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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino NEW LITTLE ICE AGE DATI NOAA MARZO: DECLINA L'EFFETTO NINA IN ATMOSFERA?
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DATI NOAA MARZO: DECLINA L'EFFETTO NINA IN ATMOSFERA?

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Diamo conto come al solito dei dati NOAA relativi all’andamento delle anomalie termiche del mese di marzo.

Le anomalie medie combinate globali terrestri e marine per marzo 2011 sono state le 13sime più calde della storia con 13.19°C, che è +0,49°C al di sopra della media del ventesimo secolo che ha media di 12.7°C. Questo valore rappresenta anche il 35simo consecutivo Marzo con temperature globali oceaniche e terrestri al di sopra della media del 20simo secolo.

  • La media delle temperature superficiali terrestri è stata di 0.83°C al di sopra della media del ventesimo secolo di 5.0°C – il dodicesimo marzo più caldo della storia.
  • La temperatura della superficie oceanica mondiale è stata di 0.36°C al di sopra delle media del ventesimo secolo di 15.9°C – anch’esso il dodicesimo marzo più caldo della storia.
  • Considerando l’andamento dei dati annuali, la media delle temperature combinate terrestri e oceaniche di 12.73°C è stata la 14sima più calda nel trimestre gennaio-marzo della storia. Questo valore è di 0.43°C al di sopra della media del 20simo secolo.
L'andamento degli ultimi 22 mesi esprime in maniera evidente la graduale ripresa termica globale degli ultimi due mesi...l' effetto Nina si esaurisce? Analisi Meteoscienze su dati NOAA.

 

La temperatura media combinata oceani-terra per il mese di marzo ha fatto segnare un’anomalia di 0,49°C al di sopra della media del ventesimo secolo, affiancando il 2000 come 13simo più caldo marzo dall’inizio delle rilevazioni nel 1880. Le temperature superficiali marine durante il marzo 2011 sono state più calde della media sulla gran parte degli oceani mondiali, con condizioni più fredde della media lungo l’equatore centrale e la porzione orientale dell’ Oceano Pacifico e degli oceani meridionali. Anomalie termiche più calde della media sono state molto pronunciate nell’ Atlantico equatoriale, e negli oceani del Pacifico occidentale, e lungo le medie latitudini del Sud Emisfero. Le SST (anomalie superficiali oceaniche) mondiali in marzo insieme al 1997 registrano, per questo mese, il dodicesimo valore più caldo della storia, con una anomalia di 0,36°C al di sopra della media del 20simo secolo. La Nina ha continuato ad indebolirsi durante il mese di marzo per il terzo mese consecutivo. In accordo con il NOAA's Climate Prediction Center (CPC), La Nina è attesa al passaggio in condizioni neutre entro giugno 2011 ma è tuttavia previsto che continui ad avere impatti globali per l’intera primavera boreale.

Mappa delle anomalie termiche globali registrate nel mese di Marzo sulle terre emerse. Evidente il cordone di forti anomalie termiche positive su tutte le pianure delle alte latitudini dell'emisfero nord, preoccupanti in ottica dell'espansione dei ghiacci artici. Diversa la situazione nell'emisfero sud dove anomalie negative e positive quasi si riequiilibrano e dove in Australia si è chiuso  uno dei marzo più freddi della storia.Fonte NOAA.

 

La temperatura superficiale terrestre globale appaia il 1968 al 12simo posto fra i marzo più caldi della storia, con una anomalia termica di 0.83°C al di sopra della media del 20simo secolo. Durante il Marzo 2011, condizioni più calde del normale hanno dominato il globo, con molto importanti anomalie calde sulla Siberia, Groenlandia sudoccidentale, Nord America Meridionale, e gran parte dell’ Africa. Condizioni più fredde del normale sono state presenti su metà del Canada occidentale, su gran parte della Mongolia, Cina, Asia  sudorientale, e gran parte dell’ Australia.

Mappa delle anomalie globali combinate terre e oceani per il mese di marzo con confronto rispetto alle medie 1971-2000. Evidenti le anomalie in Siberia e soprattutto sulla maggior parte degli oceani non interessati dalla Nina. Fonte NOAA.

