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IL GLOBAL WARMING ALLA LUCE DELLE PREVISIONI DI LANDSCHEIDT PDF Stampa E-mail
Scritto da Lubelli Fiorentino Marco   
Sabato 04 Luglio 2009 17:48

Nella sua ultima opera l’ astronomo tedesco faceva notare come il picco dell’attività solare che egli reputava come responsabile dell’ aumento termico della seconda parte di questo secolo, aveva avuto un picco nel 1990 e inesorabilmente era destinato a calare sotto l’azione di un ciclo di Gleissberg dei moti solari che secondo le sue teorie porterà nel 2030 a un nuovo minimo solare di Maunder. Sempre in questa opera, che il nostro sito sta traducendo e pubblicando ormai da qualche settimana, egli prevedeva come il picco dell’ aumento termico globale avrebbe avuto il massimo valore nel 1998, considerando come l’inerzia termica della nostra atmosfera, ritardasse gli effetti dell’ attività solare di un periodo compreso fra i 4 e gli 8 anni. Partendo da questo assunto egli predisse che il picco di questo aumento termico si sarebbe avuto nel 1998, che di fatto si rivelò l’ anno più caldo da quando si facevano rilevazioni metereologiche ufficiali (1880), infatti in quel frangente, complice anche a un episodio di El nino straordinario, le temperature medie globali fecero registrare una anomalia di + 0.5763°C. Egli non potè apprezzare l’andamento termico degli anni 2000, in quanto mori nel 2004, questo decennio avrebbe in realtà battuto quella anomalia registrata nel 1998 con un valore medio globale nel 2006 di + 0,6045°C. Va detto che la sua teoria prevedeva un abbassamento delle temperature medie negli anni successivi al 1990, in risposta al calo dell’ attività solare. In effetti questo fenomeno non si è registrato, e molti studiosi hanno visto in questo mancato allineamento alle previsioni di Landscheidt la prova della debolezza delle sue teorie. Oggi in questo articolo dimostreremo come non solo le teorie climatiche di Landscheidt siano ancora attuali, ma come in realtà dal 1999, come prevedeva Landscheidt, il fenomeno di riscaldamento globale stia realmente rallentando. Partiamo in questa discussione dai dati del NOAA riguardanti le anomalie termiche annuali globali. Se ci fermiamo al calcolo delle medie decennali di questi valori, prendendo come riferimento gli anni ’70, ’80, ’90, 2000, avremo questi risultati che ora mostriamo nella seguente tabella.

 

Decennio‘70/80’80’/90’90’/20002000/oggi
Anomalia globale 1° anno espressa in °C0,03240,18870,37000,3629
Anomalia globale 2° anno espressa in°C-0,06430,22930,32410,4934
Anomalia globale 3° anno espressa in °C0,01780,11330,18940,5565
Anomalia globale 4° anno espressa in °C0,14290,27160,22270,5336
Anomalia globale 5° anno espressa in °C-0,10470,07980,28150,6045
Anomalia globale 6° anno espressa in °C-0,03190,06250,39810,5453
Anomalia globale 7° anno espressa in °C-0,11070,14960,25860,5459
Anomalia globale 8° anno espressa in °C0,12820,28700,46130,4871
Anomalia globale 9° anno espressa in °C0,05030,28880,5763 
Anomalia globale 10° anno espressa in °C0,14060,20870,3947 
Media decennio espressa in °C0,020060,187930,347670,52072
Scarto con il decennio precedente espresso in °C  0,16787 0,15974 0,17305

 

