Viviamo, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, un periodo dominato dal flusso atlantico, abbiamo più volte spiegato come la sorgente di questa zonalità bassa fosse data dalla marcata antizonalità in sede scandinava, ma entro il prossimo fine settimana lo scenario europeo tenderà a cambiare radicalmente, infatti riprenderà vigore il lobo canadese del vortice polare che sarà presto responsabile di un cambio configurativo deciso. Infatti la sorgente del flusso oceanico tornerà a essere quella canadese e contemporaneamente il flusso inizierà a subire delle ondulazioni sempre più marcate, la prima di queste ondulazioni attesa proprio per sabato prossimo sarà responsabile della prima rimonta dell'anticiclone subtropicale africano in direzione delle nostre regioni meridionali.
Due strade diverse generate dalla stessa svolta configurativa in essere dalla prossima settimana, in GFS, l'ondulazione marcata del getto in uscita dagli Sates evolve in onda stazionaria generando un potente blocco atlantico, in Reading, l'ondulazione invece collassa dando origine a un cut off in pieno atlantico con conseguente formazione di un possibile Scandinavian pattern e successiva evoluzione della retrogressione gelida in direzione della Gran Bretagna. Fonte www.meteociel.com
Registreremo probabilmente temperature oltre i 20° sulle isole maggiori. Poi la stessa marcata ondulazione del getto, responsabile di questa prima rimonta africana, potrebbe aprire la strada a un possibile blocco delle correnti atlantiche. Qui iniziano i dubbi, infatti mentre ECMWF pur non negando nelle sue previsioni la rottura della zonalità, descrive il possibile isolamento al centro del Oceano Atlantico di una vasta area depressionaria, insieme alla formazione di un anticiclone scandinavo e di un lobo siberiano bloccato sul nord Europa dall'impossibilità dell'anticiclone azzorriano di salire verso nord (previsione dell 240 ore di Reading serali), sostanzialmente diversa è la visione di GFS delle ore 12 dove il run ufficiale non solo vede crearsi le condizioni per la formazione del blocco in Atlantico ma anche la discesa netta di una potente irruzione fredda verso l' Europa centrale e il Mediterraneo. Pensate che sui 20 cluster delle Ensamble di GFS ben 12 (60%) vedono una irruzione siberiana sull' Europa entro la fine della prima decade di marzo con il 25% che configura come target di questa ondata gelida proprio la nostra penisola. Dei 20 cluster ben 3 dipingono l'entrata diretta sull' Europa del lobo siberiano del VP, che vedendo le stesse ECMWF serali appare in realtà proprio disposto nelle migliori condizioni per interessare in maniera diretta o indiretta il nostro continente. Lo stesso cluster ufficiale vede due distinte irruzioni siberiane sul nostro stivale di cui una di grossa entità, nei primi dieci giorni del prossimo mese. La situazione appare ancora confusa, e i due modelli di riferimento ormai da giorni non cambiano le loro strade previsionali, con il modello inglese orientato ad una maggiore ingerenza atlantica con possibilità minime di un cospicuo colpo di coda invernale e GFS che invece ripropone ormai da giorni con sempre più convinzione la strada dell'irruzione siberiana per la prima decade di marzo. Crediamo che la prognosi potrà essere sciolta solo nel prossimo fine settimana quando sarà più chiaro come le ondulazioni in Atlantico disporranno le principali figure bariche in sede europea, rimaniamo dunque in bilico fra il trapasso mite degli ultimi scampoli di questa emozionante stagione invernale vero la primavera oppure una nuova ultima fase tipicamente invernale anche cruda.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 15:47
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