, fra monte Erbesso e monte Mazzarino, e tutti i comuni e i paesi al di sopra dei 400-500 metri di altezza, in alcune zone gli accumuli hanno superato pure i 10-15 cm di neve fresca.

I fiocchi a larghe falde sono caduti pure su Caltagirone e sui paesi limitrofi, anche qui la neve era assente da un pò di tempo.


Ma anche le città di Enna (qui è cosa normale visto i suoi 940 metri) e Caltanissetta nel corso del pomeriggio di sabato 26 Febbraio hanno ricevuto la loro attesa imbiancata che ha saputo regalare degli scenari veramente suggestivi che solo una regione magnifica come la Sicilia sa regalare.

Man mano che il piccolo vortice ciclonico affondava verso sud, in direzione del Canale di Sicilia, dallo Ionio si attivavano moderati venti dai quadranti orientali, in genere da E-NE, che hanno incanalato il lago di aria fredda più da Est, favorendo al contempo una netta intensificazione dei fenomeni lungo la fascia ionica, compresa fra il basso messinese, il catanese, il siracusano e il ragusano.

L’enorme quantità di umidità in arrivo dallo Ionio, con la componente orientale aspirata dal vortice freddo, ha però contribuito a far alzare i valori del dew point.

Ciò ha comportato l’addensamento di densi corpi nuvolosi che hanno poi dato la stura a piogge battenti sulle coste con temperature di appena +5° +4° a livello del mare, un evento davvero insolito per la ionica, almeno per gli inverni più recenti.

Basti pensare che a Cozzo Spadaro, nell’estremo sud-est della Sicilia, da sempre considerato il posto meno nevoso d’Italia assieme a Lampedusa (data la grande esposizione al mare), ieri cadeva una pioggia fredda con soli +5°.

Con queste temperature cosi basse a livello del mare era inevitabile che la quota neve si attestasse sotto i 400 metri anche sui paesi dell’area etnea.

Qui la neve ha dipinto di bianco centri come Bronte, Milo, Pedara, Linguaglossa, Zafferana Etnea, tanto per citarne qualcuno, con discreti apporti nelle campagne circostanti.

Addirittura dirante le fasi "clou" delle precipitazioni fiocchi misti alla pioggia sono stati segnalati fin sotto i 300-250 metri sui comuni poco a monte di Catania (come Mascalucia) e sulle alture sopra Acireale e Giarre.

Sui Peloritani meridionali invece è nevicato fino ai fondovalle fra l’Alcantara e sulle zone a monte di Taormina e Forza D’Agrò, con accumuli già a partire dai 350-400 metri.



Anche il versante settentrionale dei Peloritani e i colli che sovrastano la città di Messina, malgrado le sfavorevoli correnti meridionali di ritorno in risalita dallo stretto, hanno ricevuto delle belle nevicate a larghe falde con importanti apporti già sopra i 450 metri e tanta e tanta neve fresca che si è depositata attorno le cime di Dinnamare, monte Scuderi e monte Ruvolo.

Sui Nebrodi e sul versante nord delle Madonie è stato "nevone" tanto che il manto nevoso è stato talmente spesso e ghiacciato da rendere proibitivi i collegamenti stradali con i paesi montani, specie su Nebrodi e Madonie, dove la "dama bianca" ha attechito fin sotto i 400 metri imbiancando paesi come Mirto, Frazzano e Castell’Umberto.

Si è transitato solo con catene montate sulla 117 Nicosia (Enna) Mistretta (Messina) ieri, dove è nevicato per tutto il pomeriggio di sabato.


E’ Nevicato ieri anche nel tratto di Tremonzelli sull’autostrada A/19 Palermo-Catania.

Fiocchi anche sulla statale 624 Palermo-Sciacca e nell’area di Lercara Friddi.


La neve ha fatto la sua comparsa anche a Carini (Palermo).


Se già a quote collinari si sono registrati i primi accumuli, localmente anche superiori ai 5-10 cm, in montagna, oltre i 1000-1200 metri, si stima che gli accumuli nivometrici variano dai 40-50 ai 70-80 cm di neve fresca, con punte anche superiori al metro lungo i versanti settentrionali più interni di Madonie e Nebrodi e sull’Etna.

Sul vulcano il manto nevoso con questo ultimo episodio nevoso si è fatto veramente molto consistente , superando abbondantemente il metro di altezza già alle quote medio-alte lungo il versante orientale.

Da segnalare anche le imbiancate registrate sulle cime dello Stromboli e sul monte Fossa delle Felci, sull’isola di Salina.

Ancora più insolita la spolverata bianca sulla Montagna Grande di Pantelleria, dove malgrado i suoi 836 metri di altezza la neve è pur sempre un fenomeno molto raro che non si presenta con regolarità ogni inverno visto la particolare posizione geografica dell’isola che è collocata nel cuore del Canale di Sicilia.


Intanto ieri sull’isola il tempo è andato sensibilmente a migliorare su tutti i settori mentre l’allontanamento del vortice gelido in quota, fra basso Ionio e mar Libico, ha determinato un graduale rialzo dei valori termici, ciò ha consentito una parziale fusione del manto nevoso fresco appena depositato alle quote collinari.

Ma da oggi, con l’avanzare di un sistema frontale di origine atlantica, sulla Sicilia giungerà un nuovo importante peggioramento che verrà preceduto da sostenute correnti di Ostro e Scirocco in arrivo dalle coste nord-africane.

I venti meridionali, oltre a far alzare le temperature un pò ovunque, porteranno abbondanti piogge e rovesci che questo pomeriggio-sera andranno a coinvolgere un pò tutta l’isola a macchia di leopardo, fondendo quel poco di neve accumulata sui rilievi sotto i 1100-1000 metri.

Nella notte fra oggi e domani l’attivazione di un sostenuto flusso pre-frontale sciroccale sullo Ionio agevolerà piogge persistenti e abbondanti su tutto il settore ionico, con precipitazioni anche a sfogo di rovescio o di temporale nella mattinata di martedi fra siracusano, catanese e messinese, dove non sono esclusi dei fenomeni di moderata o forte intensità.

Riguardo alla quota neve non c’è molto da dire, l’afflusso di aria più temperata e umida dai quadranti sud-orientali l’ha porterà al di sopra dei 1300-1400 metri tra l’Etna e le cime di Madonie e Nebrodi.

 

Le immagini allegate a questo articolo sono fotografie scattate da Daniele Ingemi e si riferiscono ai monti Peloritani, le alture che sovrastano la citta di Messina.



Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Febbraio 2011 19:20  
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