Partiamo con le nostre edizioni straordinarie che giornalmente racconteranno la cronaca e cercheranno di esprimere una previsione a medio raggio di quello che a breve potrebbe rivelarsi il più importante evento meteo a carattere freddo quanto meno del decennio. Come abbiamo più volte raccontato in questi giorni una potente cellula di alta pressione termica si è posizionata poco sopra Mosca ed in queste ore un nucleo di aria gelida si è staccato dal lago gelido asiatico e sul bordo meridionale di questo anticiclone si sta dirigendo verso il cuore dell' Europa, sarà lui il vero protagonista dei prossimi 5-7giorni almeno.
Intanto però una conca di aria fredda ed instabile si è staccata dalla Gran Bretagna ed ora si dirige sul Mediterraneo centrale e probabilmente entrerà dalla porta del Rodano determinando un sensibile peggioramento delle condizioni del tempo di Toscana, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio settentrionale. Fino a ieri il minimo in formazione era visto scappare via verso sud molto velocemente impedendo precipitazioni di rilievo sopra la Romagna. Oggi sembra invece che l'entrata del nucleo freddo in quota riesca ad invorticarsi in maniera molto più produttiva per tutte le regioni sopracitate. Diciamo subito che le zone più colpite saranno senza dubbio quelle appenniniche fra Marche, Toscana, Emilia Romagna, e Umbria. Passiamo agli effetti sulle maggiori città italiane.
Due cose possiamo osservare da questa mappa: per prima cosa il nucleo gelido che si distacca dalla Russia e prende la via dell' Europa centrale, e la seconda è l'ansa ciclonica in partenza dalle isole britanniche in rotta verso il nostro settentrione. L'entrata di questo nucleo perturbato sul Mediterraneo occidentale determinerà l'inizio della fase gelida e nevosa per l'Italia. Fonte www.meteoscienze.it.
Mentre sarà difficile che ci siano nevicate di rilievo su Torino, Milano e Genova (minimo troppo basso), scendendo verso sud si ripresenterà l'eterno gioco fra precipitazioni e termiche sul quale giocheranno le possibilità nevose di Emilia, Romagna e Toscana. Al momento sembrerebbe farla da padrone la Romagna occidentale dove la bora più debole e le temperature a 850 Hpa più basse potrebbero definire le condizioni ideali per accumuli anche importanti (20-30 cm), più a est stante l'entrata della bora molte delle precipitazioni potrebbero trasformarsi in pioggia. Dunque ancora una volta appare favorito per le maggiori precipitazioni il bolognese soprattutto appenninico ( a Bologna al momento non possiamo escludere un accumulo di almeno 10-15 cm).
Le due mappe riferite agli accumuli previsti secondo GFS(prima mappa) e ECMWF(seconda mappa) evidente come Romagna e Appennini risultino le zone più colpite. Fonte LAMMA TOSCANA.
In questa mappa riferita alle temperature a 925 Hpa mostr come man mano che ci si sposti verso ovest la colonna d'aria migliorerà andando a trovare il mix perfetto fra precipitazioni e temperature proprio fra bolognese e Romagna occidentale. Fonte LAMMA TOSCANA.
Più a sud invece potranno aversi nevicate su Firenze, Arezzo e Siena dove potremmo avere accumuli variabili dai 5 ai 10 cm. Per il resto, come detto sugli appennini raggiungeremo accumuli fra Bolgona e Firenze anche superiori ai 50 cm. Trattamento diverso meritano le città dell' Emilia centro occidentale dove da Modena verso ovest le precipitazioni mancheranno sempre di più passando dai 10 cm del modenese ai pochi cm del piacentino, pochi centimetri si registreranno anche ne ferrarese. Questo al momento è quello che si evince dai modelli serali, teniamo comunque presente come fino almeno a domani sera, quando inizieranno le precipitazioni, non possiamo escludere shift verso sud o nord della goccia fredda in quota che potrebbero cambiare sostanzialmente le carte in tavola, a mio modesto parere potremmo subire ancora nord shift, e dunque i quantitativi nevosi dell' Emilia occidentale e del ferrarese potrebbero aumentare, nel corso dei prossimi aggiornamenti.
Mi fermo qui, in quanto l'evoluzione del resto della settimana con l'entrata del nucleo gelido russo appare ancora incerta con una possibile entrata dalla Valle del Rodano con traiettoria più o meno stretta a seconda dei minimi che si formeranno sul mediterraneo e dell'inclinazione dell'alta pressione azzorriana. Siamo dunque all'inizio di questa fase perturbata a carattere freddo che contraddistinguerà il tempo italico, come detto, almeno fino all'inizio della prossima settimana. Meteoscienze sguirà puntualmente la cronaca con mappe e video dai luoghi più colpiti dal maltempo. Seguiteci.








