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Il ciclo undecennale costituisce un esempio di queste condizioni di forcing esterno. Attualmente i climatologi che studiano esclusivamente i cambiamenti nell’irradianza solare guardano solamente i minimi e i massimi del ciclo solare. E’ facile vedere che questi estremi non mostrino una consistente e sufficientemente forte correlazione con il fenomeno di El Nino. Comunque, recenti ricerche hanno mostrato che il vento solare generato dalle eruzioni solari (brillamenti e eiezioni di massa coronale) e dal flusso plasmatico emanato dai buchi coronali, ha un forte impatto sui fenomeni climatici o direttamente o attraverso una modulazione derivante dai raggi cosmici. L’ attività dei buchi coronali non è ben correlata all’attività solare, mentre le eruzioni energetiche evitano i periodi di massimo solare (inteso come il periodo con massimo numero di macchie sulla superficie del nostro astro n.d.r.) e avvengono anche vicino ai minimi. Così ha senso investigare se ci sono altre fasi oltre ai massimi e i minimi solari all’interno del ciclo solare che siano strettamente correlate con gli eventi di El nino. I cicli undecennali solari non sono costruiti simmetricamente. La parte ascendente dal minimo al massimo è più corta rispetto alla declinante dal massimo verso il minimo. Io ho mostrato che il massimo di macchie solari divide il ciclo solare in accordo con la sezione aurea. Esso cade (il massimo solare n.d.r.) nella parte minore di questa speciale proporzione irrazionale. La sezione aurea divide una struttura discreta come un segmento, una superficie, un ciclo, o ogni altro elemento limitato, in modo che il rapporto della parte più piccola (minore) rispetto a quella più grande (maggiore) eguagli il rapporto della parte più grande rispetto alla totalità dell’elemento. Quando abbiamo (per esempio n.d.r.) la totalità dell’elemento uguale a 1, noi avremo : 0,3819… : 0,618… = 0,618… : 1* Per trovare la parte maggiore della lunghezza di un ciclo, dovremo moltiplicare l’intera lunghezza di questo ciclo per 0,618. Mentre il prodotto della stessa lunghezza per 0,3819 ci darà la parte minore.
Dati precisi sulle macchie solari sono disponibili dal 1750. Essi mostrano che la parte ascendente del ciclo solare ha una lunghezza media di 4.3 anni. La lunghezza media del ciclo solare equivale a 11.05 anni. (dividendo la lunghezza media del ciclo solare in sezioni auree n.d.r)la parte minore della lunghezza media cade sui 4.2 anni (11.05 × 0,3819 = 4.22 anni). Questo valore è vicino ai 4.3 anni, la media realmente osservata dell’intervallo fra la fase di minimo e quella di massimo solare. La parte discendente del ciclo ha lunghezza di quella maggiore. I cicli magnetici delle stelle simili al sole mostrano la stessa struttura contraddistinta dalla sezione aurea. Questa non è meramente una curiosa coincidenza. La sezione aurea ha una funzione fisica. A. N. Kolmogorov [17], V. I. Arnold [1], and J. Moser [34], hanno provato teoricamente che la stabilità del sistema solare dipende dalla sezione aurea. Questo è un punto cruciale visto che noi sappiamo dalle pubblicazioni di G. J. Sussman and J. Wisdom [51] and also J. Laskar [32] che le orbite di tutti i pianeti sono caotiche. Nel mio studio "The Cosmic Function of the Golden Section" [28], ho mostrato come la sezione aurea che rappresenta la stabilità in assoluta opposizione all’instabilità, ha mantenuto il sistema solare stabile per 4,6 bilioni di anni a dispetto del caos in tutte le orbite planetarie. La circostanza che il massimo solare cade nella parte minore del ciclo solare contribuisce alla stabilizzazione dell’attività solare che è caratterizzata da fenomeni generati dall’instabilità. Il ciclo solare non è un caso isolato. Esso conferma il ruolo che le parti minore e maggiore della sezione aurea hanno all’interno dei cicli solari-terrestri con fasi speciali ed notevoli effetti. Mi riferisco ai numerosi esempi riportati nel mio studio: "Solar Activity: A Dominant Factor in Climate Dynamics" . Dunque uno studio di una potenziale correlazione fra il ciclo solare e El nino dovrebbe prendere in considerazione questo punto. *Anche se esula dalla traduzione voglio spiegare il significato di questi numeri: impostiamo la proporzione così come è descritta da Landscheidt; chiameremo a il termine noto (la totalità del segmento), x quella incognita, una delle parti, per esempio la maggiore, e a-x, la parte minore ricavata dalla differenza fra la totalità dell’elemento e la parte maggiore incognita. Avremo quindi la seguente proporzione: a : x = x : (a-x) Questa proporzione si risolve banalmente eguagliandoil prodotto dei medi al prodotto degli estremi e ricavando così l’incognita X2 = a(a-x) X2 = a2 – ax X2 – a2 + ax=0 questa è una equazione di secondo grado che si risolve banalmente ricavando prima il delta Δ= √a2 + 4a2= √5a2 e poi prendendo il valore positivo delle due soluzioni dell’equazione dato dalla formula risolutiva: -a (coefficiente dell’incognita di primo grado x) ± Δ /2 Avremo così: (√5-1)a/2 . Andando a risolvere la parte numerica di questo polinomio avremo proprio 0,618…×a (dove la parte numerica è un numero irrazionale, contraddistinto dai puntini) che moltiplicato per a (la totalità dell’elemento da dividere in sezione aurea) ci darà il valore della parte maggiore di ogni elemento intero da dividere in sezione aurea. Naturalmente, simmetricamente, il valore 0,3819… (anch’esso irrazionale) moltiplicato per l’elemento intero ci darà la parte minore del rapporto aureo. Tratto da Solar activity controls El Nino and La Nina di Theodor Landscheidt Riferimenti bibliografici [1] Arnold, V. I.: Small denominators and problems of stability of motion in classical and celestial mechanics. Russ. Math. Surv. 18 (1963), 85.[17] Kolmogorov, A. N.: Preservation of conditionally periodic movements with small change in the Hamiltonian function. Lecture Notes in Physics 93 (1979), 51.[28] Landscheidt, T.: Die kosmische Funktion des Goldenen Schnitts. In: P. H. Richter, Hsg.: Sterne, Mond und Kometen. Bremen und die Astronomie. Bremen, Verlag H. M. Hauschild, 1995, 240-276.[32] Laskar, J.: A numerical experiment on the chaotic behaviour of the solar system. Nature 338 (1989), 237.[34] Moser, J.: Stable and random motions in dynamical systems. Princeton University Press, 1973.[51] Sussman, G. J. and Wisdom, J.: Chaotic evolution of the solar system. Science 257 (1992), 56. |