Come è facile verificare dalla tabella mostrata in precedenza è facile notare come lo scarto rispetto alla media degli anni precedenti sia andato crescendo nel corso degli ultimi decenni, portandosi a un livello massimo nel decennio in corso. Abbiamo usato range di analisi decennali seguendo i decenni a cavallo fra i due secoli,  per due motivi: il primo è quello che i tre ultimi massimi solari si sono verificati nel 1979 nel 1990 e nel 2001, quindi sempre a inizio decennio; il secondo motivo risiede nel fatto che essi sono sempre stati  intervallati da un lasso di tempo variabile dai 10 agli 11 anni. Quindi scegliere l’inizio del decennio come confine dei nostri intervalli di ricerca e sceglierli di 10 anni come lunghezza, approssima bene gli effetti che l’ attività solare può avere sul clima. Detto  questo ci si chiederà perché ancora considerare valida una teoria che prevedeva un rallentamento del riscaldamento globale negli anni duemila che, numeri alla mano, non vi è stato. Come molto spesso accade i numeri celano le risposte fra le loro pieghe e la verità si nasconde agli occhi di chi non la vuol vedere. Al di là di queste citazioni, voglio che voi facciate attenzione alle anomalie degli anni ’90 sottolineati in rosso. Bene queste due anomalie costituiscono la chiave di volta per riuscire a comprendere i cambiamenti climatici già in atto. Queste due anomalie si riferiscono agli anni 1992 e 1993, esse non possono essere annoverate nella nostra ricerca perché falsano in maniera statisticamente e scientificamente decisiva i valori del decennio ’90. Infatti essi sono il risultato climatico di una forzante esterna non prevista e imprevedibile, che di fatto costituisce la caratteristica farfalla impazzita che devia dal corso naturale degli eventi i cambiamenti climatici. Essa costituisce l’ effetto climatico dovuto all’ eruzione del Pinatubo che sconvolse, raffreddandolo, il clima, almeno degli anni 1992 e 1993, la nostra scelta di eliminare questi due anni dal novero della nostra ricerca deriva da due motivazioni, che ora andremo a spiegare nel dettaglio. La prima è di ordine scientifico: prendiamo per ipotesi che il riscaldamento globale degli anni ’80 e ’90 sia da addebitare ad un'unica causa esterna che produca un effetto univoco (stesso verso per esempio riscaldamento) sul clima. Noi potremo apprezzarne quantitativamente gli effetti se esso è isolato da apporti esterni di natura diversa. Bene fino al 1991 non annotiamo forzanti esterne tanto potenti da rendere non valido lo studio del GW solo studiando le anomalie termiche globali. Invece nel 1991 una forzante esterna di verso opposto (è risaputo che l’eiezione di solfati da parte di vulcani in stratosfera provochi un raffreddamento del clima) si sovrappone alla causa esterna che stiamo studiando condizionando di fatto quanto meno le anomalie termiche del 1992 e del 1993. Questo ragionamento scientifico trova appoggio anche da un punto di vista statistico, infatti calcolando la deviazione standard del decennio ’90 essa è nettamente superiore a quella dei decenni precedenti (anni 70: 0,09710, anni 80: 0,084062) nonché di quello successivo (anni 2000 0,06876) risultando infatti essere pari a 0,11736, capirete che la variabilità del decennio ’90 determinata dalla forzante vulcanica falsa in maniera forte l’intero valore medio del decennio, sottostimando in maniera sensibile gli effetti dell’ attività solare( che in questo periodo secondo Landscheidt dovevano essere massimi visto il picco raggiunto nel 1990 e l’inerzia termica atmosferica responsabile del ritardo dei suoi effetti sul clima, variabili fra i 4 e gli 8 anni). Dunque la cosa più semplice da fare era quella di scartare gli anni 1992 e 1993 e fare una analisi del campione con i dati rimanenti. Naturalmente utilizzando gli altri dati la deviazione standard diminuì il suo valore a 0,10231 assimilabile almeno alla deviazione standard del decennio ’70. Pensate che questa distribuzione pur avendo meno dati di quella presa in esame all’inizio di questo articolo presenta un errore standard minore 0,03617 rispetto ai 0,03711 della distribuzione iniziale, a riprova dell’ anomalia dell’ andamento dei valori di quel decennio. Fatte queste correzioni, i valori del decennio 1990-1999 cambiano decisamente la loro media termica globale come è facile vedere nella tabella che mostriamo qui di seguito, depurata dai valori del 1991 e del 1992.


 
Decennio‘70/80’80’/90’90’/20002000/oggi
Anomalia globale 1° anno espressa in °C0,03240,18870,37000,3629
Anomalia globale 2° anno espressa in °C-0,06430,22930,32410,4934
Anomalia globale 3° anno espressa in °C0,01780,1133-0,5565
Anomalia globale 4° anno espressa in °C0,14290,2716-0,5336
Anomalia globale 5° anno espressa in °C-0,10470,07980,28150,6045
Anomalia globale 6° anno espressa in °C-0,03190,06250,39810,5453
Anomalia globale 7° anno espressa in °C-0,11070,14960,25860,5459
Anomalia globale 8° anno espressa in °C0,12820,28700,46130,4871
Anomalia globale 9° anno espressa in °C0,05030,28880,5763 
Anomalia globale 10° anno espressa in °C0,14060,20870,3947 
Media decennio espressa in °C0,020060,187930,383070,52072
Scarto con il decennio precedente espressa in °C 0,0096 0,16787 0,19514 0,13764
 

Infatti il decennio novanta, così come prevedeva Landscheidt diventa il decennio con il massimo scarto fra le medie decennali, e quindi con il tasso di crescita delle temperature medie globali maggiore del secolo, mentre l’ attuale decennio, non ancora terminato, risulta al momento avere uno scarto rispetto alla media  del decennio di 0,13764, il minore degli ultimi trent’anni, confermando la frenata dell’ GW come pronosticato da Landscheidt. Penso che questa analisi dettagliata degli ultimi trent’anni di Global Warming non faccia che confermare quanto le teorie di questo sottovalutato astronomo tedesco siano tremendamente attuali.



Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2009 10:08
 
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