Un vulcano si risveglia dopo quasi 200 anni, nella zona del ghiacciaio di Eyjafjallajokull, nel sud del Paese. Allontanate circa 700 persone. Era dal 1823 che nella regione il fenomeno non si verificava.
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L’Islanda è un’isola di origine vulcanica, geologicamente giovane (circa 20 milioni di anni) e ancora in corso di formazione. La nascita geologica dell’Islanda si suppone essere causata dall’incontro tra la dorsale medio-atlantica e un “Hot spot” (o “punto caldo”): ciò ha creato le condizioni necessarie affinché nella zona occupata oggi dall'Islanda si realizzasse, sul fondo oceanico, un'intensa attività eruttiva che col tempo ha fatto accumulare così tanto materiale eruttivo da far nascere l’isola islandese.
Tra i ghiacciai dell'Islanda, Eyjafjallajokull è il sesto per estensione (100 km²) e il cratere del vulcano ha un diametro di 3-4 Km.
L’eruzione di questi giorni ha provocato solo lievi danni per fortuna, soprattutto per quanto riguarda il blocco del traffico aereo: infatti, la nube che si è innalzata dal vulcano, alta 11 chilometri, ha occupato quasi l’intero spazio aereo europeo.
Ma cosa rende la cenere vulcanica così pericolosa per gli aerei?
La cenere vulcanica è composta da particelle di roccia vitrea con un diametro inferiore ai 2 millimetri. Quando un aereo ci finisce dentro, l'altissima velocità dell'aereo produce lo stesso effetto che produrrebbe lo sfregamento di un foglio di carta vetrata su una qualsiasi superficie (effetto smerigliatura). La polvere entra poi nei motori: qui, nella camera di combustione, si fonde formando dei grumi in grado di bloccare i vani delle turbine. Solo quando questi si raffreddano e si solidificano è possibile riavviare i motori.
E' quanto è successo il 24 giugno del 1982 a un boeing 747 della British Airways, in viaggio da Londra ad Auckland (Nuova Zelanda). Intorno a mezzanotte, il Boeing della British Airways stava volando con il pilota automatico, le nuvole erano diventate all'improvviso minacciosamente plumbee: il cielo era sparito. Anche a diecimila metri d'altezza, tutto era maledettamente buio. Il vulcano Galunggung, situato a 160 chilometri a sud est di Giacarta, era in piena attività eruttiva da poche ore. Nessun aeroporto indonesiano aveva avvertito l’aereo inglese che si era infilato nell’enorme fungo di polveri pesanti e sabbia tagliente come vetro che in pochi secondi ha mandato in panne e azzittito i potenti motori Rolls Royce. Prima di rimetterli in funzione, l'aereo è dovuto scendere di undici chilometri: solo allora sono iniziate le procedure per l'atterraggio d'emergenza. Tre motori sono stati riavviati e il 747 è arrivato senza ulteriori brividi all'aeroporto di Jakarta.








