Stiamo per entrare ormai nella fase clou di questa stagione invernale, con una possente irruzione artica parzialmente continentalizzata. In effetti sul bordo orientale di un blocco altopressorio con appoggio russo e polare, sta scivolando un lobo del VPT, dirigendosi verso le basse latitudini. Negli scorsi editoriali avevamo comunque paventato che sarebbero state possibili modifiche nella tempistica ed esatta traiettoria che avrebbero condizionato l'evolversi della dinamica di tale cospicua irruzione. Le ultime corse deterministiche hanno sofferto parecchio nel collocare l'esatta traiettoria a causa in particolare della presenza del baluardo alpino.

Bellissima analisi barica di Metoffice valida per la mezzanotte di domani, notate il fronte occluso che taglia l'Italia dalla Puglia verso il Lazio e l'aria fredda che entra dalla porta di Bora con curvatura ciclonica su le regioni nord orientali del paese. Dalle Marche settentrionali in su potrebbe già essere neve (Emilia-Romagna-Veneto) da domani notte. Fonte www.metoffice.org.uk
Ormai ci siamo si evince in pratica un blocco discretamente solido ma troppo occidentale permettendo dunque l'ingresso del nocciolo gelido principalmente dalla porta del Rodano e di Carcassona, con la -38°C a 500 hpa, mentre a 850Hpa l'ingresso nella fase clou della colata sarà smorzato rispetto alle scorse emisisoni , vista la mancanza di un apporto anche dalla bora in maniera diretta.Tale dinamica trova perfettamente riscontro in quanto proposto dal quadro teleconnettivo. Avremo una doppia evoluzione la prima tra martedi e mercoledi quando una depressione dalla Sardegna marcerà rapidamente verso levante evolvendo in posizione ionica, in tale frangente il grosso del gelo, soprattutto in quota, starà ancora aggirando le alpi attraverso la via francese, pertanto non ci attenderemo nevicate in pianura se non mercoledi fiocchi sporadici sul n/w, a quote di media montagna sulle tirreniche ove ci sarà maltempo, con quota neve dunque oltre i 1000 metri ma in calo progressivo. Nel corso di mercoledi, con l'stensione della fenomenologia verso le adriatiche inizierà anche il parziale ingresso della bora sin sull'Emilia con l'attivazione di nevicate anche cospicue in estensione anche al triveneto. Entro la notte di mercoledi ingresso dei primi refoli gelidi sin sulle Marche che rappresenteranno lo spartiacque della colata, ove le quote crollerebbero sino ai 500 metri, 7-800m invece sui restanti rilievi centrali, mentre il sud nella coda di mercoledi sarebbe alle prese con forte maltempo specie su area ionica. Si entrerà poi nel grosso dell'incursione artica nella giornata successiva, con la formazione di un secondo profondo minimo sul tirreno ad accompagnare la bomba gelida in ingresso da ovest, scatenando anche temporali con nevicate cospicue su trivento, Emilia, Corsica e zone interne della Sardegna, mentre le aree del centro vedrebbero fenomeni in marcia da ovest verso est con nevicate non escludibili sulla Capitale(coreografiche), in pianura sulle Marche e a quote collinari nelle altre regioni centrali (200-300m), mentre il sud vedrebbe maltempo specie sulle aree tirreniche con neve dagli 800 m anche abbondante. Da sottolineare un possibile sconfinamento delle nevicate nel primo step previsonale (mercoledi e giovedi), anche sulle aree del n/w specie basso Piemonte est Lombardia, ed appennino ligure. La dinamica evolutiva del minimo tra la seconda parte di giovedi e venerdi farà entrare il gelo in quota a 500Hpa, con la -5°C a 850 Hpa a lambire anche le regioni centrali, ove i fenomeni traslerebbero verso le adriatiche con nevicate residue sull'Emilia, e più cospicue tra le Marche (costa), mentre minori quantitativi riguarderebbero l'Abruzzo in ombra precipitativa, con brevi nevicate quasi sino in pianura ma poco consistenti data la presenza appenninica, certamente su tale punto necessitano delle conferme in quanto l'esito per tale regione potrebbe comunque cambiare. Il sud vedrebbe, specie venerdi, nevicate alle quote collinari (5-600m), con sconfinamenti più in basso nei fenomeni intensi. Sembrerebbe aprirsi poi la strada per un temporaneo miglioramento con l'allontanamento del minimo, ma sarà solo un fuoco di paglia ,i n quanto una lp atlantica si approfondirà rapidamente sul mediterraneo occidentale ,evolvendo dopo una temporanea risalita sciroccale, in posizione ionica, da dove nella giornata di domenica condizionerebbe il tempo sulle centro-meridionali adriatiche ove tornerebbe a nevicare dai 2-300m al centro e 6-700m al sud. Concludo il mio intervento rimarcando che la dinamica precipitativa è assolutamente ancora in bilico e dipenderà dall'esatta evoluzione dei minimi, certamente si è persa una buona parte delle potenzialità iniziali di tale acuto invernale, e di certo qualcuno ne resterà scontento ma va sicuramente affermato che chi vive di meteo non può essere legato ad un semplice orticellismo rimanendo quasi insensibile a delle dinamiche d'altri tempi con dei risvolti importanti anche nel futuro. Certamente sarà da mettere in conto una fase di stanca nello step successivo con antizonalità esasperata, e causa effetto nefasto per il mediterraneo, in attesa che si manifesti per fine mese un nuovo fondamentale cambio di pattern configurativo che aprirebbe una nuova gelida pagina invernale..








