Diamo nota come al solito dei dati delle anomalie termiche globali pubblicati dal NOAA con relativo commento climatico. Il mese di giugno come i tre mesi precedenti batte tutti i record storici confermando la tendenza al riscaldamento globale derivante dall’episodio di nino 2009-10. Vediamo nel dettaglio i dati e diamone un stringente commento climatico. Il dato complessivo delle terre emerse e degli oceani fa segnare un’anomalia di +0.6763°C praticamente ferma rispetto al valore di maggio (+0.6759°C) superiore al valore del giugno scorso (+0.6010°C il secondo giugno più caldo della storia) e superiore di gran lunga a tutti gli altri giugno registrati dal 1880 ad oggi.

La montante Nina, evidente nel suo sviluppo a largo delle coste del Perù, non riesce ancora a far crollare i valori delle anomalie termiche oceaniche che ,come si vede da questa carta riferita alle ultime 4 settimane, risulta ancora largamente sopra la media climatica. Fonte NOAA.
Dunque siamo di fronte all’ennesimo record battuto nel corso di questa prima parte del 2010, che nel suo complesso ,nei primi sei mesi, fa registrare un’anomalia complessiva di +0.6819°C superiore sia al valore dei primi sei mesi del 2007 (primi sei mesi più caldi della storia) sia ai primi sei mesi del 2005 (anno che nel suo complesso risulta il più caldo della storia recente con una anomalia finale di +0.6154°C). Riteniamo comunque che il 2010 non batterà alla fine il valore del 2005, in un prossimo articolo pubblicheremo un nostro studio su una possibile proiezione dell’anomalia finale dell’anno in corso. Possiamo comunque dire già da oggi che stando ai comportamenti delle anomalie termiche in relazione alla nina, ci attendiamo già da luglio un drastico ridimensionamento delle anomalie termiche, a supporto di questa previsione citiamo gli ultimi tre episodi di nino (1998-2003-2007). nel 1998 registrammo un passaggio a nina nel mese di agosto con relativo forte ridimensionamento globale termico nel mese di settembre, nel 2003 non ci furono passaggi a nina, con relativo leggero aumento delle anomalie positive nel corso della seconda metà dell’anno, e il 2007 dove il passaggio a nina arrivò a giugno ma le anomalie termiche si ridimensionarono già da maggio. Dunque visto che l’indice MEI, come già diffusamente detto in altri articoli, proprio in giugno è virato in territorio negativo ci aspettiamo già da luglio un ridimensionamento delle anomalie con un graduale ritorno alla normalità. Certamente rimangono i dati di un giugno rovente soprattutto nel nord emisfero con un valore di anomalia per le terre emerse di +1.2221 in salita rispetto al valore del mese precedente e rappresentante l’anomalia positiva più alta in giugno mai registrata, con anomalie termiche positive per gli oceani ancora forti (+0.5362°C) seppure in discesa rispetto al mese precedente e collocate al quarto posto di sempre dopo 2009 (+0.6184°C) 2005 (+0.6078°C) 1998 (+0.5605°C), con un valore totale delle anomalie per terre emerse e oceani che fa segnare con i suoi +0.7946°C il valore più alto mai registrato nella storia in giugno. In realtà il valore record di questo mese nasconde già un’inversione di tendenza in atto nel sud emisfero dove il valore delle anomalie delle terre emerse di +0.6562°C fa segnare per il quarto mese di fila una discesa rispetto al mese precedente e dove rispetto al picco di febbraio abbiamo registrato una diminuzione nelle anomalie positive di 0.3844°C, confermata da un seppure molto più lieve ridimensionamento delle anomalie degli oceani (+0.5523°C) con una diminuzione rispetto al picco di marzo di 0.0271°C con un valore totale finale di +0.5615°C collocato al quarto posto della classifica dei mesi di giugno più caldi di sempre dopo 1998 (+0.6263°C) 2005 (+0.5905°C) 2003 (+0.5862°C). Concludiamo questa lunga carrellata di dati con una certezza e una previsione: la certezza è che i primi sei mesi di questo 2010 rappresentano i primi sei mesi più caldi della storia climatica recente e che parimenti il mese di giugno è stato il più caldo della storia a livello globale e nel nord emisfero, la previsione è che agevolmente dovremmo nel corso dei prossimi sei mesi ritornare alla normalità registrando probabilmente un ridimensionamento delle anomalie termiche positive che non permetteranno, a nostro avviso, di battere il valore record del 2005. Vi rimandiamo ad un prossimo articolo per una vera e propria nostra proiezione sul valore finale delle anomalie termiche globali 2010.








