
Mjo in fase 7 ma con bassissima magnitudo. Fonte NOAA
Nelle ultime corse deterministiche permangono ancora parecchie incertezze sulla traiettoria delle colate artico-continentali pronosticate già da parecchi giorni,mentre in tanti davano per defunta questa avvincente stagione invernale. I presupposti per una vera svolta stagionale non c’erano proprio, ed ecco che i vari GM hanno individuato gli effetti di una perseverante situazione teleconnettiva legata soprattutto alla debolezza della giostra polare. L’aspetto rilevante rispetto i giorni scorsi risiede nella previsione di una MJO che pur oscillando fra la fase 7 e 8 perderebbe notevolmente magnitudo generando come risultato un possibile prossimo blocco Atlantico poco alimentato alla radice.
Ecco perchè il blocco atlantico in evoluzione scandinava assumerebbe una sorta di forma a palloncino con radice alquanto flebile. Per quanto concerne la prima avvenzione ,seppure moderata, andrà a interessare probabilmente l’Europa centrale intorno al 5 marzo, con target principale la Francia. Il Mediterraneo sarà ai margini con una depressione in avanzata da ovest, ed una parziale ridimensionata termica che non apporterebbe effetti di chiaro stampo invernale. Sarà poi lo step successivo che vedrà lo staccarsi di una consistente bolla di aria gelida dal VP proteso in sede scandinava, essa avrebbe due strade legate principalmente all’ evolversi della MJO ,ma soprattutto alla spinta del canadese che potrebbe far convessare l’ anticiclone. Attualmente l’ipotesi principale (prima strada) è essenzialmente ancorata ad un target sempre alto ed occidentale, ma il blocco potrebbe cedere sotto la spinta del lobo canadese deviando il tutto verso balcani ed adriatico con una invernata sicuramente rilevante per il mese di marzo (seconda strada). Sussistono ancora quindi molti dubbi, anche se la prima delle ipotesi ,credo, attualmente abbia una percentuale realizzativa molto alta. Solo nella giornata di domenica riusciremo a sciogliere la prognosi, con un mese di marzo che si mostra comunque molto interessante. E’ davvero impressionante il divario termico tra alte latitudini e nord-Africa, ciò potrebbe generare una primavera improntata a fenomeni anche violenti per lo scontro tra masse d’aria di matrice contrapposta. Intanto in stratosfera mentre è in atto un raffreddamento (cooling), si scorgono segnali ,anche se ad ora di poco conto, che fanno preludere ad un ultimo riscaldamento (FINAL WARMING), con smantellamento del VP . Sarà dunque lecito aspettarsi il perdurare sino ad aprile di fasi termiche nettamente contrapposte, con possibili puntate invernali anche rilevanti.








