Riprendiamo il nostro spazio di approfondimento sulla crisi di Fukushima riportando la traduzione italiana dell’ultimo bollettino della IAEA.
VASCHE DI COMBUSTIBILE ESAUSTO NELLA CENTRALE NUCLEARE DI FUKUSHIMA- LE ULTIMISSIME
Il combustibile esausto rimosso dal reattore nucleare è altamente radioattivo e genera intenso calore. Questo combustibile radioattivo necessita di essere attivamente raffreddato per un periodo compreso tra l’anno e i tre in vasche che raffreddano il combustibile, per proteggere l’ambiente dalla radioattività, e mantenere il combustibile in posizione appropriata per evitare reazioni di fissione. Se il raffreddamento è fuori uso, l’acqua può bollire e le barre di combustibile possono essere esposte all’aria, portando a gravi danni e forti rilasci di radiazioni.
La centrale nucleare deve essere ricollocare il combustibile ogni uno o due anni, e i reattori di Fukushima Daiichi solitamente rimuovono circa il 25% del combustibile dei reattori per essere sostituito con combustibile nuovo o non radioattivo- durante ogni azione di rifornimento. Il combustibile esausto, che è al massimo del calore immediatamente dopo la sua dislocazione dal reattore, è collocato in vasche per combustibile esausto fino a che esso non si raffreddi abbastanza per essere rimosso per lo stoccaggio a lungo termine.
Il problema per quanto concerne le vasche di combustibile esausto nella centrale di Fukushima Daiichi è che la capacità di raffreddare le vasche è stata compromessa. Guarda il diagramma sotto per capire la localizzazione delle vasche rispetto al reattore.
Elevate misurazioni di radiazioni nel sito possono essere parzialmente il risultato della non copertura o della sovraesposizione del combustibile esausto.

| Capacity | Irradiated Fuel Assemblies | Unirradiated Fuel Assemblies | Most Recent Additions of Irradiated Fuel | |
| Unit 1 | 900 | 292 | 100 | March 2010 |
| Unit 2 | 1,240 | 587 | 28 | Sept 2010 |
| Unit 3 | 1,220 | 514 | 52 | June 2010 |
| Unit 4 | 1,590 | 1,331 | 204 | Nov 2010 |
| Unit 5 | 1,590 | 946 | 48 | Jan 2011 |
| Unit 6 | 1,770 | 876 | 64 | Aug 2010 |
Qui c’è un resoconto delle condizioni del combustibile esausto nella centrale di Fukushima, basato sui documenti e confermato dalle comunicazioni ufficiali giapponesi (nuove informazioni in preparazione)
UNITA 1
L’unità 1 ha registrato un esplosione il 12 marzo che ha distrutto l’involucro esterno del piano superiore dell’edificio. Non si hanno informazioni precise sullo stato della vasca del combustibile esausto.
Unit 2
Precise informazioni sullo stato della vasca di combustibile esausto non erano disponibili nei giorni successivi al terremoto, ma L’Agenzia per la Sicurezza Industriale e Nucleare del Giappone rilascia il rilevamento termico dal 20 marzo
| 20 March, 23:00 UTC: | 49 °C |
| 21 March, 05:25 UTC: | 50 °C |
| 21 March, 21:20 UTC: | 51 °C |
| 22 March, 02:20 UTC: | 53 °C |
| 22 March, 06:30 UTC: | 50 °C |
Gli operai hanno condotto un operazione di raffreddamento attraverso il rovesciamento di 40 tonnellate di acqua nelle vasche di combustible esausto il 20 marzo.
Unità 3
L’unità 3 ha registrato un’esplosione il 14 marzo che ha distrutto l’involucro esterno del piano superiore dell’edificio. L’incendio può aver danneggiato l’involucro di contenimento primario e la vasca del combustibile esausto. Per quanto riguarda la possibile perdita di acqua dalle vasche, le autorità hanno iniziato a scaricare acqua nell’edificio nel tentativo di ripianare i livelli di acqua. Inizialmente, gli elicotteri hanno scaricato acqua di mare il 17 marzo, tutti i giorni successivi, incluso il 21 marzo, le squadre d’emergenza hanno spruzzato acqua con gli idranti e altri mezzi, per un totale di 3742 tonnellate.
