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Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino METEO SICILIA MESSINESE BERSAGLIATO DA "CLASTERS TEMPORALESCHI" AUTORIGENERANTI: SFONDATO IL MURO DEI 100 mm
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MESSINESE BERSAGLIATO DA "CLASTERS TEMPORALESCHI" AUTORIGENERANTI: SFONDATO IL MURO DEI 100 mm

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Dopo gli allagamenti e i nubifragi che hanno flagellato la Catalogna, il nord dell’Algeria e la Sardegna nei giorni scorsi, ora il maltempo si accanisce su alcuni zone del sud Italia, in particolar modo sul messinese ionico e lungo l’area dello stretto di Messina, investita in modo persistente da continui "nuclei temporaleschi autorigeneranti" che dal Canale di Sicilia e dal basso Ionio risalgono le coste orientali sicule.

Anche in questo caso la profonda ciclogenesi mediterranea, dalle caratteristiche simil tropicali, che nei giorni scorsi si è formata sui mari attorno le Baleari fa da regia a questa marcata fase perturbata che continua a penalizzare le condizioni meteorologiche su quasi tutto il Mediterraneo centro-occidentale.

La spettacolare area depressionaria, posizionata ieri con il suo profondo minimo barico di 994 hpa tra l’isola di Ibiza e Maiorca, anche se per poche ore, è stata classificata una "Mediterranean Tropical Depression", ossia un piccolo "TLC" (tropical like ciclone) di debole intensità, con venti che per alcune ore hanno soffiato ad oltre 63 km, limite minimo consentito per la classificazione a "TLC".

 

 

Spettacolare questa immagine che mostra una tromba marina nei pressi di Taormina.


Le burrasche da NE attivate dal nucleo depressionario hanno interessato le coste del sud della Francia, la Catalogna, le Baleari e tutta la Spagna orientale, da Valencia fino all’Andalucia, con raffiche di vento sui 60-70 km/h che hanno reso questo tratto di Mediterraneo agitato, con onde di "mare vivo" alte fino a 3 metri che hanno generato delle mareggiate sui litorali esposti di Baleari e Spagna orientale.

Durante la nottata l’area depressionaria, dopo aver acquistato per poche ore le caratteristiche di un modesto "TLC", in grado comunque di generare imponenti sistemi temporaleschi organizzati, del tipo "MSC" o più semplici strutture a "multicella", è andata a indebolirsi spostandosi lentamente verso S-SE, avvicinandosi con il proprio minimo barico al suolo di 998 hpa a ridosso delle coste algerine, sul basso Mediterraneo centro-occidentale.

Oggi il minimo depressionario, ulteriormente indebolito dopo aver consumato gran parte del calore latente fornito dal "mare Nostrum", si è addossato poco a nord delle coste di Algeri, venendo bloccato nel suo moto verso sud/est dai ripidi pendii dei monti dell’Atlante algerino che stanno in qualche modo anticipando i tempi del suo invecchiamento.

 

In questa immagine la tromba marina vista da un'altra angolazione.

 

Ma questo particolare posizionamento, nel tratto di mare di fronte ad Algeri, sta richiamando in quota (a 500 hpa), in seno alla spirale ciclonica alle varie quote, un potente getto di aria umida e instabile sud-occidentale che dall’entroterra algerino si muove verso la Sicilia e la Calabria, pilotando su queste ultime regioni intensi ammassi nuvolosi dentro il quale si celano le infide "cellule temporalesche autorigeneranti", quelle che provocano i temporali e i nubifragi che vulnerano la geomorfologia del nostro territorio.

L’aria molto umida e instabile che risale da sud-ovest tende a contrastare nei bassi strati con masse d’aria più calde, molto umide e pesanti che dallo Ionio si versano lungo i versanti orientali dell’Etna e dei monti Peloritani tramite una debole-moderata ventilazione da SE resistente al suolo.

