TORNA IL GELO A META' SETTIMANA: COINVOLTA TUTTA L'ITALIA? PDF Stampa E-mail
Scritto da Lubelli Fiorentino Marco   
Sabato 06 Febbraio 2010 17:28
Come preannunciato ormai quasi dieci giorni fa gli effetti dell' MMW, proprio in queste ore manifestatosi in tutta la sua forza a 10 Hpa con l'inversione dei moti zonali in area polare e il VP stratosferico diviso in due lobi spinti al di sotto dei 65° di latitudine nord, potrebbero evolversi presto in troposfera. Questi effetti come ampiamente detto in fase di analisi evolutiva climatica potrebbero colpire in maniera particolare il Mediterraneo centrale e l' Italia. Infatti come avevamo previsto ad inizio settimana, il ramo canadese del VP sta in queste ore sprofondando in pieno Atlantico e darà vita a una risalita, a dir la verità non molto convinta dell'anticiclone delle Azzorre verso nord, questa effimera rimonta altopressoria permetterà alla depressione in cut-off sull' Italia di convogliare aria moderatamente fredda da nord est sul nostro paese che abbasserà le temperature sulle regioni adriatiche e provocherà nevicate sulle regioni centro meridionali oltre gli 800-1000 m.
 
 
Ecco la situazione barica odierna della stratosfera, evidente la sostituzione della circolazione zonale in area polare con una figura di alta pressione. Evidente dunque il primo MMW stagionale. Fonte NOAA .
 
Come detto la risalita dell'anticiclone azzorriano verso nord sarà effimera e non riuscirà a domare gli impeti del vortice canadese che ancora una volta martedì riuscirà a allungare le sue spire verso est riattivando temporaneamente il flusso oceanico in direzione del mediterraneo centrale, ma questo sarà l'ultimo sussulto della depressione oceanica, infatti al seguito della depressione collegata a questo flusso basso atlantico l'anticiclone delle Azzorre subirà una nuova e più convinta pulsazione verso nord a fondersi con una sua omologa termica sull' Islanda  e bloccherà definitivamente il flusso oceanico, contemporaneamente la depressione basso atlantica si infilerà nel Mediterraneo centrale attivando un minimo barico sulla Sardegna, questo minimo pressorio fungerà da calamita per un nucleo gelido artico, figlio dell'esplosione del VP troposferico ad opera del MMW in azione, che con molta probabilità si tufferà verso il nostro paese. A questo punto siamo intorno alle 78 ore da oggi (martedi sera) iniziano i dubbi e le possibili diverse evoluzioni.
 
Ecco un'analisi elaborata attraverso gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici sulle possibili evoluzioni e traiettorie dei minimi barici del cut off gelido italico previsto dai maggiori elaboratori meteorologici per la prossima settimana. Analisi Meteoscienze.
 
Prima di tutto dovremo valutare l'entità del nocciolo gelido, Reading, e UKMO vedono il cuore gelido artico non superare i -12°C a 850 Hpa mentre GFS vede temperature molto più basse, come al solito la verità sarà probabilmente nel mezzo, ma a questa domanda si potrà dare una risposta solo fra 48-72 ore; ben più difficile invece sarà capire l'evoluzione e l'esatta collocazione e traiettoria dei minimi, nella carta soprastante, possiamo notare tre possibili evoluzioni che generalizzano per sommi capi le principali direttrici che l'evoluzione di questo cut off italico gelido che si va profilando. Come si può vedere, le soluzioni sono principalmente tre: la prima suffragata dal run di controllo e dal 40% degli spaghi di GFS 12 e per sommi capi da ECMWF serali, vede la formazione di un minimo barico sulla Sardegna che si muove verso sud est a collocarsi entro giovedi sullo Jonio a formare una classica Taranto Low, per poi spostarsi verso est-nord est, è logico che una configurazione di questo genere, porterebbere entrata di aria fredda dapprima dalla porta del Rodano, poi da quella di Bora e darebbe seguito a un interessamento di tutta la nostra penisola con freddo intenso senza precipitazioni al centro-nord freddo e precipitazioni nevose concentrate soprattutto sulle regioni centrali e meridionali adriatiche, diciamo che questa configurazione sarebbe ottima per Abruzzo, Molise, Lucania, Puglia, e farebbe entrare sul nostro paese il massimo del freddo possibile, con precipitazioni però relegate alle sole regioni adriatiche. La seconda ipotesi suffragata dal 35% degli spaghi GFS, dal run ufficiale di GFS e da UKMO, vedrebbe il minimo in formazione sulla Sardegna prendere una traiettoria più settentrionale, passando per l' Italia centrale e poi verso l' ex Jugoslavia, questa traiettoria darebbe luogo ad un ottimo mix fra precipitazioni ed entrata del freddo, in quanto l'entrata principale del nucleo gelido sarebbe dalla Porta del Rodano con una parte minore che entrerebbe successivamente anche dalla porta di Bora, e le precipitazioni interesserebbero tutta l' Italia dall' Emilia Romagna fino al meridione, con nevicate concentrate soprattutto su: Emilia Romagna, Toscana e Marche settentrionali in un primo momento e successivamente: centro Italia (Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio, Molise e Puglia settentrionale) con escluse dalle nevicate in pianura le estreme regioni meridionali. Questa configurazione potrebbe riportare la neve a Roma. Attualmente questa soluzione appare quella più probabile. Passiamo all'ultima evoluzione prospettata dai modelli. Questa soluzione prevede la formazione di un minimo ad occhiale fra Golfo di genova e Adriatico settentrionale con veloce evoluzione verso sud est, questa soluzione minoritaria rispetto alle altre, costituirebbe un remake dell'irruzione di dicembre, con Emilia-Romagna e Toscana in prima linea nel computo degli accumuli nevosi, con un peggioramento che colpirebbe in fatto sia di termiche gelide che di precipitazioni principalmente il centro nord Italia. insomma situazione da monitorare, come al solito, ora dopo ora, ma che attualmente non vede modifiche sulla linea tracciata ormai da giorni che disegna un quadro gelido per l' Italia nella prossima settimana.


Ultimo aggiornamento Domenica 07 Febbraio 2010 13:35
 
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