Unità 4
Questo reattore è stato spento il 30 novembre 2010 per la manutenzione ordinaria, e tutto il combsutibile è stato trasferito dal reattore nelle vasche di raffreddamento, prima del terremoto dell’11 marzo. Il quantitativo di calore in queste vasche è comunque maggiore rispetto agli altri.Il 14 marzo, i piani superiori dell’edificio sono stati gravemente danneggiati, causando probabilmente una riduzione della capacità di raffreddamento della vasca del combustibile esausto. Le squadre di emergenza hanno iniziato a scaricare acqua nell’edificio il 20 marzo, e hanno continuato giornalmente a farlo utilizzando 255 tonnellate di acqua.
Unità 5 e 6
Le strumentazioni in questi reattori hanno iniziato a indicare una salita delle temperature nelle rispettive vasche di combustibile esausto il 14 marzo. Tre giorni dopo, i tecnici giapponesi sono riusciti a far ripartire il generatore di emergenza a diesel nell’unità 6, che hanno usato per generare l’energia necessaria al funzionamento del sistema principale di raffreddamento. Gli operai hanno fatto dei buchi nel soffitto impermeabile per prevenire altre accumulazioni di idrogeno, che si pensa possa essere stata la causa delle prime esplosioni nelle Unità 1 e 3. Un secondo generatore è tornato attivo il 18 marzo, e il giorno dopo, il maggiore sistema di rimozione del calore in eccesso è tornato pienamente in funzione. Le temperature nelle vasche del combustibile esausto delle unità 5 e 6 sono gradualmente ritornate a segnare temperature significativamente basse.
In aggiunta alle vasche in ogni edificio della centrale, c’è un altro dispositivo – il Common Use Spent Fuel Pool- dove il combustibile esausto è stoccato dopo il raffreddamento per almeno 18 mesi nell’edificio del reattore. Questo combustibile è più freddo rispetto al combustibile presente nel reattore. Le autorità giapponesi confermano che il 18 marzo l’intero combustibile era coperto dall’acqua, e le temperature erano di 57°C il 20 marzo alle 00.00 UTC. Gli operai hanno scaricato il 21 marzo per quasi 5 ore, e l’ Agenzia per la Sicurezza Industriale Nucleare ha riportato che la temperature è salita a 61°C il 21 marzo.
Gli operatori che instancabilmente compromettendo forse irrimediabilmente la loro vita, hanno in questi giorni scaricato migliaia di tonnellate di acqua sui reattori danneggiati,hanno probabilmente compiuto il miracolo di evitare una tragedia dalle proporzioni impensabili, superiori anche a quelle di Chernobyl. Purtroppo però la situazione, come appare evidente dalla traduzione dell’ultimo bollettino della IAEA, rimane critica, e se per il momento il rischio che la situazione precipitasse definitivamente è stato scongiurato dall’eroismo delle squadre speciali, la situazione è sensibile a nuove possibili crisi. Infatti le unità 1 e 3 sono bombe ad orologeria pronte a esplodere metaforicamente e realmente in ogni momento fino a quando non si riuscirà a mettere in sicurezza i reattori, per le altre unità invece rimangono dei dubbi sulla tenuta del raffreddamento del combustibile stoccato nelle vasche e l’inspiegabile aumento delle temperature registrato in queste ultime ore non lascia ben sperare. E’ inutile ribadirlo, il disastro di Fukushima è ben lungi dall’essere superato, la centrale non appare in sicurezza e non lo sarà chissà per quanto tempo, intanto rimangono forti i dubbi sulla possibile contaminazione presente e futura dell’area interessata e dell’intero territorio giapponese. Insomma potremmo essere agli esordi della più grave contaminazione nucleare dai tempi di Chernobyl e l’opinione pubblica dovrà avere il diritto questa volta di conoscere i rischi e la reale situazione senza reticenze.








