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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino STORIA DELLA CLIMATOLOGIA ITALIANA IL GELIDO DICEMBRE EUROPEO 2010
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IL GELIDO DICEMBRE EUROPEO 2010

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Il Dicembre del 2010 verrà sicuramente ricordato come uno dei più freddi e nevosi degli ultimi decenni per molte nazioni europee che hanno dovuto pagare a duro prezzo gli innumerevoli disagi cagionati dal connubio neve, ghiaccio e gelo.

Ancora oggi, passata la fase "clou" dell’intensa ondata di gelo che ha avvolto per diverse settimana consecutive gran parte dell’Europa centro-settentrionale, molte nazioni continuano a risentire degli effetti prodotti dal gelo e dalle temperature polare dei giorni scorsi.

Il sistema dei trasporti, dopo la grave paralisi delle scorse settimane che ha mandato in tilt i collegamenti aeroportuali e ferroviari in mezza Europa, sta pian piano ritornando alla normalità malgrado l’enorme mole di disagi ancora da smaltire.

Le intense irruzioni di aria gelida che si sono riversate a più riprese sul vecchio continente, favorendo la persistenza di una ingente anomalia termica negativa in molte aree dell’Europa centro-settentrionale, sono da imputare a diversi fattori che hanno agevolato la frantumazione del vortice polare in diversi lobi che si sono posizionati tra l’artico canadese, la penisola Scandinava e sui bassopiani siberiani.

In questa analisi delle anomalie dei geopotenziali nel periodo compreso fra l'1 e il 20 dicembre risiede la chiave di volta del gelido dicembre 2010 in Europa. Notate le estese zone di anomalie positive di geopotenziale nelle zone polari, ma soprattutto notate le grandi anomalie su Groenlandia e Alaska. Questi due zone di anomalia positiva hanno costretto il Jet stream a disegnare forti ondulazioni e potenti anticicloni di blocco che hanno permesso ai gelidi centri depressionari del VP di colpire a più riprese l' Europa. Analisi meteoscienze su dati NOAA.


Per la crisi del vortice polare sono risultati fondamentali i possenti "forcing" che verso la fine di Novembre si sono sviluppati in sede aleutinica (in prossimità dell’Alaska) e sull’Atlantico settentrionale, con grandi avvezioni di aria calda che dalle latitudini sub-tropicali oceaniche sono riuscite a insinuarsi nel cuore del Mar Glaciale Artico, sancendo la definitiva crisi artica.

Proprio in queste zone le importanti anomalie termiche positive delle acque superficiali del Pacifico e Atlantico nord-occidentale hanno costretto il "Jet Stream" a disegnare ampie ondulazioni in senso orario, favorendo cosi la costruzione di possenti promontori anticiclonici di blocco che hanno bloccato la circolazione zonale a scapito degli scambi meridiani.

Ciò ha dato l’innesco per le principali e persistenti ondate di gelo che tra fine Novembre e il corrente mese di Dicembre hanno investito quasi tutte le terre emerse dell’emisfero boreale, con grandi ripercussioni tra il continente nord-americano, l’Europa e il nord dell’Asia.

Questo andamento ha permesso una sorprendente estensione del manto nevoso in quasi tutti i settori più settentrionali di questi continenti.

Stringendo il cerchio sul nostro continente notiamo come sui settori occidentali, per buona parte di Dicembre, si sia presentato lo stesso tipo di schema configurativo, con un imponente blocco anticiclonico sull’Atlantico settentrionale formato dalla temporanea unione fra gli elementi più settentrionale dell’anticiclone dinamico azzorriano con quelli del freddo nucleo anticiclonico, dalle caratteristiche termiche, groenlandese, ben radicato sopra il Plateau ghiacciato della Groenlandia.

Tale schema configurativo ha spalancato le porte dell’Artico verso l’Europa, in poche parole il vortice polare è stato spodestato dai suoi territori di origine (il Mar Glaciale Artico), tanto da piombare varie volte con gelidissimi "noccioli ciclonici" nel cuore del continente, tra la Scandinavia e le isole Britanniche, dove si sono presentate eccezionali fasi di gelo con nevicate diffuse.

Le grandi nevicate non hanno risparmiato nemmeno la più mite isola di Irlanda che ha sperimentato delle temperature prossime ai record assoluti.

Nell’Irlanda del Nord la città di Castederg ha stabilito il nuovo record assoluto di freddo del paese scivolando a ben -18.7°, non lontano dal record assoluto della Repubblica d’Irlanda di Makree Castle con -19.1°.

Per l’Irlanda e per la Scozia il Dicembre 2010 passerà come il più freddo della storia dal lontano 1879.

Il grande gelo in questi casi è stato accresciuto anche dai terreni innevati di fresco e dalla scarsa ventilazione che hanno favorito il fenomeno dell’"Albedo" in quasi tutte le aree interne di Irlanda, Scozia, Galles e Inghilterra, causando il conseguente crollo dei termometri fino a punte di -18° -20°.

Anche in Inghilterra il gelo e le nevicate sono risultate particolarmente intense e persistenti per settimane.

Nella periferia di Londra durante le nevicate si sono lambite punte di -13° -14°, si tratta delle temperature più basse registrate nella vasta metropoli londinese dal Gennaio 1963.

Eppure per l’Inghilterra il Dicembre 2010 è considerato uno dei più freddi dal 1910 a questa parte.