 

In accordo con Australia's Bureau of Meteorology, le condizioni fresche, in associazione all’incremento della nuvolosità e della piovosità al di sopra del normale, hanno continuato su tutta l’ Australia come dimostrano le più fredde temperature giornaliere mai registrate in marzo. Il territorio settentrionale e lo stato dell’ Australia del sud che hanno registrato le loro più fredde temperature  massime in 62 anni di registrazioni mentre il Queensland ha registrato il valore termico più basso dal 1971. Interessante in fine come, all’interno dello stato dell’ Australia occidentale, la parte orientale abbia registrato il marzo più freddo mentre quella sudoccidentale il marzo più caldo dall’inizio delle registrazioni.

 

Le temperature medie combinate superficie terrestre oceani per il nord emisfero sono state di 0,58°C al di sopra del valore delle medie del 20simo secolo- l’11simo marzo più caldo della storia. Le temperature degli oceani del nord emisfero  durante il marzo 2011 hanno appaiato il 2008 come il 17simo marzo più caldo della storia, con una anomalia di 0.28°C al di sopra della media del 20simo secolo. La temperatura media della superficie terrestre per il nord emisfero nel marzo 2011  è stata la 13sima più calda della storia, con 1,07°C al di sopra della media del 20simo secolo.

 

La media termica per il sud emisfero compresa di anomalie terrestri ed oceaniche è stata di 0.40°C al di sopra della media del ventesimo secolo – il 15simo marzo più caldo della storia. La media termica oceanica dell’emisfero meridionale durante marzo 2011 ha appaiato il 2006 come decimo valore più caldo della storia, con una anomalia di 0.44°C al di sopra della media del ventesimo secolo. La temperatura delle terre emerse del sud emisfero nel marzo 2011 è stata di 0.22°C al di sopra della media del 20simo secolo – il 34simo più caldo della storia.

In questo grafico possiamo apprezzare gli effetti termici della Nina durante questi ultimi 12 mesi. Dopo il picco negativo di dicembre sembra ora che la situazione subisca una controtendenza con ritorno a valori termici simili a quelli registrati prima dell'inizio del nino 2009, faccio presente come attualmente siamo oltre i due decimi di grado sotto i livelli registrati in condizioni di nino. Analisi Meteoscienze su dati NOAA.

 

 

Molte sono dunque le considerazioni che si possono trarre dall’ultimo bollettino del NOAA. Innanzitutto pur sottolineando come gli effetti della Nina continueranno per tutta la primavera boreale, appare evidente una certa ripresa delle anomalie calde globali dopo i picchi negativi di dicembre e gennaio, infatti per il secondo mese consecutivo le anomalie termiche positive globali aumentano e si riportano sui valori pre Nino 2009. Probabilmente iniziamo dunque a risentire di una certa stasi dell’azione raffreddatrice della Nina. E’ pur vero che fra gli innumerevoli dati snocciolati in questa analisi del centro climatologico mondiale valgono la pena di essere citati due che a loro modo si neutralizzano a vicenda: il primo relativo alla importantissima anomalia calda registrata sulle terre emerse dell’ emisfero nord dove i +1.07°C rispetto alla media secolare confermano una tendenza ormai radicalizzata agli eccessi termici soprattutto sulle pianure delle alte latitudini che esprimono praticamente in tutta la loro lunghezza assai preoccupanti anomalie positive, figlie probabilmente di una persistente azione stabilizzatrice alto pressoria dominante nello scorso mese grazie probabilmente all’azione combinata di Nina e QBO positiva. Il secondo invece riguarda le anomalie terrestri dell’emisfero meridionale che fanno segnare anomalie calde molto contenute (il 34simo marzo più caldo) con alcuni records storici negativi segnati sull’ Australia, segno inequivocabile di un’azione ancora cospicua della Nina. Il vero grande interrogativo adesso risiede innanzitutto su come sarà la transizione della Nina sui valori neutri, e soprattutto la risposta atmosferica globale a questi input oceanici, ricordiamo, a tal proposito, che il gap temporale fra effetti in oceano e risposte in atmosfera è di circa tre mesi, per cui se come indicano le previsioni la Nina dovesse esaurirsi entro giugno avremo ancora effetti in atmosfera per tutta l’estate boreale. Aspettiamoci dunque ancora sorprese soprattutto  in nord emisfero dove gli effetti della Nina sembrano al momento alquanto scarsi.



Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 18:21  
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