Pubblichiamo come al solito la traduzione italiana del consueto resoconto decadale del NOOA sull’ ITCZ africano con relativo commento.
Nel periodo compreso fra il 21 e il 30 giugno 2010, l’ ITF è progredito bene su molte arie nell’occidente e nell’oriente africano. La media delle porzione occidentale dell’ ITF è stata approssimata attorno ai 16.7° di latitudine nord, e rimane vicino alla media climatologica per questo periodo dell’anno. Relativamente all’anomalia, l’ITF arretra leggermente sulla regione del Sahel occidentale, ma è ben più a nord della media climatologica in molte aree lungo il Mali e al confine con il Niger. Ciò è dovuto ai forti venti meridionali ed all’anomalo aumento di umidità osservati in questa zona durante la fine di giugno. La posizione media della parte orientale dell’ ITF è stata approssimata a 15.0° di latitudine N, e rimane su valori sopra alla media climatologica su molti settori del Ciad e del Sudan. La mappa qui sopra (Figura1) indica la posizione attuale dell’ ITF in relazione alla posizione normale climatologica per fine giugno, ed i relazione alla decade precedente. Le Figure 2 e 3 sono serie storiche che illustrano le posizioni latitudinali rispettivamente delle porzioni occidentali e orientali della ITF , e le loro progressioni dall’inizio di aprile.

Figura 1: Arretra addidirttura il fronte nella sua parte occidentale rispetto all'ultima decade e risulta così essere per gran parte della zona occidentale più arretrato rispetto alla media climatica (linea rossa posizione attuale del fronte, linea gialla posizione nella scorsa decade, linea nera posizione normale). Legermente avanzato il fronte invece nell'ultima decade nella parte orientale, dove risulta essere leggermente più a nord della media. Fonte NOAA.

Figura 2: Rientra al di sotto della media la posizione dell'ITF nella parte occidentale nell'ultima decade. Fonte NOAA.

Figura 3: Rimane ampiamente sopra media il valore dell'ITCZ nell'ultima decade di giugno. Fonte NOAA.
Bene dunque vediamo subito il valore definitivo medio della posizione dell’ ITF nell’ultima decade di giugno e confrontiamolo con i valori medi degli scorsi anni. Diciamo subito che il valore per l’ultima decade di giugno è risultato essere di 15.6° di latitudine N, superiore al valore dell’anno scorso(14.5°N), ma inferiore a quello del 2008(15.8°N). Il valore raggiunto nell’ultima decade risulta essere leggermente inferiore alla media climatica,che per questo periodo è di 15.8°N. Il valore di questa ultima decade risulta essere il quinto valore più a sud dal 1989 ad oggi. Se poi andiamo a considerare la media climatica delle posizioni dell’ITCZ nel corso di questo mese di giugno troviamo che grazie soprattutto alle prime due decadi la posizione media si è attesta su 15.4° di latitudine N più settentrionale sia rispetto al 2008 (14.8°N) che al 2009 (13.9°N) e in generale sesto valore più a nord dal 1989 ad oggi. Se poi consideriamo gli anni post nino caratterizzati sempre, come detto, da una forte progressione verso nord del fronte ricaviamo che il valore dell’ultima decade (storicamente una delle decadi in cui la progressione verso nord raggiunge le anomalie maggiori ) risulti essere nettamente arretrato rispetto sia al 2003 (16.9°N) e leggermente superiore a quello del 1998, dove però va ricordato che la parte occidentale del fronte fece registrare una posizione fortemente settentrionale (17.3°N) nettamente superiore a quella fatta registrare quest’anno (16.7°N) responsabile quell’anno di una fine giugno e inizio luglio straordinariamente caldi sul Mediterraneo. Dunque concludendo: l’ITCZ in una decade, l’ultima di giugno, nella quale storicamente si iniziano ad esprimere le maggiori anomalie, sembra non sfondare, e di conseguenza anche l’attuale onda di calore che interessa il nostro paese non dovrebbe esprimere nei prossimi dieci giorni valori a 850Hpa straordinari, diversa naturalmente sarà la valutazione sugli effetti che la campana anticiclonica attualmente in essere produrrà sulle nostre regioni, soprattutto settentrionali, dove il riscaldamento più che dalle isoterme a 850 Hpa sarà determinato dalla compressione adiabatica e dove la sensazione di caldo sarà amplificata dagli elevati valori di umidità.








