Mostriamo la traduzione del consueto bollettino dell' Agenzia Meteorologica Australiana.
Le temperature dell’Oceano Pacifico centrale sono leggermente aumentate nel corso di questi ultimi quindici giorni, rallentando il decadimento dell’evento di El Nino corrente. L’indebolimento degli Alisei sulla parte occidentale e centrale del pacifico durante il mese di febbraio ha provocato non solo il recente piccolo riscaldamento del Pacifico, ma è stato anche collegato all’aumento della nuvolosità e dell’attività dei cicloni tropicali nel Pacifico centrale. Negli ultimi giorni, gli Alisei vicino all’equatore hanno iniziato alla loro forza normale e il SOI è rimbalzato sui valori raggiunti prima della caduta di febbraio. I modelli matematici prevedono che le temperature dell’Oceano Pacifico continueranno a raffreddarsi, ritornando a livelli neutri in prossimità dell’inverno del sud emisfero. Di solito, l’autunno è un periodo di transizione per l’ ENSO (El Nino-Southern Oscillation), e i modelli di previsione suggeriscono che il decadimento dell’evento di El Nino sta probabilmente seguendo il suo comportamento usuale. Le recenti pesanti precipitazioni sull’ Australia appaiono piuttosto simili ai decadimenti degli eventi di El Nino passati. Gennaio 2007, Febbraio 2003, Aprile 1998, Gennaio 1995, Marzo 1983, e Febbraio 1973, hanno tutti prodotto buone precipitazioni sulle zone settentrionali e orientali dell’ Australia alla fine dell’evento di El Nino.

Il Soi riprende a salire, la temporanea discesa dovuta al rallentamento degli Alisei, come previsto, è stata solo temporanea. Fonte Agenzia meteorologica Australiana.
Dunque dopo la risalita del SOI rilevatasi, come avevamo previsto, effimera l’Oceano Pacifico centrale si è leggermente riscaldato, rallentando il processo di decadimento dell’attuale evento Nino. Dunque l’evoluzione di questo fenomeno climatico rientra sui binari normali per questo periodo storicamente occupato dalla transizione termica della acque pacifiche verso valori normali. Il decadimento di questo evento 2009-10 del Nino sembra dunque ripercorrere le consuete strade e i maggiori modelli matematici indicano in Giugno il completamento di questa transizione con ritorno a valori normali di questo importantissimo parametro climatologico. A tal proposito il nuovo rinvigorimento degli Alisei prossimi ai loro valori normali, non potranno che determinare nei prossimi giorni la riattivazione del raffreddamento del Pacifico. D’altro canto le abbondanti piogge che stanno colpendo l’ Australia in questi giorni annunciano l’ormai imminente decadimento di questo evento di El Nino.



Ecco una serie di analisi termiche delle medie registrate nel trimestre estivo nel 2003, 1998 e 1983, sono solo i più rappresentativi delle estati post Nino, caratterizzate da forti anomalie calde in trasferimento dal nord Africa sull' Europa. In queste immagini vengono utilizzati i gradi Kelvin, per cui per la trasformazione in gradi centigradi sarà necessario sottrarre 273. A tal proposito evidente come la isoterma dei 22°C al suolo in tutti e tre i casi sfonda in Val Padana. Fonte NCEP plottato da Meteoscienze
Resta un grande punto interrogativo però, come abbiamo potuto leggere nel consueto resoconto dell’ Agenzia Meteorologica Australiana, l’attuale andamento di declino del Nino 2009-2010 ricalca molti eventi di El Nino passati, sono citati il 2007, il 2003, il 1998, il 1995 il 1983 e il 1973 che sono stati caratterizzati tutti da tremende estati sul mediterraneo centrale con l’isoterma dei 22°C al suolo media trimestrale estiva (giugno-agosto) sempre ben elevata verso nord ad occupare quasi l’intera nostra penisola. Di conseguenza è lecito attendersi un’ estate rovente? E’ bene dirlo ogni evento estivo estremo successivo a anni di Nino è sempre stato accompagnato da valori di ITCZ record, per cui, a questo punto diventerà determinante osservare il comportamento di questo decisivo parametro climatico prima di scendere a conclusioni, anche perché se dovesse confermarsi l’anomalia dello scorso anno (arretramento evidente verso sud del fronte intertropicale africano) saremmo di fronte ad una prova inconfutabile di un severo cambiamento climatico. Per cui sale l’interesse per l’inizio della stagione dell’ ITCZ che come lo scorso anno sarà interamente seguita da meteo scienze con una sezione dedicata.








