All’indomani del tragico incidente di Fukushima, ho steso una mia riflessione sul problema nucleare e sulla sua risoluzione. Non ho voluto pubblicare questo articolo in quanto pur avendo votato affermativamente a tutti i quesiti referendari, non volevo pubblicizzare la mia, ben nota a chi mi conosce, posizione, su Meteoscienze, prima dei Referendum, in quanto considero il nostro quotidiano , una fiinestra informativa il più possibile obiettiva e super partes e così voglio che rimanga nel prossimo futuro. Dunque, come casa di tutti, vorrei iniziare un dialogo costruttivo sull’energia con i miei lettori , proprio oggi, lontano da qualunque distorsione politica, e per ciò, mi propongo di pubblicare qualsiasi vostra riflessione sul tema, affinchè si inizi a parlare “veramente” di energia e si possano sul serio fare delle riflessioni su un tema così complesso quale questo. Mi rivolgo dunque a voi, se volete scrivere articoli in risposta a questo o vostre semplici idee su temi come il Nucleare, la Green Economy, le energie rinnovabili e così via, mandate il vostro articolo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , sarò lieto di pubblicarlo. Come inizio della discussione pubblico il mio pensiero sul problema nucleare in Italia, con una prima provocazione spero siate in molti a partecipare a questa discussione.
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Eccezionale documento filmato su un'idea nucleare finalmente praticabile
Abbiamo atteso a lungo prima di prendere una posizione sul problema nucleare. Abbiamo seguito i consigli di chi ha dispensato prudenza e freddezza per valutare la situazione con obiettività, ed abbiamo valutato le possibili vie d’uscita al problema energetico che prima o poi bisognerà affrontare in maniera seria. Ammettiamolo, la strada verde, la green economy ha dei limiti, fra i quali il più importante risiede nella necessità per instaurarsi di una completa riconversione energetica, dall’energia centralizzata all’energia diffusa, dalle centrali elettriche alla micro energia da fonti rinnovabili. La strada maestra dell’economia all’idrogeno di Geremy Rifkin, che oltre ad essere una concreta via d’uscita all’attuale schiavitù del carbon fossile, risulta essere una vera e propria rivoluzione che come tale risulta sempre sospesa fra la realtà e l’utopia. Ben diversa consistenza risulterebbe invece un nucleare pulito, un nucleare senza grandi quantitativi di scorie, con minor pericolo di incidenti, basato su combustibile maggiormente presente in natura rispetto all’uranio e magari con una produttività energetica maggiore. Un sogno direte…invece la strada esiste ed è concretamente praticabile e in via di sperimentazione, questa via si chiama Torio. In poche parole si tratterebbe di passare dall’attuale combustibile (l’uranio) ad un combustibile nuovo il Torio, che ha alcuni interessantissimi pregi:
· E’ presente in quantità notevolmente maggiore sul nostro pianeta secondo le stime degli esperti in dose 10 volte maggiore rispetto all’uranio
· La produttività energetica di questo combustibile è nettamente maggiore rispetto a quella dell’Uranio…pensate, per produrre 1 GW di energia occorrono 200 T di Uranio mentre per produrre 1 GW di energia attraverso il Torio ne basta 1 Kg. Pensate dunque che questo combustibile risulta 2000 volte più conveniente del combustibile attuale.
Oltre a questi indubbiamente confortanti elementi economici il nucleare al Torio aprirebbe nuovi e più rassicuranti scenari dal punto di vista della sicurezza. Infatti il pericolo di metdown (fusione del nocciolo) decisamente inferiore, in quanto questo combustibile risulta più controllabile rispetto all’ Uranio. Inoltre le scorie già notevolmente inferiori a quelle dell’ uranio (200 volte inferiori) hanno un tempo di decadimento di soli trent’anni, per cui a differenza dell’attuale combustibile il tempo di ricovero di questo materiale nei centri di smaltimento sarebbe notevolmente più rassicurante rispetto alla situazione attuale. La domanda allora sorge spontanea: perché non passare al torio?








