Meteoscienze

Uno sguardo incantato nell'infinito cielo...

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino EDIZIONI STRAORDINARIE Edizioni straordinarie L’ERUZIONE DELL' EYJAFJALLAJOKULL POSSIBILI EFFETTI CLIMATICI IL GELIDO GENNAIO 1823
20 migliori siti
Banner

L’ERUZIONE DELL' EYJAFJALLAJOKULL POSSIBILI EFFETTI CLIMATICI IL GELIDO GENNAIO 1823

E-mail Stampa PDF

Stiamo vivendo un evento geologico abbastanza raro dai risvolti ancora molto difficili da prevedere, il vulcano Eyjafjallajokull infatti è eruttato nel corso degli ultimi 1500 anni solo tre volte delle quali l’ultima nel 1823. Per cui fare delle ipotesi su come possa evolversi l’attuale fenomeno è praticamente impossibile, è stato detto che il maggiore pericolo che vivono in queste ore le popolazioni dell’ Islanda risiede nel possibile risveglio del vulcano Katla, ben più pericoloso del suo vicino in queste ore in eruzione. Purtroppo molti segnali conducono gli esperti a prevedere entro una settimana il risveglio di questo pericoloso vulcano, e il fatto stesso che ogniqualvolta, nella storia recente, il Eyjafjallajokull ha eruttato successivamente è entrato in attività anche il katla non promette nulla di buono. Questo secondo vulcano infatti, a differenza del primo, è capace di fenomeni esplosivi molto più forti rispetto a quelli del suo vicino ora in eruzione con VEI(Volcanic Explosivity Index) di tutto rispetto. Pensate infatti che nell’episodio del 1784 l’indice VEI raggiunse il valore di 6 rispetto ad un massimo di 9 con 120 milioni di tonnellate di diossido di zolfo eiettate in stratosfera con notevoli effetti climatici nell’inverno successivo. Come detto l’ultima eruzione del Katla avvenne fra il dicembre del 1821 e il gennaio del 1823 e proprio di quel gennaio parleremo in questo articolo, infatti il gennaio 1823 fu eccezionalmente freddo per gran parte dell’ Europa, con un epicentro gelido nel cuore del vecchio continente.
 
 

Dim lights Embed Embed this video on your site

Straordianrie immagini dell' Eyjafjallajokull in eruzione pensate che la colonna di ceneri ha raggiunto i 10000 m, ancora non sufficienti per provocare effetti climatici.
 
 
Mappa delle principali anomalie termiche riscontrate nel mese di gennaio del 1823, notate come il centro del gelo europeo sia la Germania. Sembra che la grande anomalia termica si fermi alle porte del nostro paese. Analisi e ricerca Meteoscienze.

 

