Dopo la pausa estiva ricominciamo il consueto approfondimento meteo settimanale sui possibili sviluppi del tempo a medio-lungo termine. Come al solito partiamo con l’analisi stratosferica. Diciamo subito che il passaggio fra stagione estiva e autunnale, a livello stratosferico, con la formazione a 1 Hpa del VP in sostituzione delle HP polari avverrà, secondo le ultime proiezioni intorno all’inizio della terza decade di settembre. Dunque ci troviamo di fronte ancora a un VP basso stratosferico senza corrispondenza ai piani isobarici superiori. Dunque evidentemente la storia climatica che raccontiamo oggi risente inevitabilmente ancora della eredità estiva, e infatti ancora per i prossimi dieci giorni il VP basso stratosferico appare molto disturbato con una trilobazione prevista per le prossime 144 ore e uno split a fine periodo.

Analisi stratosferica relativa al 16 settembre (giovedì) responsabile della leggera influenza artica dell'inizio della prossima settimana in Europa. Fonte NOAA.
Ma andiamo con ordine. Come già sottolineato nei precedenti articoli di approfondimento, il paventato attacco artico nel cuore del mediterraneo, probabilmente resterà solo abbozzato. Infatti pur in una condizione di trilobazione confermata del VP con uno dei lobi in direzione proprio del Mediterraneo, come già analizzato precedentemente le azioni principali del VP saranno concentrate soprattutto sulla Siberia orientale e sul Canada, determinando un’azione fredda solo al di sopra del 55° parallelo. Di conseguenza la prossima settimana sul Mediterraneo centrale e sull’ Italia, passerà all’insegna dell’instabilità per la presenza di questa azione fredda sul nord Europa, in un contesto termico comunque mite, naturalmente i fenomeni temporaleschi colpiranno ancora una volta principalmente le regioni adriatiche e il sud.

In questa analisi Meteoscienze si notano le due insidie che potrebbero interessare l'Italia nei prossimi quindici giorni. Dapprima una influenza basso mediterranea, poi la riapertura del canale atlantico.
Poi da venerdi la situazione cambierà radicalmente, infatti gradualmente l’azione artica lascerà il posto ad una doppia azione prima africana e poi atlantica, ma andiamo con ordine. L’azione artica protagonista dell’inizio di settimana, stante i cambiamenti in sede stratosferica, verrà riassorbita e conseguentemente allo split stratosferico inizieranno a farsi sempre più insistenti le infiltrazioni atlantiche. Dapprima probabilmente con un flusso basso mediterraneo alla fine della prossima settimana (da monitorare per le possibili implicazioni idrogeologiche) e successivamente con correnti atlantiche più organizzate nella seconda decade. Insomma nel pieno solco della normalità climatologica, l’autunno apre la porta atlantica.

In questa analisi stratosferica valida per il 20 settembre è palese e confermata la tendenza già evidenziata più volte nelle ultime emissioni stratosferiche di un probabile split del VP con asse Siberia orientale-Canada, con conseguente probabile attivazione di intense correnti atlantiche sull'Europa. Fonte NOAA.

Puntualmente le emissioni serali di GFS iniziano ad intravvedere a fine run il cambiamento analizzato in stratosfera. Anche se ancora lontana (la carta mostrata qui è relativa al 26 settembre), questa previsione segue un filo logico e potrebbe delineare molto più che una possibilità. Fonte www.wetterzentrale.de








