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Non credo che gli effetti dei gas serra antropici elimineranno la predominanza climatica solare. Se questi effetti fossero stati tanto forti così come afferma l’IPCC, le mie diverse previsioni climatiche, esclusivamente basate sull’ attività solare, non avrebbero avuto alcuna possibilità di rivelarsi corrette. Tutto questo e ancor di più essi hanno nascosto negli ultimi anni e decenni in cui il riscaldamento globale è stato considerato, in accordo con l’ IPCC, non spiegabile dai forcing naturali. Le linee storiche dell’ IPCC, lontane dalle previsioni così tanto praticate in altri campi della scienza, sono quasi esclusivamente basate sulle corse (corse modellistiche run modellistici n.d.r.) del Modello di Circolazione Generale (GCM). Questi modelli sono basati sullo stesso tipo di equazioni differenziali non lineari che indusse Lorenz nel 1961 ad ammettere che le previsioni del tempo a lungo termine fossero impossibili a causa della estrema sensibilità dell’ atmosfera alle condizioni iniziali. Non è concepibile che l’ “effetto farfalla”sparisca quando il campo di previsione passi da pochi giorni a decenni o secoli.
Qualche climatologo ammette che c’è un problema . Schinwiese (1994) rimarca: “Conseguentemente possiamo concludere che i cambiamenti climatici non possano essere previsti (dal GCM Modello di Circolazione Generale n.d.r). E’ corretto che i vari e complessi processi in atmosfera non possano essere previsti oltre il limite teorico di un mese attraverso i calcoli passo dopo passo del Modello di Circolazione Generale, né oggi, né in futuro. C’è ancora la possibilità di una previsione condizionata. La condizione è che uno speciale fattore all’interno di complesse cause e di relazioni di effetto sia così forte da dominare chiaramente su tutti gli altri fattori. Inoltre, il comportamento di questo singolo dominante fattore causale deve essere prevedibile con certezza, o con un alto grado di probabilità”. Uno sguardo alla letteratura mostra che queste condizioni non sono soddisfatte. Inoltre ci sono difficoltà tecniche e matematiche. Peixoto e Oort (1992) commentano appropriatamente: l’integrazione di un modello pienamente associato che include atmosfera, oceano,terra, e criosfera con scale temporali interne molto differenti pone difficoltà quasi insormontabili nella ricerca di una soluzione finale, anche se tutti i processi interagenti fossero completamente conosciuti. Così non è sorprendente che le previsioni GCM convalidate siano una specie rara. Le ipotesi IPCC del riscaldamento globale richiedono che le radiazioni a onda lunga verso lo spazio siano ridotte a causa dell’ accumulazione dei gas serra antropogenici. Attualmente i satelliti hanno osservato un trend di aumento delle radiazioni a onda lunga tropicali verso lo spazio durante le passate due decadi (Wielicki et al., 2002). GCM prevede un maggiore aumento della temperatura con l’aumentare della distanza dall’equatore, ma le osservazioni non mostrano netti cambiamenti nelle passate quattro decadi (Comiso, 2000; Przybylak, 2000; Venegas and Mysak, 2000). In accordo con gli ultimi dati, la zona antartica si è raffreddata significativamente (Doran et al., 2002) invece di riscaldarsi. La più importante discrepanza è quella fra la previsione del GMC e le osservazioni riguardo l’evaporazione. Anche se le considerazioni teoriche dell’ IPCC fossero corrette, la CO2 da sola potrebbe amministrare solo 0.8°C di riscaldamento in più di un secolo. Questo piccolo aumento di riscaldamento , comunque, aumenterebbe l’evaporazione sulla superficie e farebbe aumentare la concentrazione di vapor d’acqua, di gran lunga il più forte gas serra in atmosfera. In accordo con i modelli climatici, questo feedback positivo causerebbe un molto più ampio riscaldamento rispetto alla CO2 e gli altri gas serra minori, da soli. Così è cruciale per l’ ipotesi del riscaldamento globale dell’ IPCC che l’osservazione mostri una diminuzione nell’evaporazione del nord emisfero negli ultimi 50 anni invece del previsto aumento. (Roderick e Farquhar 2002). Ci sono molti altri punti ma essi andrebbero oltre iI confine di questo lavoro. Tratto da New Little Ice Age di Theodor Landscheidt |