A tal proposito abbiamo spulciato nei dati in possesso di Metoffice riferite alle principali stazioni meteorologiche ufficiali europee per dare una visione quanto mai vicina al vero di quell’inverno che a causa dell’eruzione del Katla fu fra i più freddi del 1800. A tal proposito abbiamo confrontato i dati di quel gennaio con le medie climatiche 60-90 ricavando le relative anomalie (va detto che il 1800 si trovava nella fase calante della PEG per cui le temperature risultavano già un po’ più basse rispetto alla media 1960-90, va comunque detto che i dati che vi presentiamo risultano comunque eccezionali come eccezionale fu quell’episodio di circa 200 anni fa). Andando infatti ad osservare i dati raccolti nelle principali città europee nel gennaio del 1823 andiamo a scoprire dei dati eccezionalmente sorprendenti, pensate infatti che Berlino fece segnare in quel gennaio una temperatura media di -11.6°C valore superiore solo al valore raggiunto durante l’inverno più freddo della storia recente (inverno 1709 media in gennaio di -24.9°C) in piena PEG, ma anche nelle altre città del centro Europa quel gennaio fece segnare record paragonabili ai peggiori inverni della PEG. Bruxelles fece segnare una media nel mese di gennaio di -2.3°C, Strasburgo -4.3°C, Copenaghen -3.8°C, Parigi -0.3°C. Se andiamo più a est Varsavia fece registrare una media di -13.2°C Vilnius -13.7°C e Mosca -15.4°C. Più a sud gli effetti del grande gelo furono limitati con Ginevra che fece registrare una media di -2.3°C e Insbruck -3°C. Probabilmente la configurazione barica che andremo a tentare di ricavare attraverso qualche cenno storico, impedì all’anomalia termica di valicare le Alpi, ecco che non abbiamo traccia di particolari eventi in quell’inverno 1823 per il territorio italiano, che invece probabilmente subì una primavera gelida sempre quello stesso anno. Andiamo quindi a cercare di capire tramite l’analisi delle anomalie termiche e qualche notizia di cronaca la possibile configurazione barica di quell’inverno. L’epicentro del gelo fu senza dubbio l’ Europa centrale e il nord-est europeo (con anomalie variabili fra i -6°C e i -11°C rispetto alla media 60-90), mentre sull’ Islanda le temperature furono più miti del normale. Questo può farci pensare ad una alta pressione dinamica eretta fino all’isola nord atlantica con discesa del nucleo gelido in retrogressione sull’ Europa centrale, probabilmente i valori di AO in quel frangente furono enormemente sotto media con una antizonalità che come quest’anno esplicò i suoi effetti soprattutto oltralpe. Il fatto stesso che alcuni scritti riportano la notizia di una alluvione nel nolano il 24 gennaio del 1823, ci fa pensare a un rientro della corrente gelida con giro largo dal basso atlantico a portare miti e umide correnti sul nostro paese. Naturalmente si tratta di semplici deduzioni climatiche da valutare. Sicuramente possiamo individuare nel periodo di eruzione della coppia Eyjafjallajokull, Katla, la genesi di quell’inverno gelido e di una serie di anomalie climatiche che si riverberarono sull’ Europa almeno fino al 1826. Questo approfondimento climatico potrebbe avere un eco attuale solo se iniziasse l’attività del vulcano Katla, per cui per il momento escludiamo categoricamente effetti climatici, ma attenzione, la carta mostrata in questo articolo delinea in tutta la sua potenza il possibile effetto climatico di un possibile risveglio del Katla.

Una possibile analisi barica del mese di gennaio dalle notizie di cronaca e dai dati raccolti, probabilmente una imponente alta pressione termica attanagliò tutta l' Europa centro settentrionale con una antizonalità marcata e risalita da ovest di correnti umide atlantiche verso il nostro paese. Analisi Meteoscienze.

 

 
 
 


Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2010 13:35  
Altri Articoli :

» METEO SICILIA; TEMPO PRETTAMENTE INVERNALE, MA NIENTE GELO, ALMENO FINO A SABATO

MERCOLEDI 1 FEBBRAIO 2012Il nocciolo di aria gelida che nelle prossime ore causerà abbondanti nevicate, fino in pianura, sulle regioni centro-settentrionali, si porterà sul medio Tirreno verso l'Italia centrale, richiamando umidi venti occidentali...

» Meteo sicilia; RAPIDA INCURSIONE FREDDA, DA VENERDI TEMPERATURE IN AUMENTO E VARIABILITA' IN ACCENTUAZIONE

MERCOLEDI 25 GENNAIO 2012La regione sarà investita da un flusso di fredde correnti, discendenti dal mar Baltico e dalla Polonia, che oltre a far crollare i valori termici, determineranno delle condizioni di instabilità lungo le coste tirreniche,...

» METEO SICILIA; ANCORA UN PO' DI VARIABILITA', DA MARTEDI ARRIVA UN NUOVO IMPULSO FREDDO

DOMENICA 22 GENNAIO 2012Al mattino avremo condizioni di tempo buono o al più discreto, con cieli pronti a spaziare dal poco nuvoloso al parzialmente nuvoloso. Qualche annuvolamento in più si vedrà transitare davanti le coste tirreniche. Sul resto...

» METEO SICILIA; NUBI E PRECIPITAZIONI SPARSE, MIGLIORA DA MARTEDI

DOMENICA 15 GENNAIO 2012A causa dell'arrivo di infiltrazioni umide dai quadranti occidentali, che interferiranno nei bassi strati con refoli freddi dai quadranti orientali in sfondamento dai Balcani, il tempo sarà improntato da una spiccata...

» METEO SICILIA; TEMPO BUONO E SOLEGGIATO, ALMENO FINO A SABATO

MERCOLEDI 11 GENNAIO 2012L'isola sarà interessata da residui impulsi di aria fredda, provenienti dalla regione carpatico-danubiana, che continueranno a rendere il clima freddo e variabile su gran parte della regione, con cieli pronti a spaziare dal...
Loading
Loading

PUBBLICITA' NATALIZIA

Pubblicità

Classifica di siti - Iscrivete il vostro!
Banner

Translate



Weather Topsites
meteoscienze.it