Questa immagine da satellite si riferisce allo scorso 22 dicembre. Evidente la traccia delle ingenti nevicate coprire la totalità della Gran Bretagna (particolarmente evidenti le traccie delle nevicate sui rilievi della Scozia) e la quasi totalità dell'Irlanda. Fonte www.Sat24.com


Ovviamente non si possono considerare le PEG perchè in quelle condizioni i mesi di Dicembre erano veramente terribili e rigidissimi, basti pensare che nel Dicembre del 1796 Londra scese persino sotto i -21° mentre il Tamigi ghiacciava.

Anche in Germania il Dicembre 2010 sarà ricordato come uno dei mesi più nevosi e freddi degli ultimi decenni.

Più che per il freddo pungente qui faranno parlare le persistenti nevicate che hanno coivolto per giorni e giorni, fino a Natale, l’intero territorio tedesco, dalle pianure della Sassonia ai rilievi della Baviera.

Secondo l’istituto di meteorologia di Berlino la capitale tedesca non aveva visto tanta neve in Dicembre dal 1908.

In Belgio invece con gli ultimi rovesci nevosi che la scorsa settimana hanno depositato oltre 20 cm di neve fresca su Bruxelles si è arrivati a ben 53 giorni di neve consecutiva dall’inizio dell’anno, quattro in più rispetto al precedente record registrato oltre un secolo fa, nel 1906.

Come informa Meteo-Belgique i mesi in cui si sono registrate cadute di neve sono stati 5.

Sul paese è nevicato per 14 giorni in Gennaio, 10 in Febbraio, 2 in Marzo, 6 in Novembre e 21 in Dicembre, contro una media che nell’ultimo mese dell’anno era pari a soli 4 giorni.

Inoltre, sempre secondo i dati forniti da Meteo-Belgique, con una temperatura media di 0.9°, questo Dicembre è stato il più freddo degli ultimi 15 anni e sotto alla media di -3.3°.

In questo caso però la temperatura è molto più mite rispetto al gelido record registrato nel 1879, con ben -5.6° di scarto.

Il gelido dicembre 2010 in Europa, ecco evidente la possente lingua di anomalie termiche negative impossessarsi della quasi totalità del "Vecchio continente" particolarmente colpite appaiono Le Repubbliche Baltiche, la Scandinavia, la Germania, l'Olanda, il Belgio, senza dimenticare le isole Britanniche. Ancora una volta, come lo scorso anno appena sfiorata l' Italia, dove però le forti anomalie positive dei giorni appena precedenti al Natale coprono la cospicua irruzione gelida della settimana compresa fra il 12 e il 19 dicembre. Analisi Meteoscienze su dati NOAA-i dati si riferiscono all'intervallo 1-28 dicembre.


Ora la situazione è cambiata per le maggiori ingerenze delle masse d’aria miti oceaniche che hanno ormai invaso tutti i settori centro-occidentali del continente con repentini aumenti termici che hanno riportato la colonnina di mercurio su valori più consoni del periodo.

Tra Irlanda e Inghilterra, dopo le forti gelate delle scorse settimane, da qualche giorno le temperature massime si sono portate fino a +9° +10°, in un contesto climatico decisamente più mite.

Lo stesso discorso vale per la Francia che sta vivendo in questi giorni un importante incremento delle temperature per l’approssimarsi di una più tiepida ventilazione dai quadranti sud-orientale che convoglia aria temperata dal bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo.

Pure l’Italia, come si è potuto notare in questi giorni, è coinvolta da questo progressivo rialzo termico per le infiltrazioni in quota di aria più mite, ma allo stesso tempo umida, dalle latitudini atlantiche.

Il gelo invece ha spostato il proprio baricentro più verso est, interessando maggiormente tutto il comparto orientale, dalla penisola Scandinava all’Ucraina e al bacino del mar Nero, dove nei prossimi giorni una irruzione di aria fredda determinerà un ulteriore calo delle temperature con deboli nevicate sparse fino al piano.

Nel frattempo, nei giorni a cavallo del Capodanno, il vortice polare propagherà una nuova saccatura artica che dal mar di Barents si fionderà in direzione del golfo di Botnia e del Baltico, dove si verrà ad isolare un profondo centro di bassa pressione, minimo stimato sotto i 980 hpa, che verserà un blocco di aria gelida dalla Scandinavia in direzione dell’Europa centro-orientale.

Tra il giorno di S.Silvestro e il Capodanno la profonda area di bassa pressione si sposterà verso le Repubbliche Baltiche richiamando forti venti settentrionali, in prevalenza da Nord-ovest, che spazzeranno la Norvegia, il sud della Svezia, il nord-est della Germania, la Danimarca, la Polonia e la Bielorussia.

Sulle coste affaciate sul Baltico la furia dei venti da NO raggiungerà pure i 90-100 km/h, con mareggiate sulle rive polacche.

Le correnti gelide inoltre causeranno nevicate sparse, localmente anche di forte intensità, tra Germania, Repubblica Ceca, Polonia, nord dell’Ucraina, Bielorussia, Repubbliche Baltiche, sud della Finlandia e su tutto il comparto occidentale della Russia europea, da San Pietroburgo fino alla regione moscovita.

Su quest’ultima non sono escluse delle vere e proprie bufere visto gli intensi venti sud-orientali che precederanno l’ingresso della profonda circolazione depressionaria dal Baltico all’ovest della Russia europea.



Ultimo aggiornamento Domenica 02 Gennaio 2011 02:12  
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