Con la stagione calda ormai imminente, Meteoscienze sposterà il proprio obiettivo principale, pur non tralasciando l'analisi del tempo e la cronaca giornaliera delle vicissitudini meteorologiche del nostro paese, sulla climatologia, come annunciato in altri articoli riprenderemo a breve (mese di aprile) il monitoraggio dell' ITCZ, continueremo a monitorare ENSO e dati termici NOAA, monitoreremo l'andamento dei ghiacci, quello dei Monsoni, tentando di percepire anche quest'anno, segni di cambiamento nel trend di riscaldamento che sta attraversando il nostro pianeta.Non tralasceremo in questo semestre caldo approfondimenti scientifici, con traduzioni dall'inglese di interessanti articoli incentrati sui maggiori misteri climatologici che l'umanità si trova a dover risolvere. Insomma in questo spazio troverete un magazine di informazione climatica forse unico in Italia.

Ripresa negli ultimi quindici giorni dell'estensione artica che alla fine si posiziona in perfetta media con gli anni 2000 (al quarto posto dal 2002 come estensione totale) vedete come si noti già l'inizio del declino che porterà al minimo estivo. Siarà scongiurata anche quest'anno la tendenza all'arretramento? Molti sono i punti interrogativi sulla stagione del disgelo appena iniziata, con Meteoscienze avrete un filo diretto con l'artico...seguiteci. Fonte www.ijis.iarc.uaf.edu
Iniziamo dunque con le ultime notizie riguardo i ghiacciai artici, questo tema che diventerà principale nel prossimo trimestre estivo, oggi guadagna la nostra prima pagina perchè probabilmente nei giorni scorsi più precisamente l' 8 marzo, l'estensione dei ghiacci artici ha raggiunto il suo picco stagionale con 14375000 Km2. Questo dato si pone al quarto posto nella classifica delle massime estensioni raggiunte dall' Artico dal 2003, ben al di sopra delle annate centrali di questo decennio (2005-2006-2007) che avevano portato ai record negativi storici estivi del 2005 e del 2007 che avevano fatto gridare alla catastrofe. Il dato fatto segnare durante questo inverno è particolarmente importante se lo si legge da una angolazione propriamente climatica.

Ecco l'eccezionale andamento della AO questo inverno, guardate come in più circostanze il grafico avvicini il valore record di -6 e come quasi ininterrottamente dalla fine di dicembre fino all'inizio di marzo (con la sola eccezione della metà di gennaio) il valore sia stato sotto la soglia della neutralità in territorio negativo. Fonte www.noaa.gov
Questo inverno infatti, probabilmente passerà alla storia come quello con AO negativa più forte da quando si fanno rilevazioni, non solo per i valori singoli raggiunti nella stagione invernale (il valore di -6 quasi raggiunto più volte) ma soprattutto per i giorni consecutivi di AO negativa collezionati durante l'intero inverno (pensate quasi ininterrottamente negativa da fine novembre fino ai primi giorni di marzo con un unico momento positivo intorno alla metà di gennaio)come conseguenza di ciò il Polo ha vissuto una stagione invernale drammatica dal punto di vista termico, a livello satellitare il gennaio 2010 in zona polare sarà ricordato come il terzo più caldo dopo 1981 e 2005, e a livello stagionale potremmo alla fine registrare uno fra gli inveni più caldi di sempre.Dunque in conseguenza di ciò ci saremmo potuti immaginare un risultato finale rispetto all'estensione dei ghiacci artici in crollo, invece il risultato raggiunto quest'anno risulta seppure in lieve diminuzione rispetto sia al 2008 che al 2009 (la differenza è irrisoria rispetto allo scorso anno 2009-14412813Km2, più sensibile rispetto al 2008-14516875Km2) in piena media rispetto al decennio. Ci chiediamo allora cosa possa aver evitato un maggiore arretramento del pack. Noi una risposta ce l'avremmo e probabilmente questa risposta potrebbe in realtà condizionare il risultato dell'intero prossimo andamento annuale dei ghiacci artici.Se andiamo a vedere i dati dell'andamento dell'estensione dei ghiacci dell'emisfero nord, possiamo evidenziare una improvvisa impennata della curva fra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, questa impennata ha probailmente permesso al 2010 di coprire quel gap che l'inverno caldo aveva scavato con la maggior parte degli altri anni. Bene c'è un parametro che ancora in questa discussione non abbiamo toccato: come saprete sicuramente il 2009-2010 ha raggiunto nell'emisfero boreale un considerevole livello di innevamento con un'estensione pari a 52.17 milioni di Km2questo picco è stato raggiunto durante la settima settimana del 2010 (intorno al 21 febbraio) l'effetto albedo tante volte evocato potrebbe in realtà nei prossimi mesi rallentare non solo il riscaldamento delle terre innevate ma di fatto rallentare anche lo scioglimento questa impennata registrata proprio alla fine del mese di febbraio potrebbe esserne un primo segno. Naturalmente occorrerà monitorare attentamente la situazione nel corso della primavera e soprattutto dell'estate per capire se l' effetto albedo riuscirà a portare i ghiacci artici ad un nuovo avanzamento rispetto allo scorso anno. Vedremo.








