A piccoli passi ci apprestiamo a vivere un reset barico davvero importante,dopo la lunga fase ondulatoria oceanica ad ora in atto. Da segnalare in questi giorni gli enormi apporti pluviometrici a spasso per lo stivale con enorme rischio di dissesto idro-geologico legato a frane e smottamenti agevolati oltre che dalla notevole quantità di pioggia anche dalla fusione della neve fino almeno alle quote medie. Sino a fine mese dunque il susseguirsi di onde atlantiche di cui una intensa per venerdi, apporteranno rovesci e temporali in un contesto termico mite per il periodo,con nevicate localmente alle basse quote solo al n/w, e zero termico relegato in quota altrove.

Andamento dei clusters modellistici riguardanti la previsione dell'andamento della MJO nei prossimi giorni. E' evidente come la totalità dei clasters indica una prossima ripresa di magnitudo di questo parametro proprio a fine febbraio in fase 8. Fonte NOAA

Quadro delle anomalie tratte dalle serie storiche, della pressione a 500mb in mesi di marzo in cui la MJO si presenta in fase 8, evidente l'anomalia negativa in zona polare in espansione verso sud, con una potente anomalia positiva in zona atlantica, (da notare che la previsione del blocco atlantico viene considerata anche dall' approccio previsionale di Roeder) a formare un blocco, e un'altra potente anomalia in zona siberiana ad indicare un'alta pressione che nello stato attuale delle cose potrebbe essere termica, con un binario barico pronto a sferrare un fendente artico e poi continetale proprio sul nostro paese. Va detto che la situazione già di per sè intrigante diventa molto più interessante in periodi di ENSO+ quando la tendenza alla discesa del nucleo artico è maggiormente presente. Fonte http://raleighwx.easternuswx.com/MJO.htm.
Naturalmente tra un'onda e l’altra si avranno delle brevi fasi più stabili e soleggiate con tempo tipicamente primaverile, ma sarà solo un fuoco di paglia in quanto non vi sono i presupposti per una vera svolta stagionale. Rimaniamo infatti condizionati dalla situazione pregressa, con un possente anticiclone polare a spezzare ogni velleità di compattamento della giostra polare, ponendo le basi per la permanenza dell’Artic-Oscillation (AO) in terreno negativo per i prossimi 50-60 giorni. Attualmente la forte anti-zonalità, con gelo quasi storico sui paesi scandinavi, sta proiettando ad impulsi successivi varie pulsazioni gelide verso occidente attivando conseguentemente la risposta zonale alle basse latitudini. Interverranno varie forzanti nel prossimo periodo a modificare l’assetto circolatorio,ricordiamo che la stagione avanza e che il comparto sub-tropicale inizia a scalpitare, pertanto ci sarà da mettere in conto, complice anche miglioramento della situazione relativa alle ssta in Atlantico, un possibile blocking azzorriano nella prima decade del prossimo mese incentivato, anche dalla ripresa di magnitudo della MJO. Tutto ciò combacia perfettamente con l’evoluzione prospettata giorni addietro che in alcune corse modellistiche ha trovato accenni di realizzazione con blocking in evoluzione scandinava. Da non sottovalutare tra l’altro la possibile espansione di nuovo dell’hp russo-siberiano legato alla vicinanza del lobo siberiano, tutti elementi che certo non depongono per un decorso stagionale privo di sussulti. D’altronde anche le recenti stagionali Roeder (molto performanti nel delineare già a dicembre lo straordinario inverno 2009-10) e della N.A.S.A., indicano la persistenza di una cintura altopressoria oceanica nel prossimo periodo,con incursioni fredde anche tardive. In ogni caso nei prossimi editoriali cercheremo di delineare meglio la situazione, con un avvento russo-scandinavo che potrebbe rivelarsi qualcosa di più che un semplice colpo di coda invernale.








