Riprendiamo il nostro consueto racconto del clima con l’ormai consueto sunto dei dati NOAA relativi alle anomalie termiche globali. Diciamo subito che per la prima volta da marzo il mese appena passato non batte il record assoluto mensile. Come vedremo il mese appena trascorso pur posizionandosi al secondo posto di sempre fra i luglio più caldi di tutti i tempi, facendo segnare ancora alcuni record parziali e conducendo il 2010 sempre più vicino al record di anno più caldo della storia climatica moderna, denota una lieve flessione nelle anomalie termiche globali e segni di un futuro possibile cospicuo raffreddamento guidati da una nina sempre più pesante(che come vedremo mostra i suoi primi effetti nel sud emisfero). Ma vediamo nel dettaglio i dati con il relativo commento storico-statistico.

Grafico delle anomalie termiche globali relative agli ultimi 15 mesi, evidentissimo il riscaldamento globale registrato da dicembre dello scorso anno imputabile all'evento di nino 2009-10,con picco nello scorso marzo con anomaliatermica positiva di quasi +0,8°C, così come appare evidente una certa qual tendenza ad un possibile prossimo cospicuo ridimensionamento delle anomalie positive.
A livello globale il mese appena trascorso fa segnare un’anomalia di + 0,6648°C in discesa rispetto al mese precedente (+0,6763°C) e in assoluto seconda come anomalia più calda di sempre solo al luglio del 1998 (+0,6981°C). Questo dato è frutto di componenti alquanto discordanti fra di loro che adesso andiamo a vedere ne dettaglio. A livello delle terre emerse il dato di luglio fa segnare un’anomalia di + 1,0344°C in netta discesa rispetto al mese precedente e valore in assoluto più basso dallo scorso febbraio. Di contro il mese di luglio a livello degli oceani ha fatto segnare un’anomalia di +0,5349°C in salita rispetto al mese precedente, questo valore in forte controtendenza rispetto al previsto raffreddamento indotto dalla insorgente nina è stato fortemente condizionato dal rialzo dalle anomalie del nord emisfero che vediamo nel dettaglio: infatti se a livello delle terre emerse il dato registrato a luglio ha fatto segnare un cospicuo raffreddamento (+1,1807°C rispetto al +1,2247°C del mese precedente) pur rappresentando ancora una volta il record assoluto di luglio più caldo della storia moderna, le anomalie fatte registrare dagli oceani del nord emisfero hanno subito una fortissima impennata (+0,6091°C rispetto al + 0,5425°C del mese precedente, valore più alto dall’agosto scorso, al terzo posto nella classifica dei luglio più caldi di sempre nei mari del nord emisfero dopo il 2009, +0,6378°C, e il 2005, 0,6442°C). Nel complesso, i dati appena forniti portano il nord emisfero a far registrare una anomalia totale di 0,8226°C in salita rispetto al mese precedente (+0,7995°C) più alto valore dall’aprile scorso e record assoluto di luglio più caldo della storia nel nord emisfero. Concludiamo questo articolo ancora una volta pieno di record assoluti con i primi valori in controtendenza, e con un breve commento all’attuale andamento dell’anno 2010 relativamente al riscaldamento globale. I valori in controtendenza, come detto, ci sono e sono significativi, essi provengono tutti dal sud emisfero dove la nina pare dare i primi decisivi effetti sul clima globale. Infatti insieme alle anomalie termiche positive delle terre emerse che fanno registrare un nuovo ridimensionamento rispetto al valore del mese precedente (+0,6372°C rispetto al +0,6407°C di giugno) significativo è il ridimensionamento delle anomalie degli oceani meridionali dove la nina in corso scarica i suoi pesanti effetti con un calo, nelle anomalie positive, di quasi 4 centesimi di grado in un solo mese (0,0395°C per l’esattezza) passando dal valore di +0,5282 di giugno a quello di +0,4887°C di luglio (anomalia positiva mai così contenuta dall’aprile del 2009) con un valore di anomalia positiva totale per il sud emisfero di +0,5069°C in forte discesa (-0,0324°C) rispetto al mese precedente (+0,5393°C) più bassa anomalia positiva dal marzo del 2009. Il mese di luglio porta la media del 2010 a raggiungere il valore di +0,6790°C nettamente superiore al dato medio (riferito ai primi sette mesi) dell’anno 2005 detentore del record assoluto di anno più caldo di sempre, però i dati forniti parlano chiaro, il raffreddamento, globale, seppure modesto in assoluto, è iniziato, direi anche prepotente, nel sud emisfero e presto interesserà anche la parte boreale del globo. Ci aspettiamo dunque un prossimo semestre contraddistinto da una forte flessione delle anomalie termiche globali, con il record del 2005 che potrebbe reggere, anche con una certa facilità, all’attacco del 2010.








