Dunque sembra avere un senso cercare una potenziale relazione fra le fasi speciali nei sottocicli di crescita e declino del ciclo solare undecennale e gli eventi di El nino. I risultati basati su una piccola serie storica sono sempre esposti a obiezioni. Ciò avviene perché i dati coprono solo gli ultimi 4 secoli. Infatti i dati sui minimi e sui massimi solari sono disponibili solo dal 1610. Mentre i dati su El nino pubblicati da W. A. Arntz and E. Fahrbach [2] in parte basati su W. H. Quinn, V. T. Neal, and S. E. A. de Mayola [43] arrivano fino al 1610. Inoltre sono forniti solo i periodi di due anni o gli anni dell’evento. Per avere una visione continua degli eventi sono stati presi la metà dei singoli anni o l’inizio del secondo anno di coppie di anni per dare la più stretta approssimazione delle date dell’evento. Le date di El nino prima del 1875 e degli estremi solari prima del 1750 dunque non possono essere considerati precisi, ma se c’è una forte correlazione, nondimeno essa emergerebbe. La figura 3 mostra i risultati.

C’ è la prevista concentrazione di eventi attorno alla parte minore della sezione aurea (attorno al punto 0.382 della lunghezza del ciclo considerata unitaria n.d.r.). 19 eventi di El nino sui totali 60 cadono su un intervallo fra 0.32 e 0.5 e soli 41 eventi cadono nel rimanente intervallo di 0.82. Un test del chi-quadro produce un valore di 7.6 e P = 0.006. L’ipotesi scettica della non validità della relazione può essere rigettata con un alto livello di significanza. Tuttavia ci sono altre deviazioni dalla distribuzione prevista. La concentrazione di eventi attorno al valore 0.618 nella parte maggiore della sezione aurea. Inoltre anche se non sono facili da individuare ci sono concentrazioni di eventi anche attorno al valore 0.618 e al valore 0.854. L’osservazione dei dati mostra che i più lunghi intervalli in un ciclo fra la fase iniziale e la parte minore e fra la parte maggiore e la successiva fase iniziale sono spesso collegate da una seconda sezione aurea. La fase supplementare attorno al valore 0.146 cade nel minore degli intervalli fra 0 e il minore 0.382, mentre l’ulteriore fase attorno al valore 0.854 coincide con il maggiore nell’intervallo fra il maggiore 0.618 e 1 (Landscheidt individua in somma altre due sezioni auree, fra 0, 0146 e 0,382 nella quale sezione il valore 0,0146 consiste della parte minore, mentre l’altra fra 0.618, 0.854 e 1 dove il valore 0.854 individua la parte maggiore di tale sezione egli nota dunque che le maggiori concentrazioni di eventi si concentrano attorno a questi punti cardine di due sistemi intrecciati di sezioni auree n.d.r.) . Le fasi 0.146, 0.382, 0.618, e 0.854 sono simmetricamente distribuite attorno allo 0.5 nel centro del ciclo. La concentrazione di eventi nella fase 0, che rappresenta i punti di massimo e di minimo solare, è una sorpresa, siccome i dati recenti non mostrano connessioni di questo genere. Una valutazione statistica sugli intervalli di concentrazione di eventi, indicati in fig.3 attraverso una linea orizzontale, portano un valore di chi quadro di 44.4 per un grado di libertà e una P di 3x10-11.
Ciò chiaramente indica che non siamo di fronte a una distribuzione casuale, sebbene non ci sia stata una ipotesi per spiegare le fasi di notevole concentrazione di eventi fra lo 0.146 e lo 0.854.
Tratto da Solar activity controls El Nino and La nina di Theodor Landscheidt
[2] Arntz, W. A. and Fahrbach, E.: El Niño. Klimaexperimente der Natur. Basel, Birkhäuser, 1991.
[43] Quinn, W. H., Neal, T. V., and de Mayolo, S. E. A.: El Niño occurrences over the past four and a half centuries. Journ. of Geophys. Res. 92 (1987), 14449-14461.







