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LA GRANDE NEVICATA DI MARZO E IL FUTURO...

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Abbiamo assistito alla quarta irruzione fredda dalle connotazioni di vastità europea, pensate che come intensità dei fenomeni e latitudine degli stessi, questa ultima è senza dubbio paragonabile alla prima di dicembre. Nevicate copiose a Barcellona, in effetti possono essere tranquillamente paragonabili alle minime negative a due cifre registrate in Val Padana nello scorso dicembre. La grande domanda rimane sempre la stessa:

 

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Questo inverno rimarrà un unicum figlio della concatenazione di teleconnessioni favorevoli, o siamo alle soglie di un nuovo grande cambiamento generale del clima globale? Molti in questi giorni parlano di inverno caldo, citando le risultanze dei satelliti RSS in bassa troposfera, che danno il 2009-10 come il secondo anno più caldo dal 1998. Non volendo entrare nell'annoso e pernicioso probelma dell'affidabilità dei dati satellitari rispetto a quelli diretti delle varie stazioni sparse in tutto il globo, oggi voglio evidenziare una discrepanza molto importante fra questi dati e quelli del NOAA che vi forniremo nel corso dei prossimi giorni, infatti pur rimanendo fra i più caldi degli ultimi anni, ce lo aspettavamo in periodo di El Nino, l'inverno 2009-10 dei dati NOAA sarà molto diverso rispetto a quello dei dati satellitari, rimanendo probabilmente al di sotto termicamente degli ultimi inverni sotto ENSO positiva. La discrepanza dei dati riflette una particolarità di questo inverno 2009-10 caldo a livello dei dati globali ma molto freddo, in alcuni casi gelido con punte straordinarie in Europa e in Siberia, con una nevosità globale dell'emisfero nord senza eguali dal 1978. I dati satellitari alla fine forse faranno a pugni con quelli delle stazioni meteorologiche evidenziando comunque un'anomalia, ricordiamo infatti che il 1998 fu caldo sia per i satelliti che per le stazioni così come il 2005. Siamo dunque di fronte a un complesso problema di cui si parlerà e si straparlerà per molti anni probabilmente, infatti la teoria unificatrice di tutti gli ambientalismi radicali del globo, l' AGW mostra le prime crepe. Non sta a me giudicare la bontà o non di una teoria che ormai da trent'anni domina le scene dei grandi congressi sul Clima e delle agende politiche, ma sorge spontanea una domanda: "Non abbiamo forse troppo in fretta abbracciato una teoria che non ha avuto fino a questo punto le necessarie conferme sul campo?" "Perchè ci siamo fidati quasi ciecamente di previsioni climatiche a lungo termine apocalittiche, quando non riusciamo ancora a prevedere il tempo che farà fra due settimane?" L'AGW è ancora una teoria affascinante e forse l'unico grimaldello che la scienza ha per fare uscire l'uomo dalla dittatura degli idrocarburi, ma rischiamo che i radicalismi e le profezie di sventura ci piombino addosso come dei boomerang, e l'intera politica sacrosanta della green economy sia messa in cattiva luce dal possibile ridimensionamento degli effetti dell' "Effetto Serra" sul nostro clima. Non oso immaginare la perdita di credibilità che la Comunità Scientifica subirebbe se fra dieci anni invece delle catasrtrofiche previsioni dell' IPCC si avverasse un deciso cambio di rotta termico, come alcuni illustri studiosi della materia già paventano. E' necessario che la Comunità scientifica riveda il suo modo di agire. Meno arroganza, più discussione non potranno che rendere il processo di conoscenza e di sviluppo della teoria del Clima più lineare e meno fazioso...credo che ormai non sia più possibile rimanere sulle posizioni radicali dell' IPCC occorre fare un passo indietro e ridiscutere tutto il GW sotto una nuova luce un pò meno antropica, un pò più scientifica. Concludo questo lungo editoriale con un breve commento sulle immagini che vi offriamo oggi, sulla grande nevicata che ha colpito Bologna nelle ultime 24-36 ore, ormai siamo agli sgoccioli di questo evento puramente invernale che ha colpito l' Europa, probabilmente assisteremo ad altri colpi di coda di questo strano inverno 2009-10, ma penso che con oggi si possa mettere la parola fine ai grandi eventi invernali, le prossime irruzioni fredde avranno, comunque vada, un sapore diverso, più primaverile, con il sole ormai dominatore delle scene e la neve relegata a comparsate anche eclatanti, rimane infatti la previsione di una primavera fredda e instabile, ma comunque meno incisive e più coreografiche rispetto agli eventi passati. E' sato un inverno ricco di emozioni al nord, deludente al sud, dove gli ultimi colpi di coda della stagione invernale ptrebbero ancora portare sorprese, che non riusciranno però a sclfire la delusione di un inverno mai veramente entrato nel vivo. Ai lettori meridionali voglio però lanciare un segnale di speranza sul futuro, i grandi inverni solitamente non vengono mai da soli, solitamente a grandi inverni ne seguoni altri che colpiscono regioni del globo diverse, pensate al 1985 (grande inverno per il nord) seguito dal 1986 e dal 1987 anni di grandi nevicate per il meridione o al 1990-91 (grande inverno al nord) seguito dal 1991-92  e 1992-93 ( anni con nevicate per esempio a Tarnato-dicembre 1991 e a Bari gennaio 1993). Dunque godiamoci una fredda primavera dandoci appuntamento a un prossimo inverno sicuramente meno avaro per le regioni del nostro sud.



Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Marzo 2010 18:19  
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