BOLLETTINO AGROMETEOROLOGICO NORD: NEVE DI MARZO
Mercoledì 10 Marzo 2010 15:46
Alessandro Bechis
Buona giornata a tutti i visitatori.
Oggi è il 10 marzo e nevica come se fosse gennaio. Una parentesi invernale tardiva particolarmente eccezionale se consideriamo gli accumuli nevosi che si stanno registrando in queste ore.
Un episodio di portata localmente ancora maggiore rispetto al 3 marzo 2005, quando una pertubazione atlantica portò nevicate abbondanti su gran parte della Pianura Padana e perfino a Genova dove si accumularono ben 20-30 cm.
Termicamente invece non si sono mai raggiunti valori notevoli, in quanto la presenza sia di nubi che di vento ha limitato il calo termico nei valori notturni.
Ma quali effetti negativi ha questo episodio sulla natura? Direi nessuno, perché la ripresa vegetativa fortunatamente non si è ancora avviata. Veniamo sì da un periodo abbastanza mite, ma non sufficiente per permettere una fioritura diffusa delle piante arboree. Ovviamente questo discorso vale in senso generale, perché ad esempio in Liguria e in Romagna, cioè zone caratterizzate da un clima più mite, le prime avvisaglie della nuova stagione iniziano già lentamente a manifestarsi.
Queste abbondanti nevicate invece hanno un effetto positivo sulle riserve idriche. La neve infatti è una riserva a “lenta cessione”, non come la pioggia che se cade in quantità notevole crea allagamenti e danni. La neve invece tende a fondere più lentamente, andando ad inumidire un poco alla volta il terreno.
Siamo comunque a marzo e difficilmente la neve rimarrà per settimane a bassa quota. La radiazione solare è già alta e le giornate sono più lunghe di circa 2-3 ore rispetto ai mesi di dicembre e di gennaio. Nei prossimi giorni le condizioni rimarranno ancora abbastanza fredde, ma con una tendenza ad un lento incremento termico che dovrebbe riportare le temperature su valori più consoni tra circa una settimana.
Potrebbe quindi finalmente partire la primavera a cavallo tra la seconda e la terza decade di marzo, anche se ovviamente non sono da escludere colpi di coda invernali tra la fine di marzo e l’inizio da aprile, quando non sarà impossibile avere altre gelate notturne fino in pianura (e visto il periodo potrebbero essere dannose).
Ci risentiamo la prossima settimana con nuovi aggiornamenti sull’ambiente e sul clima.
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