L’immensa quantità di umidità che i venti di Scirocco e Levante addensano sulla costa ionica, sotto i versanti orientali peloritani, viene in qualche modo scalzata da questo potente getto da sud-ovest in quota, determinando cosi insidiose turbolenze, esaltate dall’aspra orografia del loco.

Quando si verificano queste situazioni vanno a scontrarsi masse d’aria notevolmente diverse fra loro, per temperatura e stato elettrico, da tale scontro si vengono a creare fortissimi moti ascensionali (moti convettivi) a ridosso della dorsale orientale dei Peloritani che favoriscono la formazione e la crescita delle temibili “Celle temporalesche autorigeneranti” (Outflow), con imponenti nubi a sviluppo verticali capaci di apportare piogge torrenziali, accompagnate da lampi, tuoni e forti raffiche di vento.

Questi sistemi temporaleschi autorigeneranti (Outflow) tendono a rimanere semi-stazionari per diverse ore lungo l’area costiera, tra la costa ionica messinese e la fascia meridionale dello stretto, specie quando sullo Ionio è presente un flusso sciroccale molto forte, scaricando veri e propri diluvi, rotti solo dalle innumerevoli fulminazioni, spesso sotto forma di autentiche tempeste elettriche, e dai tuoni fragorosi che l’accompagnano.

Questo particolare fenomeno precipitativo, tipico della fascia ionica messinese, prende il nome di "onda temporalesca peloritana".

Anche oggi i forti temporali che hanno martellato la zona dei capi, fra Ali Terme e Scaletta Zanclea, sono da imputare a questo particolare tipo di evento atmosferico appena descritto.

Oggi le moviole dei satelliti facevano notare la presenza di una vasta linea nuvolosa, stirata in quota dai forti venti da SO, che dalle coste libiche occidentali si estendeva fino a Malta e alle coste della Sicilia orientale e della Calabria, dentro la banda nuvolosa in risalita dal nord-africa si sono venuti formando forti moti convettivi, in prossimità della dorsale Peloritana, causa i grandi contrasti termici (gradiente termico verticale) preesistenti alle varie quota, che hanno agevolato la costruzione di grossi "Cluster autorigeneranti a V" carichi di rovesci e scariche elettriche.

Tra la mattinata odierna e il primo pomeriggio (intorno le 15:00 locali) almeno tre "Cluster autorigeneranti" si sono sviluppati tra Peloritani e costa ionica messinese, apportando i nubifragi e i forti temporali che in poche hanno scaricato fino a 90 - 100 mm di acqua tra i sobborghi collinari di Ali, Scaletta Zanclea e Giampilieri, le stesse aree già pesantemente vulnerate dagli eventi alluvionali lampo del 25 Ottobre 2007 e da quel tragico e maledetto 1 Ottobre 2009 che come ricorderete costo la vita a 37 persone.

Fino ad ora i nubifragi hanno scaricato oltre 140 mm a Nizza di Sicilia, 113 mm a Scaletta Zanclea, 91 mm a Itala Superiore, la stessa Giampilieri dovrebbe aver superato ormai la quota dei 90 mm anche se attualmente la stazione automatica segna solo 0 mm per un guasto tecnico.

Ma in molte altre zone, nell’interno, sarebbe già stato sfondato il muro dei 120 mm in meno di 24 ore, come la stazione amatoriale di Santa Margherita, un dato notevole per queste zone recentemente coinvolte dalla terribile alluvione lampo del 1 Ottobre 2009.

In alcune frazioni a monte di Briga e Altolia in 48 ore sono caduti oltre 200 mm, un dato niente male, ma che non ha nulla a che vedere con i 200 mm che nei giorni scorsi, nel giro di poche ore, hanno alluvionato molte aree della Sardegna orientale, in particolare il nuorese, che ha subito una vera e propria alluvione-lampo con straripamenti di fiumi e inondazioni.

