Mi corre l'obbligo di scrivere questo editoriale straordinario, perchè la situazione che si va delineando sembra poter avere le caratteristiche della straordinarietà, e anche narcisisticamente, perchè questa testata è stata fra le prime a credere fermamente, che l' evento dell'inverno 2009-2010, potesse presentarsi a Marzo. Abbiamo nei nostri resoconti del passato e nelle nostre previsioni a lungo termine, più volte citato l'inverno 1987 e il suo marzo, come linea guida per inquadrare l'obbiettivo di una possibile nuova forte ondata di gelo proprio nei primi giorni di questo mese. Mi piace citare marzo proprio oggi perchè domani 3 marzo ricorre il 23° anniversario dell'ultima grande ondata di gelo veramente storica che il nostro meridione ha potuto vedere (per precipitazioni durata e picchi di gelo) mi piace citare questo anno dunque soprattutto per gli adriatici e meridionali affinchè nelle tribolazioni della passione meteo che li contraddistinguerà nelle prossime concitate ore decisive per dirimere traiettorie e incidenza del prossimo evento freddo, possano trovare un qualche conforto e magari fortuna nell' abbinare quei giorni a i prossimi. diciamo subito che la prossima irruzione fredda è differente da quella del 1987, e che il paragone con quell'episodio si ferma all'analisi teleconnettiva simile.
Un confronto fra le isoterme a 850 Hpa del 3 Marzo 1987, alla vigilia della grande irruzione che provocò quasi quindi giorni di furiose nevicate su tutto l'Adriatico centro meridionale e buona parte del sud e la previsione delle GFS 18 alla vigilia della prima entrata fredda sul Mediterraneo centrale e Italia nella serata di giovedi 4 marzo. Differenze notevoli fra le due situazioni: nel 1987 nucleo gelido ben definito vero e proprio pezzo del VP splittato verso l' Europa con punte inferiori ai -25°C a 850 Hpa su Ucraina e Polonia, oggi la previsione di GFS ci dà un'area geografica attnangliata dal gelo molto più ampia figlia dell'eccezionale inverno appena trascorso, ma con punte di gelo molto meno intense mai inferiori ai -16°C. Fonte www.wetterzentrale.de
Quella che vivremo sarà una irruzione siberiana, con direzione est-ovest, quindi fra le più pericolose in termini di freddo e di effetti sulla nostra penisola perchè potenzialmente non ostacolata dalle Alpi nel suo percorso, ma c'è da dire che rispetto all'azione del 1987 parte con un core gelido molto più esiguo rispetto a quello di 23 anni fa, che ricordiamolo poteva vantare un nucleo molto vasto in Ucraina con temperature inferiori ai -25°C a 850 Hpa, e una isoterma di -20° a 850 Hpa che arrivava fino a lambire l' Adriatico. Quella fu una azione diretta di un brandello del VP che con temperature iziali di -30° a 850 Hpa si riversò sull'Europa orientale e lì rimase per diversi giorni, bloccata a ovest nel suo incedere, da una potentissima figura altopressoria Atlantica in grado di frenare a più riprese il progredire della bomba gelida verso ovest segnando uno delle irruzioni più potenti della storia soprattutto in Turchia e Grecia e paradossalmente interessando la nostra penisola in maniera marginale ad eccezione appunto delle regioni adriatiche meridionali che ebbero in quell'evento il loro personale 1985. Oggi invece la situazione è maledettamente complessa, i modelli matematici si dividono aspramente su una traiettoria prettamente italica (GFS) che ormai viene reiterata da ieri sera e da un target Iberico (ECMWF e UKMO) altrettanto reiterato e confermato. Nella situazione attuale il cuore gelido dell'irruzione sarà dato solo da una propagine del VP è non sarà inferiore ai - 16°C a 850 Hpa, ma a differenza del 1987 potrebbe essere proprio la traiettoria a definire la eccezionalità dell'evento. Infatti le ultime analisi di GFS prevedono ormai certo un primo impulso entrare dalla porta di Bora già dopodomani sera portando venerdi l'isoterma -10°C a 850 Hpa ad entrare franca sul nord e scivolando già sabato addirittura fino ad Ancona con possibili nevicate da stao su tutto l'adriatico fra venerdi e sabato in pianura dalle Marche al Gargano e a quote di 200-400 m sul resto del meridione peninsulare. Poi arriva il grande dilemma: un secondo nucleo depressionario in discesa dal nord Europa potrebbe veicolare un secondo più intenso impulso direttamente sulla nostra penisola fra sabato e domenica.
Il nocciolo della questione, indicato dal circoletto rosso, dalla traiettoria di quel nocciolo artico, decisa a sua volta dall'espansione o meno dell'anticiclone delle Azzorre più a est (GFS serali) o la sua cedevolezza vero ovest (ECMWF) dipenderanno le sorti del prossimo evento freddo. Fonte www.wetterzentrale.de
Sarebbe secondo le GFS serali l'apoteosi con nevicate a più riprese diffuse e persistenti soprattutto sulle regioni adriatiche dal Molise in su, l'attivazione poi di una depressione tirrenica potrebbe rendere l'evoluzione dell'intero episodio molto lenta ad esaurirsi con pieno interessamento anche del Tirreno ed entrata di aria fredda anche dal Rodano.Inutile dire che secondo le GFS serali potrebbe nevicare anche a Roma e perfino a Napoli con un episodio nel suo complesso più pesante, per la nostra penisola, di quello del 1987. Sogni potrebbe esclamare qualcuno, e infatti questa delineata testardamente da GFS costituisce un'ipotesi possibile come quella di UKMO e di Reading che vedono il tutto sfilare oltralpe. Direi che decisive saranno non solo le prossime 24 ore ma soprattutto il nowcasting, infatti dipenderà tutto dall'azione decisiva del nucleo depressionario in discesa dal nord Europa, che attualmente è solo un frutto virtuale delle elaborazioni matematiche dei modelli e che solo una volta visibile nel suo tragitto potrà determinare previsioni attendibili. Dunque siamo sul filo del rasoio, per il momento diamo per certo il peggioramento a carattere freddo di giovedi, sul quale saremo più precisi domani, che potrebbe dare nevicate in pianura su Emilia, Cuneese, Veneto già dalla notte fra giovedi e venerdi e poi in Romagna, Marche e come detto medio Adriatico dalla mattina di venerdi. Situazione quanto mai interessante aspettiamo ancora qualche ora prima di sciogliere la prognosi.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Marzo 2010 15:13
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