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"HOPENHAGEN" (MA LO VOGLIAMO VERAMENTE?)

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Resoconto obbiettivo di un nostro amico di ritorno dal vertice sul clima appena conclusosi.

Veduta della sede del Comune di Copenaghen

Durante i giorni trascorsi nella Capitale Danese ho visto spesso questa richiesta di speranza un po’ ovunque , cartelloni pubblicitari, autobus, padiglioni espositivi, una richiesta di fare concretamente qualcosa per limitare le emissioni di CO2 .

Effettivamente per quello che ho potuto constatare, le proposte che ho visto in un giro molto rapido dei padiglioni espositivi mi hanno dato delle idee su ciò che è possibile fare nella riduzione degli inquinanti, ma anche delle cause indirette che portano al maggior inquinamento.

Colonnina di ricarica per veicoli elettrici

Un esempio? Se pensiamo di fare una doccia e sprechiamo più acqua del necessario (mantenendo aperti i rubinetti durante l’insaponatura), faremo lavorare di più la pompa elettrica che serve a mettere in pressione il circuito idraulico. Altri esempi che sicuramente già conosciamo sono legati alla mobilità urbana; erano infatti esposti mezzi di locomozione (auto, moto, bici elettriche) con soluzioni innovative rispetto a quelle già in commercio, con modalità di utilizzo molto più vicine alle esigenze di tutti i giorni. Inoltre erano anche presenti sistemi di illuminazione a led, i quali permettono di risparmiare il 40% di potenza a parità di luce emessa, nonché sistemi fuel cell con utilizzo di CH4 per generatori stazionari di corrente elettrica, che riducono del 50% le emissioni di diossina. C’erano anche sistemi “casalinghi” per la produzione di corrente tramite generatori di bassa potenza (100-150 Watt), collegati a biciclette ferme su piedistalli: quando non si usa la bici per gli spostamenti si può fare ginnastica, producendo l’energia per far funzionare piccoli elettrodomestici (ad esempio un piccolo frullatore). Tralascio di menzionare in questa sede i sistemi energetici che utilizzano fonti rinnovabili (mulini a vento, centrali termodinamiche, sistemi che sfruttano i flutti marini per creare energia).

Radhuspladsen. La piazza del municipio di Copenhagen

Un esempio pratico di come ridurre drasticamente gli inquinanti lo hanno mostrato gli abitanti di Copenhagen che in condizioni meteorologiche avverse (anche con temperature di -6°C e precipitazioni nevose) si spostavano usando biciclette (eventualmente modificate con piccole carrozzelle per alloggiare i bimbi), lungo i percorsi a loro appositamente riservati.

Un modo di pensare e di agire sicuramente lontano da quello di molti altri paesi, ma che è molto efficace contro l’inquinamento.

Detto ciò la domanda che mi pongo è se veramente il mondo “ricco”, responsabile per la maggior parte dell’inquinamento nell’atmosfera, riuscirà a trovare le risorse per far fronte ai suoi eccessi economici? La questione è chiara, ma le risposte si sono perse (anzi nascoste) nella prepotenza.

Palco in Radhuspladsen, la piazza principale della Capitale danese è stata teatro di numerose manifestazioni legate al vertice.

La ragione è molto semplice: i cambiamenti climatici sono in stretta relazione con la crescita economica. Nonostante ci fosse già un protocollo per limitare le emissioni (Kyoto) nessun paese è riuscito a scollegare la crescita economica dall’aumento delle emissioni, e soprattutto nessuna Nazione ha mostrato come costruire un economia che avesse un basso impatto sull’ambiente. Si è cioè pensato prima a investire per il business e poi (solo in un secondo momento) a rendere lo stesso più efficace (dal punto di vista dell’ecologia).

Piste ciclabili in Copenhagen, curioso per noi mediterranei il fatto che un pò in tutti i paesi nordici sulle piste ciclabili i ciclisti abbiano al precedenza anche sui pedoni...

Inoltre ci sono state tensioni nei colloqui con i paesi in via di sviluppo (vedi Cina, India, Africa), poiché si voleva far ricadere su questi la causa del riscaldamento globale per poter mascherare e non affrontare i problemi di inquinamento causati dai paesi ricchi.

Quindi che fare?

La soluzione è quella di pensare ogni nuova costruzione, ogni nuovo prodotto, ogni modo di muoversi in maniera ecologica, cioè investendo di più negli aspetti costruttivi, che rendano efficace un qualsiasi sistema e con il minor impatto ambientale, aumentando l’efficienza  energetica.

Personalmente credo che i grandi, potenti e famosi dovrebbero cominciare a dare l’esempio, facendola anche diventare una moda e uno stile di vita, pubblicizzando i benefici che tutti noi ne possiamo trarre e pensando che questo potrebbe essere per loro un business:il business Ecologico.

 



Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Dicembre 2009 23:37  
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