Diciamo subito che la situazione per ora rimane sotto controllo, malgrado le enormi quantità di acqua caduta che hanno di conseguenza ingrossato i torrenti che scorrono a gran velocità, in piena, verso il mar Ionio.

Momenti di apprensione si sono vissuti a Giampilieri e a Briga superiore dove alcune frane e colate di fango e materiale detritico hanno temporaneamente invaso parte della sede stradale e delle piccole vie delle frazioni collinari, senza causare danni a cose o persone.

In molti casi le piccole colate di fango e materiale detritico sono state causate dagli impluvi che ancora non sono in grado di ricevere e smaltire senza problemi le grandi quantità di acqua che cadono in poco tempo (in poche ore).

Rimanendo tappati dalla terra e dal fango nella parte bassa del rilievo collinare durante forti fasi precipitative, come quella di oggi, tendono a convogliare gran parte del materiale alluvionale accumulato verso valle, innescando questi piccoli fiumi di fango.

Per risolvere questo spinoso problema servono imponenti opere di canalizzazione delle acque piovane sull’esempio di come si sta già facendo in alcuni cantieri a monte dell’abitato di Giampilieri, ma per questi interventi servono anche ingenti finanziamenti (quelli che ci sono non bastano) e tanti tanti mesi di lavoro lungo i ripidi pendii severamente compromessi dalle inondazioni del 25 Ottobre 2007 e dal 1 Ottobre 2009.

Ritornando alla situazione meteo la forte instabilità resisterà fino alla nottata con la presenza di un forte getto sud-occidentale in quota che potrà favorire nuove passate temporalesche su Sicilia nord-orientale, Calabria centro-meridionale, in trasferimento verso la Puglia, Basilicata e Campania.


Fenomeni intensi hanno investito anche parte del reggino scaricando apporti pluviometrici molto abbondanti, anche prossimi i 100 mm sul versante sud aspromontano, con conseguenti frane e allagamenti in molti comuni e nella stessa Reggio Calabria.

Su quest'ultima la stazione dei Villini Svizzeri, noto quartiere collinare di Reggio, ha accumulato ben 145 mm in meno di 24 ore, subito seguiti dai 131 mm di Catona e dai 72 mm di Gambarie d'Aspromonte.

Domani l’area depressionaria si avvicinerà alla Sardegna e al basso Tirreno, proprio in queste zone, fra Calabria tirrenica, sud della Campania (salernitano), nord della Sicilia (palermitano e messinese tirrenico) e sul Salento, si concentreranno le ultime piogge e gli ultimi rovesci temporaleschi che segneranno il definitivo colmamento della circolazione depressionaria mediterranea entro la serata sul mar Ionio.

Sulle altre regioni del centro e del meridione invece si farà strada un certo miglioramento con l’apertura di ampie schiarite e la cessazione degli ultimi fenomeni, a parte qualche rovescio che si attarderà sul versante orientale della catena appenninica, fra rilievi di Abruzzo, Molise e Basilicata.

Il miglioramento da domani si farà incisivo anche lungo i settori ionici di Calabria e Sicilia orientale grazie alla rotazione delle correnti dai quadranti occidentali in quota e dai settori settentrionali nei bassi strati, situazione sfavorevole per nuove piogge.

Sabato 16 Ottobre gli ultimi residui rovesci isolati bagneranno solo le coste della Calabria tirrenica e del messinese con moderate e più fresche correnti nord-occidentali che inseguiranno i resti della circolazione depressionaria mediterranea, in colmamento tra il sud della Grecia e il mar Egeo, ove apporterà altri rovesci e temporali in spostamento verso le coste occidentali turche.

Sugli altri settori e lungo la nostra fascia ionica, funestata dal maltempo di queste ore, ritornerà finalmente a splendere un tiepido sole che segnerà la fine definitiva di questa intensa fase perturbata.


Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Ottobre 2010 12:04  
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