Situazione davvero complessa nel prossimo periodo, tipica di fasi di transizione stagionale come quella primaverile, ove per forza di cose riprendono intensi scambi di calore polo-equatore. La particolare dislocazione barica farebbe presupporre ad un avvio stagionale in grande stile, e di certo, come accennato già da molti giorni, vi era più di un segnale prontamente recepito dai GM, gli indici tele connettivi parlavano chiaro , che deponeva per una chiusura stagionale che non si sarebbe esaurita senza sussulti, lo stesso recente MAJOR WARMING di tipo split lasciava presagire instabilità in zona polare di lungo periodo, segnale inequivocabile di possibili freddi scenari.

La ripresa della AO su valori neutri, dopo quasi tre mesi di ininterrotti valori fortemente negativi, segna la fine dell'antizonalità esasperata che ha portato l'intera Europa centro settentrionale a vivere uno degli inverni più freddi della storia recente. Paradossalmente valori di AO neutra presiedono a ottime possibilità di blocchi atlantici e irruzioni fredde sul nostro paese. Fonte NOAA.
Paventammo però anche il possibile ricompattamento del VPT nella seconda metà di marzo per il raffreddamento nelle alte quote stratosferiche in propagazione verso il basso, che riaccoppiando i vari piani isobarici, avrebbe potuto inibire gli scambi meridiani, ribaltando le proiezioni stagionali votate ad un marzo freddo. Ad ora questa soluzione rimane una possibilità che non poteva non essere menzionata,con l’intera evoluzione stagionale dunque sospesa fra queste due possibili vie. Partendo da questa premessa voglio comunque concentrarmi in fase iniziale sul medio-termine che propone chiaramente dopo un ultimo passaggio instabile,il primo frutto della ripresa della meridianità ,con la fine dell’anti-zonalità esasperata, e lo sprofondamento di una lp sulle coste portoghesi,a generare la prima rimonta sub-tropicale della stagione, con fase stabile(a parte la fascia alta del nord), con termiche di tutto rispetto tra 27 febbraio e 1 marzo sino a 20-22°C in alcune località . Ciò non deve trarre in inganno in quanto si tratta di una sorta di causa-effetto non certo di una vera svolta primaverile, con un vero strappo al getto e profonda ciclogenesi ad ovest dell’Iberia, ove vi sarà terreno di scontro tra masse sub-tropicali e fredde di matrice nord-atlantica con addirittura un minimo di pressione di 970 Hpa, venti di tempesta e fenomeni violenti in risalita poi verso la Manica. La parziale ripresa dell’ARTIC OSCILLATION sino a valori di -2 nei prossimi giorni, individua molto bene la ripresa del Vortice canadese, che arricciandosi su se stesso nello step successivo(1-3 marzo), andrà ad enfatizzare grazie anche alla meridianizzazione del getto in uscita dagli STATI UNITI causa PNA+, la risalita pressoria lungo la meridiana oceanica, con un canale depressionario a minarne la radice subtropicale nonostante le SSTA negative in riassorbimento. Ecco perchè nel periodo 4-6 marzo esistono serie possibilità che un possibile blocco di aria fredda(moderato), possa avere una traiettoria, seppure incerta, comunque alta, passando per il nord-Italia, sfiorando il centro per poi confluire su Francia e Spagna, ma nello step successivo quello che coinciderebbe con una seconda pulsazione del PNA, il blocco alto pressorio, come un palloncino, potrebbe cedere dall’alto e non dal basso,convessando ed accompagnando(convesserebbe causa spinta del VPT canadese), una nuova possibile colata fredda verso direzioni più meridionali, realizzando una intensa invernata per le regioni centro-meridionali adriatiche, capace, complice anche l’attivazione di intensi moti verticali(la stagione avanza e l’atmosfera fornisce molta energia,con rovesciamento dell’aria fredda al suolo),di apportare nevicate anche su alcune aree pianeggianti. Il target è individuabile nella fase 8-9 del prossimo mese, ma su tutto ciò sarà meglio riaggiornarci visti anche i forecast della MJO ancora incerti sul futuro .








