Dovremmo ad oggi sentirci al di fuori dell’inverno meteorologico mentre quello astronomico si conclude il 21 marzo,invece dovremo fare i conti con una situazione configurativa che promette battaglia già a partire dal medio termine,quando una saccatura siberiana tenderà ad invadere il vecchio continente. In sede deterministica i GM hanno avuto non poche difficoltà nel tracciare una strada univoca, e ad ora siamo ancora in alto mare. Di certo quanto si palesava già dalla metà del mese scorso in un nostro editoriale, ha trovato presto riscontro. In effetti la presenza di varie pulsazioni meridiane dell’hp oceanico facevano ben sperare per più di un semplice e singolo colpo di coda invernale,con il possibile step successivo atteso poco dopo la prima decade mensile.

Il momento clou della prima irruzione di aria siberiana attesa per la giornata di venerdi, nella previsione di GFS 12, quando gli effetti del primo nucelo siberiano saranno massimi su medio adriatico e sud, in questo momento ci aspettiamo precipitazioni da stau dalle basse Marche fino alla Puglia settentrionale, mentre la Romagna subito un probabile peggioramento nelle ore precedenti con nevicate a quote molto basse, assaggerebbe insieme alle restanti regioni settentrionali il gelido alito della Bora, in attesa di un più vigoroso interessamento da parte del secondo nucleo che si intravvede in questa immagine sulla Danimarca, notate anche la goccia fredda sull' Iberia che potrebbe fungere da calamita per il secondo impulso. Fonte www.wetterzentrale.de
Tornando al medio termine appare chiara la ripresa degli scambi meridiani di calore,con un nocciolo gelido proteso verso le basse latitudini sul bordo orientale del blocco altopressorio con centro sull’Inghilterra.Tale situazione è surrogata dalla ripresa del canadese(AO in ripresa moderata),con un surplus di calore pilotato alle alte latitudini e dal seppur moderato apporto della MJO. Di certo non assistiamo ad una chiusura totale,con varie spine depressionarie a complicare non poco la previsione. Possiamo di certo ipotizzare a grandi linee quali effetti e in quali fasi saranno collegate al prossimo peggioramento ,ma di certo sui dettagli starei ancora molto cauto. La prima fase vedrebbe un rapido impulso che convergerebbe lungo le regioni adriatiche con isoterme di tutto rispetto(-8/-10) tra 4 notte e 5 marzo,con il dubbio della convergenza tra precipitazioni e crollo termico,di certo avremo nevicate alle quote collinari dalla Romagna al Molise in concomitanza delle precipitazioni ,ma in caso di ingerenza più marcata del minimo anche pianeggianti. Naturalmente entro la seconda parte del 5 anche il basso adriatico avrebbe occasione per nevicate alle quote collinari,il sud a quote appenniniche di 600 m(salvo una maggiore penetrazione del minimo e relativo nocciolo freddo) ,mentre le aree tirreniche potrebbero beneficiare a macchia di leopardo di qualche impulso instabile da ovest con isolate nevicate alle quote collinari ma ciò costituisce una piccola possibilità (medio tirreno).Come ben notate la prudenza è d’obbligo, siamo di fronte a possibili ribaltamenti modellistici anche clamorosi. Nel contempo si conferma la discesa siberiana attesa per la festa della donna 8 marzo,con la spina depressionaria iberica a fungere da calamita alta ed occidentale,nella quale si inserirebbe un minimo basso-mediterraneo a fungere parzialmente comunque da esca. In tale fase se il nocciolo sfuggisse rapidamente ad ovest ,godrebbe solo parte del nord,mentre se l’entrata fosse dalla Francia potrebbero aversi sorprese anche sulle aree tirreniche a quote collinari se non più in basso. Siamo comunque nel campo delle ipotesi,in quanto la tendenza successiva passerà per forza di cose dall’evoluzione precedente.








