Le continue avvezioni di aria calda e secca di matrice sub-tropicale che da settimane interessano vasti territori della Russia, Siberia centrale e del Canada orientale sono riuscite a sfondare nel cuore dell’artico, dove si susseguono le anomalie termiche positive.L’afflusso di calde correnti dai quadranti meridionali sta determinando un rialzo termico a dir poco rilevante sulle latitudini artiche.Nelle scorse settimane in tutto l’artico canadese l’unica gelata registrata è avvenuta nell’isola di Hat che ha stabilito una minima di soli -0.5°.
Neanche una gelata è stata segnalata a bassa quota lungo l’artico groenlandese, nemmeno sopra l’84′ di latitudine nord.Spostandoci nell’artico europeo l’unica gelata archiviata nelle scorse settimane è quella di Edgeoya, nelle isole Svalbard, con appena -0.2°.
Non si scherza neppure nell’artico russo dove le gelate a bassa quota sono diventate ormai una rarità, persino nelle piccole isole che si posizionano sopra gli 80′ di latitudine nord.In poche parole durante la scorsa settimana nessuna stazione a bassa quota intorno a tutto l’artico del pianeta è riuscita a scendere per un attimo sotto i -0.3°. Sabato 17 Luglio 2011 verrà ricordata come una delle giornate più miti per la storia climatologica dell’artico.
Nell’artico canadese stupiscono sempre più le temperature massime registrate da Eureka che per l’ennessima volta ha sfiorato i +20° con una max di ben +19.7°, si tratta di un valore davvero esagerato per il periodo e la latitudine.Bisogna ricordare che la stazione di Eureka, collocato a ridosso degli 80′ di latitudine nord, da oltre 35 giorni non riesce a mandare in archivio una gelata.L’ultima infatti risale all’8 Giugno del 2011, con un valore di appena -0.1°.
Ma anche nelle stazioni limitrofe dell’artico canadese, groenlandese e russo, la situazione non è proprio delle migliori.Le gelate continuano a mancare anche nelle isole oltre gli 80′ di latitudine nord, nel mar Glaciale Artico, dove le anomalie termiche positive si sommano giorno dopo giorno.Le elevate temperature di questi giorni stanno contribuendo a fondere parte del ghiaccio e del manto nevoso ancora esistente alle alte latitudini.Molte isole dell’artico russo da poco più di un mese sono rimaste e continuano a rimanere totalmente spoglie di neve.Il caldo dovrebbe proseguire anche nel corso della settimana, con valori ampiamente superiori alle medie del periodo che si protrarranno fino al prossimo weekend.Sul settore russo le avvezioni d’aria calda dalle latitudini sub-tropicali verranno spinte verso il mar Glaciale Artico dal ramo ascendente dell’ampia saccatura oceanica che attualmente è posizionata nel cuore dell’Europa, penalizzando i settori occidentali e centrali del vecchio continente, raggiunti da continui impulsi freschi e instabili dal nord Atlantico.Nell'area canadese e sull'Alaska il gran caldo di questi giorni è stato indotto dall'imponente anticiclone di blocco, posizionato sopra le coste orientali degli States, che per settimane ha continuato a pilotare masse d'aria calde sub-tropicali nel cuore della regione artica, tramite una ventilazione meridionale, a tratti molto sostenuta.










