Si è discusso molto sulle cause dell’ alluvione di Messina, e sulle possibilità di evitarla avendo maggiore cura nella salvaguardia del suolo e dell’assetto idrogeologico della zona colpita. Ma oggi in questo articolo vogliamo porre l’accento sull’importanza di una rete di monitoraggio meteo in continuo della quale il radar costituisce uno strumento importantissimo. Partiamo dalla situazione dell’esistente. Guardando un po’ in giro nel web ho potuto constatare come i radar ufficiali pubblici utilizzati per l’ allerta meteo in giro per l’ Italia non sono molti e sono per la maggior parte concentrati al centro nord, ci sono infatti radar gestiti dall’ ARPA Piemonte, dall’ ARPA Veneto, dal CETEMPS per le regioni centrali, ma esiste una preoccupante penuria di questi mezzi nel meridione. Infatti l’unico radar ufficiale era quello di Sigonella, ma dopo una riattivazione momentanea oggi è fuori uso.

Anche se con una bassa risoluzione e con evidenti errori nel calcolo dell' irradianza, è evidente il mostro che colpiva i sobborghi di Messina alle 23.28 del 1 ottobre. Fonte www.blizortung.org
Per capire l’ importanza del radar a livello di nowcasting, mostrerò l’immagine che Meteoscienze irradiò la notte del disastro di Messina mentre i nubifragi stavano mietendo vittime nella periferia della città siciliana. Dall’immagine ripresa da www.blitzortung.org è visibile la nostra penisola attraverso appunto il radar, ed è soprattutto visibile il mostro che in quei momenti, l’immagine radar è datata 1- settembre 2009 ore 23.28.55, devastava i sobborghi di Messina. Va da sé che questo ausilio, poco più che amatoriale, con una bassa risoluzione, comunque dava l’esatta visione del disastro meteorologico che stava avvenendo nella Sicilia orientale in quelle ore. Ora pensate se il radar fosse stato utilizzato per seguire momento per momento, istante per istante, le mosse del fronte temporalesco in avvicinamento alla città di Messina, ci chiediamo: si sarebbe potuto in maniera più efficace affrontare la situazione di crisi? Questo pesante interrogativo probabilmente non avrà una risposta, ma è nostro dovere premurarci per il futuro, viste le tante situazioni di potenziale crisi che contraddistinguono il nostro paese. Non possiamo permetterci di avere una rete di monitoraggio radar carente, essa deve essere assolutamente ampliata, soprattutto nelle regioni del sud, e soprattutto utilizzata nella maniera migliore dagli uffici atti al governo del territorio e alla prevenzione dei fenomeni atmosferici violenti. A tal proposito riporto un comunicato stampa della Protezione civile datato 13-12-2006 dove appunto si parla dell’installazione di nuovi radar.
Nell’ambito del sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico, realizzato tramite la rete dei Centri Funzionali regionali e centrale, è stato firmato tra il Dipartimento della Protezione Civile e SELEX Sistemi Integrati (Finmeccanica), un contratto per l’ulteriore fornitura di sette radar meteorologici destinati all’analisi e alla comprensione dei processi fisici legati al rischio idrogeologico e idraulico.
Il nuovo contratto, del valore di 20 milioni di euro, riguarda la realizzazione di tre radar in banda C (Meteor 600C) in Sicilia, Sardegna e Puglia, e quattro radar mobili ed elitrasportati in banda X (Meteor 50 DX), di cui due destinati alla sorveglianza delle ceneri vulcaniche che saranno utilizzati in Sicilia nell’area etnea.
Un efficace monitoraggio delle situazioni meteorologiche si traduce in un miglioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione nelle aree esposte a rischio idrogeologico. In questo settore i radar meteorologici costituiscono un elemento di fondamentale importanza che consente di ridurre le condizioni di rischio legate ai fenomeni idrogeologici attraverso la definizione degli eventi meteorologici in atto, consentendo un miglioramento della capacità di previsione, sia per quelli di natura temporalesca, che per le previsioni a brevissimo termine (nowcasting).
La fornitura dei sette radar si inserisce nel programma di potenziamento della rete meteorologica nazionale avviata dal Dipartimento della Protezione Civile e che prevede, parallelamente all’installazione di nuovi impianti, interventi di adeguamento degli standard dei quattordici radar meteorologici già esistenti e gestiti dalle Regioni e da altri Enti pubblici. Il contratto infatti, oltre all’ampliamento ed al potenziamento dei sistemi radar e dei Centri di controllo già forniti da SELEX Sistemi Integrati nel 2004, prevede anche l’integrazione dei dati provenienti da altri radar meteorologici in dotazione all’Aeronautica Militare Italiana, all’ENAV ed alle Agenzie Regionali per l’Ambiente, per la costituzione di una rete nazionale di radar moderna e sempre più efficiente.
Il nuovo programma prevede, nel suo complesso, l’installazione di tredici radar meteorologici, di cui quattro, in banda C, sono già in corso di installazione in Toscana, Umbria, Calabria e Friuli Venezia Giulia.
Gli interventi, sono stati affidati a SELEX Sistemi Integrati in qualità di mandataria di Associazione temporanea di imprese che comprende anche Datamat, anch’essa società del gruppo Finmeccanica.
Datamat, in particolare, realizzerà i sistemi di telecomunicazione e di visualizzazione dei dati per il centro operativo di controllo della Protezione Civile a Roma.
Si tratta di un ulteriore passo avanti nell’applicazione delle politiche di prevenzione e previsione dei rischi naturali che rappresentano, insieme alla messa in sicurezza degli edifici strategici nelle zone a rischio sismico, l’assoluta priorità di azione dell’intero sistema nazionale di protezione civile.
Dunque chiediamo a che punto è la costruzione e l'attivazione di questi radar, convinti che un efficace monitoraggio degli eventi estremi, dei quali ahimè dovremo sempre più convivere, debba appunto partire da una rete di monitoraggio radar moderna ed efficace.








