LA PRIMAVERA PUO' ATTENDERE IN ARRIVO IL RESPIRO SCANDINAVO PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Di Francesco   
Domenica 07 Febbraio 2010 13:15

Tenevo molto ad iniziare la mia analisi giornaliera ringraziando della possibilità  datami da questo stupendo portale,la nostra collaborazione sarà  proficua nel corso del tempo e spero vivamente di rendere un servizio di informazione completa ed equilibrata come compete ad un portale di livello, pertanto passione e costanza saranno stimoli per tale progetto che avrà  come principale obiettivo quello di arricchirmi personalmente condividendo le mie analisi,vi ringrazio di tale possibilità .Finalmente siamo giunti alla tanto attesa svolta configurativa su scala euro-atlantica,che trova fondamento nella destabilizzazione del vortice polare stratosferico, con rapide direi quasi fulminee ripercussioni troposferiche (coopling).

 

L'ultima corsa del modello americano mostra la formazione della Taranto Low, come indirettamente previsto dalle nostre analisi di ieri, in questo contesto probabile ingresso del nucleo gelido sia dalla porta di Bora che da quella del Rodano. Favorite le regioni adriatiche, avremo però modo di confermare o correggere questa previsione sensibile a cambiamenti anche sostanziali fino al nowcasting. Fonte www.wetterzentrale.de.


 

Le ultime mappe stratosferiche mostrano in tendenza la realizzazione di quel tanto atteso MAJOR WARMING di tipo split, con ripartenza della WAWE 2, alla base della completa separazione dei due lobi del VPS,ed insediamento sul polo geografico di un hp strato-troposferico,causando come diretta conseguenza l' inversione della zonalità  in maniera totale,col vortice polare stratosferico destrutturato su tutta la colonna isobarica. Ne consegue da tale premessa la prosecuzione per un lungo periodo della stagione invernale, con ripetute incursioni artico-continentali, ad opera del lobo siberiano. Assisteremo ancora per molto (precondizionamento) alla negatività  dell' artic-oscillation , che genererà intensi scambi meridiani, incanalati dalle forzanti troposferiche verso il mediterraneo centrale , anche se l' attuale situazione delle ssta, tripolo negativo in Atlantico,  non permetterà la chiusura totale del varco oceanico permettendo al flusso mite di interagire con le irruzioni fredde, anche se in una modalità migliore rispetto allo scorso dicembre per le regioni meridionali. Ciò deporrebbe a favore per un interessamento della prossima bordata artica in maniera più diretta; ,con accentramento del getto,sul bordo orientale del blocco azzorriano-scandinavo. La dinamica del medio termine appare comunque incastonata perfettamente nel quadro precedentemente descritto. Andrà  monitorata sicuramente la tempistica, con relativa evoluzione della depressione mediterranea che si andrà a scavare,sul mediterraneo occidentale nelle giornate di mercoledì e giovedì prossimi. L' esatta traiettoria dei minimi barici in effetti potrà  determinare la quantità  di aria fredda e le relative precipitazioni sullo stivale. Rispetto alle analisi precedenti in effetti si evince una orientalizzazione della colata con ingresso rodano/bora, col nocciolo in quota(-38 a 500 hpa), che cozzerebbe il baluardo alpino, ostacolo certo non facilmente superabile. Assisteremo come spesso accade ad un evoluzione di media, col il grosso del gelo artico che evolverebbe col minimo verso levante, garantendo una cospicua nevicata sulle aree nord-orientali (Romagna e nord-Marche nella giornata di mercoledì),quando sfonderebbe anche dalla bora, mentre il grosso in quota avrebbe aperta la strada del rodano. Entro la giornata di giovedì con l'evoluzione ionica del minimo anche gran parte del centro(settori adriatici), avrebbero nevicate prossime alla pianura ,complice la -8 a 850 hpa, e la -35 in quota a suon di rovesci e temporali. Naturalmente anche le aree meridionali avrebbero la loro tra giovedì e venerdi alle quote collinari. Tengo a rimarcare comunque il fatto che una traiettoria più alta del minimo(verso est e non sud-est per intenderci), escluderebbe dalle nevicate alle quote basse Abruzzo e basso-adriatico cosi come le aree meridionali, concentrandole invece su Toscana ed alto adriatico(sino alle marche), con minore penetrazione del getto artico. Concludo il mio editoriale con una piccola nota per le aree nord-occidentali che risulteranno in tale fase al riparo, in quanto la cerchia alpina fungerà  da ombrello protettore è evidente in tal caso che una probabile riapertura momentanea della porta atlantica produrrebbe in un secondo momento possibilità nevose in pianura anche per queste regioni. Vi rimando alle prossime analisi in attesa che il longe-range torni a mostrarci gli effetti di quello sconquasso stratosferico, che fa preludere ad un finale di stagione dal sapore di crudo invernale, nella quale le varie forzanti sub-tropicali tenteranno di spingere con maggiore convinzione l' hp azzorriano verso nord (mjo in fase 8), con episodi rilevanti alle basse latitudini mediterranee.



Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Febbraio 2010 15:14
 
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