Diamo conto, come al solito, del resoconto decadale del NOAA relativo all’andamento della porzione africana dell’ ITCZ.

Fig.1 Fronte in deciso avanzamento sia rispetto alla decade precedente che rispetto alla media. Fonte www.noaa.gov
Dal primo al dieci agosto 2010. L’ ITF ha registrato un significativo avanzamento continuo in molte aree del Sahel, producendo copiosi quantitativi di piogge in molte aree del Senegal, Mali, Mauritania, Niger, e Ciad. La porzione occidentale dell’ITF è stata approssimata a 19.9° di latitudine nord, con un buon avanzamento ben oltre la sua posizione media climatologica per l’inizio di agosto, con un avanzamento significativo rispetto alla precedente posizione di fine luglio. La porzione orientale dell’ ITF è stata approssimata a 19.1° di latitudine nord, e continua a rimanere ancora al di sopra della posizione media climatologica per questo periodo dell’anno. L’anomalo avanzamento per entrambi le porzioni dell’ ITF è stata associata ad una forte insorgenza di venti meridionali e di umidità osservata nel Sahel durante l’inizio di agosto. La mappa qui sopra (Figura 1) mostra l’attuale posizione dell’ ITF in relazione alla posizione normale per il periodo e alla precedente posizione durante la terza decade di luglio. Le figure 2 e 3 sono le serie storiche illustranti i valori medi latitudinali delle porzioni rispettivamente occidentali ed orientali dell’ ITF, e dei loro relativi spostamenti da aprile 2010.

Fig.2 Parte occidentale del fronte leggermente sopra la media climatologica. Fonte NOAA.

Fig.3 Evidente in tutta la sua forza l'anomalia che sta colpedo la parte orientale del fronte che dalla seconda decade di luglio sta battendo tutti i record storici. Fonte NOAA.
Il resoconto decadale dell’andamento dell’ ITF è arrivato con qualche giorno di ritardo per cui con ogni probabilità daremo in maniera molto ravvicinata il prossimo aggiornamento. Andando a commentare l’andamento dell’ ITCZ nella decade appena trascorsa possiamo affermare che la tendenza riscontrata nel mese di luglio ad un forte avanzamento del fronte intertropicale viene confermata anche nella prima decade del nuovo mese. La posizione media del fronte per questa prima decade risulta essere 19.5° di latitudine nord. L’avanzamento registrato in questa prima decade risulta già evidente se lo si paragona alla media di 18.5° di latitudine nord, ma risulta notevole se lo si confronta al valore dello scorso anno (17,3° di latitudine nord), questa anomala posizione è sostanzialmente figlia dei valori record che si stanno registrando ad oriente, dove il valore attuale (19.1°N) risulta essere di gran lunga il più a nord mai registrato nella prima decade del mese di agosto nella parte orientale del fronte. Per comprendere le dimensioni di questa anomalia basta confrontare il valore attuale con quelli registrati nel 2003 e nel 2005 che rispettivamente con le posizioni di 18.5°N e 18.6°N risultavano fino ad oggi gli anni in cui il fronte nella sua parte orientale aveva raggiunto la posizione più a nord nella serie storica a nostra disposizione. Se poi allarghiamo il campo di studio all’intero mese di luglio registriamo una media di 17.2°N inferiore solo a quella del 2005, con una impennata nelle ultime due decadi dove questo parametro ha battuto tutti i record precedenti. Appare dunque evidente la relazione fra l’estate più calda di sempre nella Russia europea e il valore dell’ ITCZ che nella sua parte orientale è avanzato come non mai nelle ultime tre decadi. Concludiamo dunque questo breve commento con il dato finale della posizione del fronte per il mese di luglio, che con i suoi 18° di latitudine N è risultato essere il quarto più a nord dopo 2004, 2005 e 2003, che resiste ancora all’apice della classifica dei maggiori avanzamenti verso nord del fronte. Dunque l’estate resisterà ancora in prossimità del 40°parallelo (Europa meridionale) fin quando non si normalizzerà l’anomalia del fronte intertropicale, appare però evidente come il già citato precoce e forte sviluppo del VP artico non possa che complicare la situazione barica europea ponendo le basi per forti contrasti, intense ondate di calore e forti rotture temporalesche capaci di portare, come già è avvenuto nel centro nord Europa, fenomeni violenti. Dunque avvisiamo fin da oggi come il passaggio stagionale fra estate e autunno in Europa possa quest’anno avere le caratteristiche della violenza come spesso avviene in anni post nino.








