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La situazione, è bene dirlo, è molto confusa, e i modelli rispecchiano questa confusione. Una cosa però appare certa, come avevamo delineato molti giorni fa il cambiamento configurativo dettato da una nuova dislocazione in zona canadese di un lobo del VP si manifesterà, dalla prossima settimana. ll trend dominato dalle onde atlantiche in rapida successione responsabili di temperature miti e forti precipitazioni nel corso delle ultime due settimane appare quindi al termine. Il tutto sarà determinato dall’elevazione di un’alta pressione in pieno oceano Atlantico responsabile della discesa di un nucleo di aria artica che con molta probabilità avrà una traiettoria occidentale passando dalla Gran Bretagna.

 Analisi della bassa stratosfera (100 Hpa) prevista per giovedi e venerdi prossimo, evidente come la traiettoria del nucleo gelido appaia molto più orientale rispetto alla visione di Reading, in questo contesto appare più coerente la visione di GFS serali. Fonte NOAA
Ma già questa prima ipotesi, relativa a giovedì prossimo appare tutt’atro che definita, a tal proposito mostriamo infatti le carte relative alla bassa stratosfera previste, per le prossime 144 ore e 168 ore, è infatti evidente in questa analisi come la rimonta alto pressoria in zona azzorriana sia prevista molto più a est rispetto alle previsioni di Reading serali (nucleo in discesa dalla Gran Bretagna verso la Spagna), per esempio, per cui il nucleo previsto dal modello inglese potrebbe in realtà prendere una traiettoria molto più orientale con le relative conseguenze, a tale riguardo l’evoluzione mostrata da GFS 12 rispecchia molto di più questo canovaccio barico stratosferico con il nucleo artico in discesa più a est sulla Francia. Per sino poi l’evoluzione di questo nucleo freddo risente di numerose varibili che fanno prendere ai due principali modelli scelte previsionali radicalmente diverse, con Reading che vede tutta la struttura in spostamento verso levante, grazie ad un rinforzo dell’anticiclone azzorriano a ovest, mentre GFS 12 vedeva una netta retrogressione del nucleo verso la Spagna. E sarà proprio il comportamento dell’anticlone oceanico assieme ai minimi mediterranei in formazione che determinerà l’impatto sulla nostra penisola di questo nuovo peggioramento a carattere freddo. Allo stato attuale ritengo di confermare la possibilità che gli effetti maggiori con possibili nevicate anche prossime alla pianura, possano interessare il nord Italia, ma come detto potremo sciogliere la prognosi non prima delle 48 ore precedenti l’evento, per cui non prima di lunedi-martedi. Ritengo però che l’elemento più interessante da sottolineare in questo articolo sia la registrazione dei segnali che avevamo da tempo indicato: marzo sarà fortemente condizionato da una rediviva invadenza dell’anticiclone delle Azzorre, infatti come avevamo preventivato, appare oggi difficile scorgere una convinta ripresa delle ingerenze atlantiche e rimane alta la possibilità, successiva al primo raffreddamento della prossima settimana, un corposo affondo artico in direzione del mediterraneo centrale, a tal proposito mostriamo l’ultima carta stratosferica di oggi, indicante la posizione del lobo siberiano del VP in direzione estremamente favorevole a un’azione diretta verso l’ Europa. Insomma attenzione perché la situazione è in rapida e ancora imprevedibile evoluzione, e cambiamenti nella direzione del primo nucleo artico potrebbero cambiare le carte in tavole anche a ridosso dell’evento, come quest’anno molte volte l’andamento barico invernale ci ha abituato. 
Abbiamo disegnato l'asse del VP per indicare come sia favorevole la posizione del Vortice Polare prevista in stratosfera per la fine della prima decade di marzo, basterebbe una elevazione dell'anticiclone delle Azzorre per far scendere verso sud il fronte polare con le conseguenze relative per il Mediterraneo centrale. Fonte NOAA |