
Il fronte freddo visto da Metoffice, sul medio adriatico la mattina di sabato, saranno proprio queste regioni le più colpite dal primo affondo siberiano. Fonte www.metoffice.gov.uk
Siamo ancora lontani dal poter definire i confini della prossima fase gelida sul nostro paese, per cui la cosa migliore da fare sarà affrontare un problema alla volta. partiremo quindi con l'analisi del primo nucleo gelido in rotta verso lo stivale. Come ampiamente analizzato nel corso degli ultimi editoriali, l'impulso atlantico entrato in queste ore sul nord Italia, si allontanerà nel corso delle prossime 48 ore verso la Grecia dalla quale convoglierà verso le nostre regioni un fronte freddo più attivo sulle regioni adritiche centrali.
Al momento infatti appaiono proprio le zone comprese fra Romagna e Marche quelle maggiormente interessate da questo primo impulso con una entrata netta in quota di una -35°C a 500 Hpa nella notte fra venerdi e sabato quando instabilità diffusa dovuta al passaggio del fronte freddo potrebbe dare origine a fenomeni nevosi da stao sulle suddette regioni, ricordiamo che nella notte fra venerdi e sabato una -10°C a 850 Hpa si adagerà sul medio Adriatico per cui non escludiamo per questa prima irruzione nevicate su Romagna, Marche e Abruzzo nella notte di venerdi, vorrei sottolineare questa possibilità ricordando che stante la stagione in corso (il sole è in grado di riscaldare maggiormente i suoli) e le caratteristiche del fronte freddo entrante (aria continentale molto pesante in grado quindi di sollevare con violenza gli strati d'aria prossimi al suolo, non si potranno escludere importanti moti convettivi capaci di procurare rovesci anche intensi di grapuel e neve tonda, la situazione inoltre è da definire interessante per tutto l' Adriatico, in quanto alla mattina del prossimo sabato la -30°C a 500 Hpa si adagerebbe sulla Puglia con una concomitante -10°C a 850 Hpa poco oltre le coste pugliesi, potrebbe essere questo il momento di rovesci nevosi anche nell'entroterra appulo-lucano e coste adriatiche pugliesi fin'anche in pianura. Ricordo che in queste situazioni i modelli non riescono a vedere in maniera ottima le precipitazioni, ma per esperienza personale nelle zone costiere adriatiche basta una -30°C a 500 Hpa e una -8°C continetale a 850 Hpa per creare le condizioni di nevicate anche al piano. Per cui stante l'estrema incertezza ,ancora oggi, rispetto alla reale efficacia dell'entrata del primo nucelo freddo, mi sento di poter iniziare a sbilanciarmi su un possibile ottimo evento invernale (il migliore dell'anno dall' Abruzzo in giù) per tutte le regioni adriatiche comprese fra Romagna e Puglia nella notte fra venerdi e sabato prossimi. Domani scioglieremo definitivamente la prognosi per quanto riguarda questo primo impulso, così come sarà sciolta la prognosi su possibili sorprese bianche su Friuli, Veneto e Emilia orientale nella mattinata di venerdi quando il nucleo gelido dovrebbe entrare dalla porta di Bora, per queste regioni valgono le stesse indicazioni rivolte per le regioni adriatiche, intensi moti convettivi potrebbero generare precipitazioni anche nevose al suolo, ma anche in questo caso il nowcasting sarà decisivo. Per il momento non mi sbilancio ancora definitivamente sul possibile secondo impulso gelido, oggi si è assistito all'avvicinamento di GFS a ECMWF con inquadramento della discesa del nucelo Scandinavo più occidentale rispetto alla visione di ieri, e al tempo stesso un avvicinamento del modello inglese verso le posizioni di GFS (nucleo scandinavo visto più orientale rispetto a ieri). Il tutto sembrerebbe porre le basi per un forte interessamento della Pianura Padana e del nord in genere, da parte del secondo impulso gelido in entrata da domenica, ma ancora una voltà sarà necessario aggiornarsi perche la situazione è in continua evoluzione.








