Restiamo ancora sulla notizia data ieri, perché riteniamo particolarmente importante aggiornarvi sulle continue novità riguardo al presunto superamento del record di anomalia termica del 2005, ventilato da alcune testate giornalistiche appena l’altro ieri. Solo ieri avevamo fatto notare come le comunicazioni ufficiali della NASA avessero appaiato l’attuale anno a quello del 2005 con una media termica globale superiore alla media storica(1901-2000) di +0,62°C. Oggi mostriamo i dati mensili pubblicati sempre dalla NASA riguardanti il mese di dicembre. Come avevamo ampiamente previsto, il mese di passato ha fatto rilevare un vero e proprio crollo delle temperature medie globali. Non avevamo dubbi che ciò sarebbe accaduto, le anomalie termiche positive che avevano contraddistinto soprattutto la Siberia nel mese di Novembre, sono state nello scorso mese sostituite da altrettanto forti anomalie negative, trainando insieme al persistente raffreddamento degli oceani il ridimensionamento globale delle temperature. Andiamo con ordine. Partiamo dall’emisfero nord.

Andamento delle anomalie termiche globali dal 1880. Evidente il platau degli anni 2000. Fonte NOAA.
Le terre emerse dell’emisfero boreale che avevano di fatto trainato il poderoso aumento delle anomalie termiche positive nel mese di novembre con i loro +1.9684°C (massimo valore mai registrato nel corso di novembre) fanno registrare in dicembre un valore di +0.4091°C, secondo valore più basso mai registrato negli ultimi dieci anni a dicembre dopo quello del 2009 di +0.2460°C. Saremo più precisi sui dati per tutte le zone del mondo quando riceveremo il dato ufficiale del NOAA il prossimo 18 gennaio. Diciamo solo che il valore assoluto(terre e oceani) per il nord emisfero fa segnare un +0,3915°C il più basso valore globale mai registrato dal 2002. Alla fine dunque, come avevamo previsto il dato globale per dicembre (terre e oceani) fa segnare una anomalia di +0.3680°C confermando in pieno le nostre previsioni che vedevano entro marzo temperature globali inferiori ai +0,3°C. Aspettiamo il 18 gennaio per dare tutti i dati definitivi e le nostre proiezioni per il futuro, ma concludiamo l’articolo con la notizia forse più attesa dagli statistici e che di fatto smentisce clamorosamente le notizie date nei giorni scorsi. Il dato definitivo delle anomalie termiche globali per l’anno 2010 è di +0.6169°C inferiore di oltre un millesimo di grado al record del 2005 (0.6183°C) che resiste sul filo di lana all’attacco dell’anno appena passato, in testa fino a novembre nelle anomalie termiche globali. Avevamo detto già nello scorso articolo come un centesimo in più o in meno non avrebbe cambiato le carte in tavola…e certamente non avrebbe tolto nulla alla realtà di un 2010 per molti mesi anno più caldo di sempre, detentore probabilmente imbattuto per molti anni a venire di svariati record mensili di cui faremo una carrellata il prossimo 18 gennaio quando commenteremo i dati finali ufficiali NOAA. Mi preme però stigmatizzare in questo articolo la corsa al titolo sensazionale, all’articolo preoccupato e preoccupante, al solito mantra sulla imminente catastrofe climatica che molti ambienti scientifici, politici, e culturali hanno scelto di proporre al grande pubblico da almeno dieci anni. Non penso che questo sia l’atteggiamento più serio per trattare temi così complessi e delicati. E se per avventura fra dieci anni ci trovassimo ad affrontare temperature più basse di quelle attuali di 0,6°C (ritornando semplicemente alla media delle temperature globali degli anni ’70) grideremmo alla PEG? Cosa direbbero gli scienziati dell’ IPCC, come potremmo spiegare alla opinione pubblica che la crema della scienza mondiale si è semplicemente sbagliata seguendo il fantasma di Arrhenius…?








