Pubblichiamo la traduzione italiana del consueto bollettino quindicinale dell’ Agenzia Meteorologica Australiana con relativo commento climatologico.
Le temperature dell’ Oceano Pacifico Tropicale hanno continuato a raffreddarsi nel corso delle due ultime settimane, e sono ora sui livelli tipici di Nina. Allo stesso modo, gli altri indicatori dell’ ENSO hanno superato la soglia di La Nina. Secondo le previsioni dei modelli il Pacifico centrale continuerà a raffreddarsi nei prossimi mesi, è ora altamente probabile che il Pacifico si trovi nei primi stadi di un evento di La Nina, e che il 2010 sarà considerato un anno di La Nina. I segni di un evento di Nina emergente sono stati evidenti nel pacifico equatoriale da parecchi mesi. Le temperature dell’ Oceano Pacifico si sono raffreddate costantemente durante tutto l’anno e sono ora più di 1°C più fredde rispetto alla media in alcune zone dell’ equatore. Il SOI è aumentato di valore e attualmente è di 14, gli Alisei continuano ad essere più forti della media e la nuvolosità rimane assente sul Pacifico centrale. Tutti questi indicatori sono a livelli tipici delle prime fasi di La Nina. I periodi di La Nina sono usualmente, ma non sempre, associati con piovosità al di sopra del normale durante la seconda parte dell’anno lungo vaste parti dell’ Australia, in particolare sulle regioni orientali e settentrionali. Le temperature notturne sono in genere più calde della media e il rischio di Cicloni tropicali nel nord dell’ Australia aumenta durante la stagione degli uragani (novembre-aprile).

La zona centrale e orientale dell’Oceano Pacifico tropicale ha continuato a raffreddarsi nel mese di giugno. La mappa delle anomalie termiche della superficie marina (SST) per giugno mostra una vasta area di acque più fredde del normale che si estende lungo l’equatore a est del 160° parallelo ovest, con alcune zone del mare più di un gradi più fredde del normale per questo periodo dell’anno. Anomalie positive superiori a +1°C rimangono nella regione continentale marittima.


La sequenza quadrimestrale delle anomalie termiche sottosuperficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale, con termine il 30 giugno, mostra un costante raffreddamento, per ogni mese. Un grande volume di acque più fredde del normale ora si estende in tutta la maggior parte delle acque sottosuperficiali dell’Oceano Pacifico tropicale. In alcune regioni l’anomalia negativa è inferiore ai -3°C.

I modelli dicono nina strong e buona parte se non tutto il 2011 caratterizzato da condizioni di La Nina. Fonte Agenzia Meteorologica Australiana.
Meteoscienze vi aveva anticipato nello scorso editoriale l’ormai palese insorgenza della Nina 2010. Bene nel consueto bollettino dell’ Agenzia Meteorologica australiana, viene ufficializzato l’inizio della Nina 2010, per cui attendiamoci come noto, pesanti effetti climatici nel corso dei prossimi mesi. Ricordiamo solamente che nell’ultimo episodio di Nina l’abbassamento delle temperature medie globali rispetto al precedente periodo caratterizzato da Nino fu dell’ordine di 0,1257°C, un abbassamento considerevole per una nina, quella fra il maggio 2007 e il marzo 2009, che non ebbe picchi negativi dell’indice MEI eccezionali (media complessiva -0,668) a tal proposito va detto invece che la nina 2010 sembra poter non solo essere alquanto duratura (la media delle previsioni dei modelli vede probabile un intero 2011 caratterizzato da valori di ENSO negativi) ma soprattutto far segnare valori di MEI molto bassi facendo delineando un episodio senza dubbio strong, basti pensare che le anomalie negative delle acque sottosuperficiali del Pacifico centrale sono ancora in fase di approfondimento, con la possibilità che questo processo possa perdurare per tutto il prossimo inverno amplificando così la forza della nina 2010 . Va comunque detto che il Nino 2009-10 verrà ricordato per gli enormi effetti in troposfera, con decine di record storici di caldo battuti in questi mesi estivi, di cui vi parleremo in un prossimo articolo a cura del nostro amico climatologo Maximiliano Herrera, e i quali effetti potrebbero sublimarsi in un devastante prossimo “Canto del Cigno” durante le prossime 72 ore con la risalita della +20°C a 850 Hpa fin sulle Repubbliche Baltiche, a definire una delle più pesanti ondate di caldo della storia su tutta la Russia europea, a rischio di record storici di caldo. Siamo però alla fine probabilmente di questo forte ruggito del Global Warming, la nina insorgente dovrebbe normalizzare la situazione termica globale e a tal proposito rimarchiamo in questa sede la possibilità di un mese di agosto fortemente penalizzato da parte dei primi effetti della Nina, con possibili eventi meteo violenti un po’ in tutto il pianeta a causa dei grandi contrasti fra le anomalie calde al tramonto e le possibili nuove anomalie fredde insorgenti…avremo tempo per riparlarne…intanto salutiamo l’annuncio ufficiale della Nina 2010 sperando in un ridimensionamento del rovente 2010.








