Meteoscienze.it testata giornalistica telematica reg. Tribunale di Taranto n.1750, dir. resp. Alessandra Carpino METEOROLOGIA E CLIMATOLOGIA IN STRATOSFERA E' ANCORA INVERNO
 
IN STRATOSFERA E' ANCORA INVERNO PDF Stampa E-mail
Scritto da Lubelli Fiorentino Marco   
Martedì 17 Marzo 2009 23:03

immagine delle temperature stratosferiche NOAA

 

Il ritardo del final warming potrebbe prolungare l'inverno 2008-09?

La stratosfera, quella parte della nostra atmosfera compresa fra i 15 e i 50 km di altezza riveste un ruolo fondamentale nelle climatologia del nostro pianeta, infatti è proprio qui che le correnti prive di ostacoli orografici e dell'attrito molecolare viaggiano a velocità enormi, rendendosi di fatto responsabili degli scambi di calore che permettono alla macchina termica Terra di svolgere le funzioni che permettono il ciclo idrologico le vicende del tempo e anche la vita.

Dunque è come se la stratosfera costituisse lo spartito è le vicende del tempo che noi conosciamo costituissero l'interpretazione di un'orchestra. Ecco perchè oramai da anni la previsione metereologica, soprattutto sul lungo termine, si serve sempre di più delle risultanze e delle previsioni stratosferiche, più precise rispetto a quelle troposferiche perchè prive delle variabili apportate dalle asperità orografiche e dall'attrito del suolo, e quindi più affidabili per partorire previsioni e linee di tendenza. Anche in stratosfera come in troposfera parliamo di basse e alte pressioni, solo che differentemente dalla troposfera, le basse pressioni sono caratterizzate da zone della stratosfera molto fredde, mentre le alte pressioni occupano zone stratosferiche più calde. In questo contesto, particolare importanza acquista la zona polare stratosferica che per buona parte dell'inverno è occupata da una zona ciclonica chiamata Vortice Polare Stratosferico. Questo Vortice Polare è tanto più attivo e sviluppato quanto la zona che occupa è fredda. Questo avviene per buona parte del'inverno, e difatti le vicende invernali del tempo sono proprio dettate dai movimenti del VP stratosferico che poi inevitabilmente si riflettono sulla troposfera con la formazione delle depressioni semipermanenti e mobili e di riflesso dei movimenti dell'anticiclone delle Azzorre. Ora possiamo senza dubbio definire la fine dell'inverno con la dipartita finale del VP, questa dipartita avviene in maniera esplosiva con un repentino riscaldamento della zona polare stratosferica chiamato Final Warming. Questo cambiamento repentino delle condizioni stratosferiche può dare origine a potenti avvezioni polari responasbili dei colpi di coda invernali. Quest'anno la stratosfera a Marzo inoltrato non mostra i segni della maturità stagionale, anzi proprio in questi giorni registriamo uno stratcooling particolarmente intenso al confine superiore stratosferico, e il tempo dei prossimi giorni e settimane potrebbe risentire fortemente di questa anomalia. Insomma per essere chiari è come se fossimo ancora in pieno inverno e i comportamenti delle masse d'aria ripercorrono ancora comportamenti invernali. Ecco che saremo nei prossimi giorni e forse fino a Pasqua alle prese con configurazioni prettamente invernali, e non escludo ondate di freddo tardive, insomma l'irruzione dei prossimi giorni potrebbe aprire le porte come spesso accade in alcune primavere (pensiamo a quella del 2003 o ancora prima del 1997 o del 1991) a un periodo più dalle caratteristiche invernali che non della bella stagione. D'altronde non so se ve ne siete accorti ma la natura è ancora palesemente addormentata, con i cicli vegetatitvi ancora non ripresi e gli uccelli migratori ancora non arrivati (pensiamo all'assenza qui a Bologna delle rondini). Chissà che queste specie animali e vegetali così sensibili soprattutto ai comportamenti della nostra stella (attraverso i quali cicli determinano la loro vita) non abbiano anche loro percepito i cambiamenti eccezionali del nostro sole.



Ultimo aggiornamento Martedì 17 Marzo 2009 23:52
 
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