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ARRIVA LA NINA?

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Pubblichiamo come al solito la traduzione ed un breve commento del consueto bollettino quindicinale dell Agenzia Meteorologia Australiana sull' ENSO

L’evento di El Nino 2009-2010 si è concluso, con tutti i principali indicatori ora al di sotto della soglia tipica dell’evento. Le ultime osservazioni mostrano che le temperature della superficie del mare, la forza degli alisei, il Southern Oscillation Index (SOI) e la nuvolosità sopra il Pacifico sono tutti tornati sui valori tipici di ENSO neutra (cioè né El Nino, nè La Nina). I tempi del declino del Nino 2009-10 sono stati abbastanza tipici, con l’evento di picco nella stagione estiva in decadimento poi in autunno (autunno australe n.d.r.). Storicamente, circa il 40% di El Nino, sono immediatamente seguiti da La Nina. Le attuali condizioni sotto la superficie dell’ oceano Pacifico mostrano grandi volumi d’acqua più fredda del normale, indicando che un ulteriore raffreddamento della superficie oceanica sia probabile. La maggior parte delle previsioni basate su modelli climatici suggeriscono che il Pacifico tropicale si raffredderà ulteriormente nei prossimi mesi, con il possibile sviluppo di condizioni di La Nina nel tardo inverno o in primavera. Nessun modello climatico indica un ritorno di condizioni di El Nino. Essendo l’autunno un periodo tipico della transizione ENSO, le previsioni dei modelli per l’ autunno e oltre sono generalmente meno attendibili rispetto ad altri periodi dell’anno.

 

Le condizioni del Pacifico equatoriale appaiono in questa analisi riferita alle ultime due settimane pressochè normali. L' El Nino 2009-10 si è ormai concluso. Fonte Agenzia Meteorlogica Australiana.


La sequenza degli ultimi quattro mesi delle anomalie sotto superficiali dell’oceano Pacifico equatoriale mostra che le temperature delle acque sottosuperficiali hanno continuato a raffreddarsi ad aprile. Come risultato, un grande volume di acque più fredde del normale è evidente in profondità, con anomalie più fredde di oltre 3°C rispetto al valore normale per questo periodo dell’anno. Due settimane fa non c’erano zone con anomalie inferiori ai -2°C. Fonte Agenzia Meteorologica Australiana.

La mappa degli ultimi 5 giorni fino al 10 maggio mostra un grande volume di acqua più fredda del normale al di sotto della superficie del Pacifico tropicale, con anomalie più basse di 3°C rispetto al valore normale per questo periodo dell’anno. Due settimane fa non c’erano aree con anomalie al di sotto dei -2°C.

Molti dei principali modelli matematici consultati dall’ Agenzia Meteorologica australiana prevedono che le condizioni di neutralità persisteranno per i prossimi mesi. Sei dei sette modelli consultati indicano che temperature più fredde del normale sono previste ritornare sul Pacifico centrale dalla metà dell’inverno australe (metà luglio n.d.r.). Cinque dei modelli consultati suggeriscono un aumento delle probabilità di condizioni di Nina dalla primavera. Tipicamente, l’autunno è un periodo di transizione per l’ ENSO, perciò le previsioni che analizzano l’ ENSO in questo periodo tendono a essere meno attendibili rispetto agli altri periodi dell’anno. Recenti previsioni derivanti dal modello POAMA, sviluppati giornalmente dall’ Agenzia Meteorlogica, prevedono che le condizioni neutrali continueranno a persistere attraverso l’inverno e la primavera.

 

 

Siamo dunque ormai al termine di uno degli episodi di El Nino più pesanti in termini di conseguenze a livello climatico dal 1998, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, questo episodio ha saputo in pochi mesi cambiare radicalmente una tendenza delle temperature globali che nell’ultima parte del 2008 e inizi del 2009 aveva dato più di un segno volto al contenimento del GW. Ora aspettiamo di capire le conseguenze climatiche che il declino di questo evento avrà in troposfera nei prossimi mesi, già sappiamo dai dati satellitari che il mese di aprile farà segnare un discreto contenimento nelle anomalie termiche positive, cosa che può far supporre come l’influenza meno pressante del Nino si stia iniziando già a far sentire. Particolarmente interessante sarà verificare se la probabile Nina che seguirà a questo episodio riuscirà a determinare a livello climatico effetti diametralmente opposti a quelli visti nel corso di questi mesi per colpa del suo omologo caldo. A tal proposito mi pare doveroso rimarcare il possibile prossimo repentino passaggio della ENSO in fase negativa, ricordo infatti che ad aprile l’indice MEI ha registrato un valore di 0.875 in forte discesa rispetto al mese precedente (1.383) e al picco di febbraio (1.502). Continuando su un tasso di discesa così repentino, già nel mese di luglio, come alcuni modelli prevedono, potremmo passare da una condizione di neutralità a valori negativi di questo indice. Ma ancora più interessanti appaiono i messaggi che ci arrivano dalle acque sottosuperficiali , dove le anomalie negative non solo espandono la loro area, ma soprattutto aumentano la loro intensità, siamo passati da picchi di -2°C dello scorso bollettino a valori di -3°C di quello attuale, va da sé che queste anomalie presto o tardi si trasferiscano in superficie. Confermiamo dunque come a nostro parere l’episodio di nina in via di formazione appaia non trascurabile e da monitorare attentamente, come saranno da monitorare i suoi effetti in troposfera. Riuscirà la nina a cambiare il trend delle temperature globali? Lo scopriremo insieme, arrivederci ai prossimi aggiornamenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Maggio 2010 15:06  
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