
Avevamo più volte in questi giorni evidenziato la possibilità che Marzo portasse con se il blocco atlantico e il gelo, questa situazione barica proposta da Reading per il prossimo 3 marzo parla chiaro: blocco atlantico con asse inclinato e respiro gelido russo in procinto di entrare nel Mediterraneo, carta molto lontana ma molto promettente. Fonte www.wetterzentrale.de
Apriamo questo editoriale settimanale analizzando la situazione attuale. Come ampiamente spiegato nei numerosi editoriali precedenti, l’ Europa sconta in questi giorni una ripresa forte del flusso occidentale, ma come ampiamente spiegato questo regime atlantico non è figlio di un flusso nascente dagli States, come solitamente accade, per azione diretta del VP canadese, ma è invece il risultato di una esasperata antizonalità in zona polare che ha prodotto un canale depressionario in discesa dalla Scandinavia verso la Gran Bretagna e in fine verso le Azzorre, dove avviene il cambio circolatorio, e dove in queste ore si stanno verificando le maggiori precipitazioni nella forma di alluvioni eccezionali per la zona che di fatto dovrebbe essere la culla della figura stabilizzante per antonomasia, l’omonimo anticiclone, è qui dunque che invece di esprimersi le elevazioni dell’anticiclone oceanico si formano un susseguirsi di onde atlantiche che a più riprese hanno interessato da occidente verso oriente l’ Europa centrale, il mediterraneo e l’ Italia.
Bene questa situazione che irrimediabilmente si presenta bloccata con semionde incapaci di dare origine a blocchi atlantici seri, per l’estrema vicinanza della sorgente di queste onde, che non hanno il tempo di destabilizzarsi a tal punto da divenire stazionarie, potrebbe essere sostanzialmente demolita alla fine di questa settimana, quando il motore delle sorti emisferiche del getto polare dovrebbe passare dal lobo scandinavo a quello Canadese, ecco che pur ripresentandosi ancora una volta un flusso sotanzialmente occidentale la sorgente tornerebbe ad essere quella canadese, con formazione di onde molto più lunghe con la possibilità di assaggiare la prima importante elevazione subtropicale messaggera di primavera, ma anche con la possibilità per la prima volta in questo inverno (in realtà con i tempi saremmo già nella primavera meteorologica) di avere il primo fortissimo blocco oceanico della stagione. Attenzione perché tutto il mese di marzo potrebbe a questo punto essere condizionato dall’elevazione a più riprese verso nord dell’anticiclone azzorriano, con la possibilità di avere irruzioni continentali, come di finire sotto la campana alto pressoria subtropicale, insomma dalla Siberia alle rondini, si potrebbe dire. Teniamo conto a tal proposito che le stagionali di Roeder, proposte la settimana scorsa, delineavano questa possibilità, che poi è tipica delle stagioni primaverili successive a episodi di El Nino. Il nostro articolo è stato denominato a caccia del 1987, per due motivi: il primo prende origine dalla situazione teleconnettiva, molto simile a quella della stagione 1986-87, come più volte abbiamo sottolineato, la seconda prende invece origine dalla reale possibilità che gli ultimi fuochi di un anticiclone russo siberiano, che stante l’innevamento straordinario dell’inverno appena trascorso potrebbe ancora conservare caratteristiche pienamente invernali a marzo, possano essere destinati proprio a quella parte di Mediterraneo sempre saltata, quasi chirurgicamente, da ogni irruzione passata, stante appunto la mancanza di un blocco oceanico di rilievo. Stasera il segnale che cercavamo è arrivato, anche Reading nella sua coda, vede il blocco atlantico ergersi...la caccia al marzo 1987 è iniziata.








